sabato, 26 gennaio 2008, ore 12:27

grilloAllora, oggi non comincio col post serio, invece vi propongo una delle imitazioni, a mio parere, più divertenti e acute degli ultimi anni, quella di Beppe Grillo. Tra tutte le imitazioni satiriche e non, di personaggi politici che invadono i nostri schermi un bel giorno arrivò Sergio Friscia con il suo Beppe Grillo (ormai sono almeno un paio d'anni) a Tintoria show, che va in onda su rai 3 con la nuova serie il venerdì intorno alle 23.45 circa. La prima volta che lo vidi pensai all'idea geniale di ironizzare sul re dell'ironia, di fare satira sul re della satira (in un certo senso). Le sue imitazioni, per lo meno quelle che ho visto io, di Beppe Grillo, sono sempre azzeccatissime e anche abbastanza cattivelle, ma non si discotano mai troppo dalla realtà, anzi!
Mi è venuto in mente di parlarvene perchè ieri sera, sempre sul medesimo programma si è svolto un Dibattito, il primo faccia a faccia, seppure comico, tra i due paladini in un certo senso dell'antipolitica, ovvero: Grillo (Friscia) vs Di Pietro (Lauretta, altra caricatura riuscitissima) con mediatore Maurizio Mannoni (quello che conduce tg primo piano in seconda serata) nella parte di se stesso. Davvero esilarante e realistica al massimo, sopratutto nella parte in cui dopo una litigata Di Pietro e Grillo trovano un accordo, fondare il primo partito antipartito.
Purtroppo su YOUTUBE nessuno ha ancora messo quel video, spero sinceramente che lo carichino presto, perchè è molto illuminante.
Quello che vi propongo io invece direi che riguarda molto da vicino l'attualità delle cronache italiane. Ps: la canzone che storpia il finto grillo è:
"Toda Joia Toda Beleza" di Roy Paci & Aretuska, questo per chi non lo sapesse.


paz83

venerdì, 11 gennaio 2008, ore 14:52

Ancora sul caso Grillo – Gilioli, mi sono imbattuto in questo poco fa, ve lo segnalo a titolo di cronaca.

paz83
P.link ¦ commenti (7) ¦ commenti (7)(popup)
categoria : blog, attualità, blogsfera, blogger, beppe grillo

 Subscribe in a reader


giovedì, 10 gennaio 2008, ore 19:14

Se Beppe Grillo vuole fare la sua crociata la faccia, ma la faccia a nome suo, a me certi modi di fare, certi comportamenti, non piacciono per niente, tanto più che a differenza di chi dice che ha fatto bene, che è coerente (o forse è solo paura del confronto, chi lo sà..) e che attacca per scienza infusa chi osa contraddire, tutto il resto della blogsfera si è posta qualche domanda. Qualcuno dice che la stampa potrebbe prendersela con tutta la blogsfera. Colpa anche nostra, la chiesa ci ha sempre insegnato che prima di fare un santo ci vogliono anni, di prove, verifiche e ricerche.
Sorge allora spontanea la domanda del titolo: ma Beppe Grillo ci rappresenta?
paz83

lunedì, 17 dicembre 2007, ore 13:41

Siamo ormai giunti agli ultimi giorni di questo 2007 e dovrebbe cominciare il periodo dei bilanci, di quello che è stato e di quello che non è stato nello stivale.

vota antonio

È stato l’anno dei termini abusati, consumati, dai nostri carissimi colletti bianchi inamidati e poltrone ben strette al culo e dai mass media, termini come Qualunquismo e Antipolitica, che sono, citando quanto scritto in un articolo da Marco Revelli;<< […]il primo, perché l’espressione <<antipolitica>> è diventata, in forma sempre più evidente, e persino spudorata, la clava agitata da coloro(rass dei mass media e uomini politici) che sono, con i loro comportamenti, la principale causa di discredito in cui è caduta la politica, per mettere a tacere, chi, al contrario muove loro critiche legittime nel desiderio di un agire politico se non <<virtuoso>> per lo meno decente. È in sostanza l’artificio lessicale per accusare chi invoca il medico di essere il propagatore della malattia, secondo una vecchia tecnica da Grande Fratello. Il secondo - il termine << Qualunquismo>> - perché non regge a un sia pur sommario confronto storico. Perché l’analogia tra il montante brontolio di protesta nei confronti del <<ceto politico>> della cosiddetta seconda repubblica e quanto avvenne sessant’anni fa, alle origini della prima, non sta in piedi. Anzi, le due esperienze appaiono di segno esattamente opposto[…]>> termini rischiosi con cui appellare la massa scontenta nei confronti del circo politico attuale, soprattutto perché totalmente differenti dalla realtà. Ci troviamo di fronte invece ad un momento di iperpolitica da parte del cittadino che anzi, non ignora l'aspetto politico del vivere associato, ma lo cerca, un cittadino che, non rifiuta la partecipazione ad/ in un sistema democratico, ma lo brama, proprio perché mancante nell’attuale Dna dell’homo politicus.

Questo ha fatto sì che, in varie forme ed in maniera molto più pressante rispetto ad altri momenti passati, l’ attenzione del cittadino si soffermasse sulle azioni dei politici, sui loro doveri in quanto rappresentanti caricati della e dalla fiducia dell’elettore e sulla loro reale pertinenza con quanto richiesto, con quanto necessario per il paese, mettendo inevitabilmente alla luce tutte le, se così possiamo chiamarle, lacune del caso.

È stato l’anno in cui il comico? Beppe Grillo è stato proclamato, dai sempre attenti a salvaguardarsi lo scrano, alfiere dell’antipolitica, in una logica che puntava ad accomunare e screditare tutti i contestatori sotto gli ormai famigerati due termini. Ma è errato, innanzi tutto perché non è stata la totalità di chi ha contestato, anche vivacemente, a seguire Grillo per partito preso e ad appoggiare ogni sua affermazione, in secondo luogo perché anche tra i più accaniti sostenitori del comico in certi momenti c’è stato chi ha storto un attimo il naso su alcune sue uscite, non era l’armata BrancaGrillo contro i politici, intendiamoci. Tantissima gente ha scelto strade che differenziavano dai meetup o dalle liste civiche, tantissima gente nel suo piccolo scriveva e protestava sui giornali, sui blog, per la strada, ma non per questo suo moto democratico, pardon, antipolitico, deve per forza essere fatta rientrare nei Grillini.

È stato l’anno ( anche se ad essere sinceri la situazione è aperta dal 2005) in cui tutti, ma proprio tutti sono stati indagati, o almeno, c’è chi ad indagare ci ha provato, ma con scarsi risultati.

Da Berlusconi, in cronaca di questi giorni, a Mastella, da Cesa a Prodi, insomma, un trasversalismo d’indagine del tutto coerente con quel sistema chiamato parcondicio tanto caro ai politicanti del nostro paese, accontentati.

Peccato che di contro, sembra ci sia stata una larga intesa contro la magistratura, della serie: siamo tutti sulla stessa barca, almeno in questi casi volemose bene. Ne sanno qualcosa, per citare i soliti noti, De Magistris e la Forleo, che negli ambiti dei loro “tentativi” d’indagine sono arrivati a porre dilemmi inquisitori anche sulla magistratura stessa, quanto meno sospettata di inciuci con il mondo politico in maniera alquanto malsana.

È stato l’anno in cui noi della sinistra avremmo dovuto tenere più alta la guardia affinché venissero cambiate certe leggi di nostra conoscenza e ne venissero fatte altre indispensabili in uno stato di diritto che voglia mettere al primo posto la legalità, ma se da un lato abbiamo abbaiato molto dall’altro non abbiamo ancora ottenuto nulla di quanto veramente necessario e prioritario, e se da un lato abbiamo accusato l’elettorato di centrodestra di aver chiuso gli occhi, di aver sorvolato sui danni provocati da sei anni di governo Berlusconi dall’altro abbiamo abbassato pure noi la guardia, abbiamo mollato la presa, accontentandoci di avere al governo i nostri beniamini e ciò che era stato era stato. Ma di peggio c’è che ci siamo forse anche già dimenticati dei furbetti del quartierino, che comprendevano molti esponenti di spicco dei Ds e del centrosinistra tutto e del loro tentativo di lottizzazione dei sistema bancario nazionale( c’è da dire che anche qui le cordate d’affari vedevano coinvolti un po’ tutti, da D’Alema a Caltagirone, cognato di Casini fino al solito Berlusconi) di cui pare nell’ambiente tutti sapessero, tranne, come al solito, il buon vecchio e fiducioso risparmiatore.

È stato l’anno in cui l’assetto politico del paese è stato stravolto, e che ha visto Veltroni diventare il rappresentante di una larga maggioranza della sinistra (offuscando pure il governo), a discapito di Massimo D’Alema, perché si, se non fosse venuta alla luce la questione delle scalate, Veltroni con D’Alema in circolazione avrebbe avuto la strada un po’ meno spianata, ma così non è stato, i fatti sono venuti alla luce e D’Alema si è visto costretto a fare due passi indietro, a salire da Veltroni e a dargli la sua investitura e a mettersi in sordina facendo appello al detto siciliano del << calati juncu ca passa la china>> (piegati giungo che passa la piena).

È stato l’anno del: Distraiamo gli italiani con dei bei pacchetti di cronaca nera, infarciamoli di morbosità, ricamiamoci su tantissimo, tiriamo le cose per 20 puntate anche se ne bastano al massimo due, che così non c’è da parlare degli altri di problemi. Che tanto alla televisione Ghe penso mì deve aver pensato qualcuno, i soliti, sappiamo, leggiamo, vediamo, spesso purtroppo, e stà qui il vero problema, quello che vogliono loro.

È stato un anno, tirando le somme, di quelli veramente pessimi, che ti lasciano l’amaro in bocca, e mancano ancora poco meno di due settimane al suo termine, un lasso di tempo in cui gli Italiani, purtroppo, sono stati abituati a veder accadere l’impensabile.

Concludo con la frase che appariva su una copertina di MicroMega: “ La legalità è il potere dei senza potere”

Un saluto a tutti!

paz83

giovedì, 13 dicembre 2007, ore 14:00

G8

Quelli che quando l’Italia è il bel paese.

Quelli che quando si lavora per una grossa multinazionale come la Thyssenkrupp si può morire bruciati in un dicembre alla fine del 2007 non bello per niente.

Quelli che quando sei indagato come Berlusconi fai un esposto al ministro della Giustizia MASTELLA che è indagato anche lui, insomma quelli che quando mal comune mezzo gaudio, compagni di sventure e forse anche di merende.

Quelli che quando i treni funzionano già male e il ministro Di Pietro gli blocca i fondi perché dice che se li inguattano, e allora via, meno treni e non si capisce se sono le società dietro Trenitalia che fottono o se sono i ministeri che dovrebbero vigilare suoi conti che dormono, e intanto TRENITALIA SI SCUSA PER IL DISAGIO, come sempre.

Quelli che quando votateci che risistemiamo un paio di cosette…e invece Berlusconi gli aveva già fatto le leggi comode e tolto quelle scomode, e allora facciamo finta di niente che la botte è piena e la moglie è ubriaca e va bene così!

Quelli che quando Clementina Forleo è una visionaria, e se ve lo diciamo noi, e De Magistris un ficcanaso che noi siam tutti innocenti e allora li zittiamo, non per altro, ma educarne due per avvertirli tutti che con noi non si scherza.

Quelli che quando Luttazzi aveva carta Bianca(leggere per credere) su la7, ma siccome share e scandali non arrivavano buona la prima per cacciarlo via, che se Ferrara è permaloso per un po’ di cacca e pipì sul suo corpicione si guardasse in giro a vedere quanta merda mangiano gli Italiani, cosa dovremmo dire noi allora, che la ingoiamo realmente? Tutti a casa, censurati per presa per il culo, diffamazione (coglioni, bamboccioni, internauti la faccia più misera e ignorante del paese e via dicendo e loro cosa sono allora?); false dichiarazioni, falsi contratti con gli italiani, concussioni mafiose, estorsioni, corruzioni, scavalcamento dello stato di diritto, delegittimazione della legge e dell’autorità giudiziaria, falsificazione del servizio di informazione, abusivismo, tangenti, abuso di potere, d’ufficio, abuso di tutto, anche dei posti per i disabili e via dicendo.

Quelli che quando anche gli aerei non son messi bene, che poi non sai se partono e soprattutto non sai se atterrano tra scioperi e mancanza di fondi e carburante.

Quelli che quando la fiducia la possono chiedere solo nelle camere al parlamento perché fuori, in giro per le strade manco per il cazzo che gliela si dà più.

Quelli che quando blocchiamo tutto con i camion e a noi non arriva la benzina, che adesso non li critichiamo, ma fra 10 anni saranno quelli che quando bloccano con i carri trainati dai buoi e noi si cercherà una miniera di carbone aperta perché se continua così il petrolio ce lo sogniamo e di conseguenza pure la benzina.

Quelli che quando se vendi borsette su un lenzuolo lungo un portico ti becchi fino a 8 anni e filato in galera e paghi fino a 15mila euri di multa, ma se fai un falso in bilancio ( che è illecito solo dall’1% in su del patrimonio netto dell’azienda, ovvero se l’azienda ha un patrimonio di 10mld netti un falso in bilancio di 99 milioni è lecito, se li intasca e via di tangenti, fondi neri ecc) ti becchi si e no 4 anni sempre che non esci prima o che li sconti realmente, mentre se ti macchi di corruzione appena 5 anni, se invece costruisci abusivamente, magari un ecomostro ti becchi al massimo 2 anni, insomma che culo quelli che quando per fortuna mamma non ci ha fatti con la pelle nera e che siam amici di amici di amici che contano. 

Quelli che quando allo stadio si muore scatta l’indignazione, si fermi tutto, o ma fino a sabato sera mi raccomando che io c’ho l’abbonamento già pagato e domenica con la moglie non ci voglio stare.

Quelli che quando il papa gli strizza l’occhio, che vuol dire o così o così, che per incentivarli ha tolto pure il limbo che chi sgarra adesso va diritto all’inferno, e quelli che quando all’inferno ci sono nati e l’aids li uccide e magari basta un preservativo, ma è peccato e allora quelli a cui il papa strizza l’occhio alzano le spalle e guardano di la, che tanto loro se fanno i bravi con l’inferno non ci avranno mai a che fare.

Quelli che quando si muore per una tonsillite e allora ti gira veramente il cazzo e vorresti gridare, che basterebbe abbassare qualche stipendio che conta e vigilare seriamente che non siano i soliti amici di amici a gestire dove ci si cura perché questo non accada più, perché qualche soldino da investire esca.

Quelli che quando erano a Genova…si son sbagliati e li hanno picchiati

Quelli che quando prima di farti fuori te la videochiavano su youtube la tua condanna a morte, e allora meglio metterlo tra i preferiti e scandagliare ogni giorno che potresti essere il prossimo.

Quelli che la guerra non la vogliamo, mai voluta (Berlusconi, Prodi e tutta l’allegra brigata) però sapete com’è, pr, affari, amicizie, l’altranno è venuto al mio compleanno, devo per forza andare a questa guerra, gli unici missili intelligenti sono, scusate la finezza, i cazzi che ci mettono in culo, a noi che stiamo ad ascoltare e a loro altri che:<< oggi piove cara…hai visto?>> << No amore, è fosforo…zzrgehehzzz>> e poi più nulla.

Quelli che quando si paga per colpe o errori di altri e adesso sono quelli che quando erano e potevano parlare, perché sono morti e chi se le caga più?

Quelli che quando se sanguinano, saranno rumeni, africani, cinesi, arabi, italiani, americani, inglesi, tibetani, il sangue è sempre rosso per tutti, e allora cosa c’è che non capiamo?

Quelli che quando e se tornerà il Dalai Lama speriamo che lo trattino meglio.

Quelli che quando…secondo voi? Che nel dubbio c’è Del Debbio.

Quelli che..se volete adesso potete continuare voi, se va bene così…

paz83

domenica, 18 novembre 2007, ore 19:07

Bandiera_ItalianaQuello che viene da pensare, sentendo le parole della gente, vedendo le immagini che mandano in onda i telegiornali e leggendo i giornali, è che il paese sia afflitto da una carenza di DEMOCRAZIA.
Non è solo la voce della gente a chiederlo, ma ci sono anche i fatti a dimostrarlo, dalla mancata istituzione di una commissione sui fatti di Genova fino all’inchiesta “Toghe Lucane” e alla conseguente "Why Not" sempre del magistrato Luigi De Magistris che negli ultimi mesi è stato nel mirino della cronaca e non solo, anche la politica si è interessata a lui, e non poco. Leggendo l’ultimo numero di micromega, che per altro approfondisce in maniera molto soddisfacente tutta la vicenda di De Magistris e Mastella, dal caso “Why Not” a tutto ciò che c’è stato prima, vengo a conoscenza di un dato molto interessante, pare che siano circa 153, dato approssimato per difetto, i parlamentari che negli ultimi anni (già dal 2003) si sono interessati al magistrato, tra richieste di delucidazioni, interrogazioni parlamentari e richieste di invio di commissioni per valutare l’operato del magistrato. Ne viene fuori che il 15% dei parlamentari ha avuto, o ha, molto a cuore la vita professionale di De Magistris, e io mio chiedo: chi sa il perché?
Tra le altre cose, l’appartenenza politica dei parlamentari che si sono occupati del magistrato è trasversale, prende tutti, destra, sinistra e centro, come sono trasversali le sue indagini che vanno ad indagare tra gli altri Cesa dell’Udc, Bucciero di Alleanza Nazionale, Nicola Adamo (Ds), Mario Pirillo (ex margherita e ora esponente del partito democratico del meridione) fino a Prodi e all’attuale guarda sigilli Clemente Mastella, così come indagate sono state alcune importanti figure che ricoprono alte cariche istituzionali in un intreccio di favori e legami alquanto oscuro entro il quale, sarebbero spariti ingenti quantitativi di denaro arrivati sotto forma di fondi dall’unione europea. Tornando poi all’inchiesta sulle toghe lucane, qui ad essere indagati erano un po’ tutti, dal procuratore generale di potenza, Vincenzo Tufano, alla dirigente della squadra mobile di Potenza Luisa Fasano fino a politici e avvocati e via dicendo. Gli uomini politici, d’affari, imprenditori e esponenti istituzionali avrebbero fatto parte, o interagito con un comitato d’affari che avrebbe gestito grosse operazioni economiche in Basilicata.
Leggendo accuratamente il tutto saltano all’occhio anche nomi che la memoria riporta a quello schifo che fu la  P2, e che oggi sono indagati, nuovamente, in veste di parlamentari o di ricoprenti cariche importanti. Questo è preoccupante, perché in un paese democratico certe figure sarebbero state cancellate definitivamente dal contesto politico istituzionale, e invece no, qui non succede, e guarda a caso eccole spuntare nuovamente fuori in un’inchiesta che collega e mette insieme figure in posizioni cardine del paese, ma guarda te, una caso? Sarà anche un caso che tutti o quasi pensino che De Magistris sia uscito di cucuzza, che il suo capo, Mariano Lombardi, indagato dal De Magistris, gli abbia poco tempo fa tolto l’inchiesta "Poseidon" per apparenti irregolarità procedurali ( ricordiamo che L’olaf, l’agenzia anti frode dell’unione europea ha contestato un reato di frode comunitaria a Papello, Cesa e Fabio Schettini, già segretario dell'ex ministro di Forza Italia, Franco Frattini, oggi commissario europeo, non De Magistris quindi, ma la commissione europea), saranno dei casi, per inciso salterà fuori che l’aereo di Ustica aveva finito il carburante, sempre per caso, insomma siamo alle solite. Poi ti chiedi perché ci vogliano anni a completare opere varie, infrastrutture, ospedali, perché ci ammazzano di tasse, ma grazie al cappero, se qui c’è un mangia mangia generale manco fossimo all’osteria del porcaro.
Un’ultima cosa: st’idea dei Gazebo di Forza Italia…ma se invece di trapanare i maroni con questi stratagemmi per buttare giù il governo( che tanto se cade, cade per scontri interni) si mettessero a proporre qualcosa di produttivo per il paese? Troppa fatica? Mancano le idee? Gira e rigira si sono persi nel rinforzo della loro spalla da sfondamento che hanno finito per sfondare le…ai loro alleati, che adesso minacciano la rottura dell’alleanza, e ci credo. Sono giunto alla conclusione che sarebbe più produttivo e democratico il Maiale di calderoni ( Maiale è maiuscolo e calderoni no, un motivo ci sarà.) che tutti i politici messi assieme, qui ci scappa il detto : Campa Andreotti che l’erba cresce!
Insomma, la democrazia è latitante qui in Italia, l'unica cosa democratica che c'è è la spartizione ("illecita") dei soldi per il paese, un po a me, un poco a te, e son tutti felici e contenti e con le pance piene e le spalle protette.
paz83

giovedì, 25 ottobre 2007, ore 14:26

Passato l’allarmismo e la preoccupazione più o meno giustificata sulla possibile chiusura dei blog a seguito del Ddl riforma sull’editoria grazie anche alle tardive rassicurazioni del Ministro Gentiloni e dello stesso Levi cosa rimane? Semplice, rimane l’immagine di un paese il cui esecutivo, di qualunque schieramento sia, non è in grado di scrivere, apparentemente, norme chiare alla popolazione facendosi trascinare in un mare di fango e polemiche. È una storia che si ripete da anni, e tutte le volte dall’estero sono li, pronti a bersagliare, a ironizzare, ma come dargli torto se siamo governati a turno dai pulcinella e gianburrasca di passaggio? Ma è anche vero che tutta questa tensione che si è venuta a creare è stata in parte merito dei soliti sobillatori di folla, come scrivevo in un post precedente, in primis Beppe Grillo e il suo trasformare un belato in un ululato.

La Blogsfera si è fatta trascinare come il solito nel pandemonio suscitato dal comico aumentando e rifocillando un allarmismo che non aveva necessità di toni così alti, quanto meno non nell’immediato, il fatto è che forse Beppe Grillo si è sentito chiamato in causa e ha ben deciso di trascinarsi dietro la folla per rendersi più forte. Viene da chiedersi, e me lo chiedo, se siamo noi a farci rappresentare da GRILLO o se sia lui ad utilizzare noi come arma contundente?

Allora se oggi in giro per il mondo ci pigliano per i fondelli è anche colpa nostra, di noi che ci facciamo prendere dal panico, che critichiamo ma che non ci informiamo, che ascoltiamo la parola, la prendiamo per buona e poi ci lanciamo nella mischia.

Sicuramente siete già capitati su quanto si scrive su TimesOnline che parla di assalto geriatrico ai blog italiani, o su altri siti esteri che in queste ore a caso rientrato ironizzano sulla vicenda Italiana.

Se invece di farci trascinare subito nella rissa ci prendessimo un’ora per riflettere non saremmo l’Italia da bar sport che tutti vedono, pronta a scaldarsi sia che si tratti di un rigore sbagliato o che si parli di un disegno di legge.

Sull’argomento fa un’analisi chiara suzukimaruti che è largamente condivisa dal sottoscritto.
paz83

sabato, 20 ottobre 2007, ore 16:59

Disegni di legge alla chetichella per il governo, come qualcuno ha già urlato, parlando dell’ormai famoso testo per la riforma dell’editoria scritta da Levi nell’agosto passato, quando tutti erano in vacanza, o meglio, quando alcuni erano in vacanza, mentre chi, moltissimi, non poteva permetterselo cercava in città un luogo dove agonizzare lontano dalla calura estiva.

Il 12 ottobre esce la notizia che il governo ha pronto il disegno di legge che riguarderà il mondo dell’editoria, un disegno di legge che, secondo quanto detto dall’esecutivo, serve a rimettere ordine nella giungla dell’editoria, mentre secondo altri sarebbe il primo passo per chiudere la bocca alla rete in Italia. Nei giorni appena passati la notizia apparsa anche sul sito di Repubblica ovviamente si è diffusa su larga scala generando un pandemonio allucinante in rete, primo perché il testo di legge fa riferimento al panorama della rete e questo ha permesso a tutti i fruitori attivi della stessa di sentirsi chiamati in causa in un momento che vede soprattutto i blogger sotto attacco da parte della stampa, da un certo tipo di stampa, o comunque da alcuni suoi esponenti, i peggiori, secondo perché l’esondazione di notizie è stata impregnata da un lato emotivo e di sensazionalismo basato su notizie che esponevano fatti frammentari e comunque non ancora definitivi. Bisogna ricordare innanzi tutto che il disegno di legge deve affrontare tutto il suo iter parlamentare, i tempi quindi non sono brevi, in Italia poi figuriamoci, sicuramente in secondo luogo vanno calcolati gli ostruzionismi che durante il percorso saranno posti, le eventuali modifiche e i punti che sicuramente non metteranno d’accordo tutti durante la discussione e che quindi ne allungheranno ulteriormente la strada.

In questi casi trovo sia più giusto avere un attimo di calma e osservare bene quello che succede prima di attaccare a muso duro. Già oggi Levi, padre del disegno di legge (badate bene: disegno di legge non vuol dire legge approvata e definitiva, c’è una bella differenza) dà una bella sterzata alle polemiche di questi giorni chiarendo alcuni punti e afferma che non c’è nessuna intenzione di “imbavagliare il legittimo dibattito” e prosegue che non sarebbe nemmeno praticabile ne nel loro interesse toccare i siti amatoriali o i blog personali, l’intenzione è quella di creare un mercato libero e ben organizzato: "Con l'obbligo della registrazione non pensiamo al ragazzo che realizza un sito o un blog ma a chi, con la carta stampata, e con internet, pubblica un vero prodotto editoriale e diviene un autentico operatore del mercato dell'editoria".

Intanto Folena, presidente della commissione Cultura della Camera, chiede chiarimenti specificando che chi fa un blog non è un editore, quindi non deve sottostare a nessuna regola particolare, mentre Belluci, responsabile Comunicazione e innovazione tecnologica del Prc la ritiene una riforma necessaria purché fatta con criterio. I verdi intanto preannunciano battaglia e Di Pietro dice no ai bavagli.

Insomma intorno a questa vicenda c’è molta confusione e, a mio parere personale, è inutile ora suonare gli allarmi antibombardamento aereo, piuttosto è meglio seguire l’evoluzione della situazione attivando un leggero campanellino che faccia presente che chi scrive in rete è li e osserva. Non voglio credere che la sinistra dopo aver dato battaglia a Berlusconi e al suo esecutivo proprio in materia di censura per cinque anni si appresti ora a buttar fuori un mega editto tappa bocche. Ovviamente c’è sempre Grillo che appena esce un belato lo trasforma nell’ululato del lupo, e questa mi dispiace, ma è una cosa che non sopporto, bisogna criticare con coscienza e criterio, non muovere la rivolta ad ogni squillo di tromba o si rischia di fare ancora più danno.

paz83


mercoledì, 19 settembre 2007, ore 12:42

Di nuovo è andata via la linea internet per qualche giorno, ma poi fortunatamente è tornata. Io mi chiedo cosa stiano facendo alla Fastweb, ma comunque poco importa. In questi giorni seguendo i telegiornali sento parlare quasi solo di Grillo – Prodi e i politici, politici- Grillo – Prodi, insomma un monopolio della notizia a tutto campo. Premettendo che non sono mai stato un detrattore di Grillo, non avrei se no appiccicato il banner del suo “meeting” sulla colonna sinistra di questo blog, e premettendo che trovo sempre positivo quando il cittadino scende in piazza a dire la sua devo però anche ammettere che tutta questa polemica tra il Comico? e i palazzi della politica cominciano ad inserirsi in quello scomparto sterile che assolutamente non porta nessun beneficio all’Italia. Si parte come al solito con una motivazione che sembra valida, con dei propositi, e si finisce con la solita scazzottata mediatica che guarda a caso finisce col piombare sul sempre disponibile ring di Porta A Porta, che poi quando suonano il campanello io non apro mai perché ho già di meglio da fare.

beppe-grilloMi è poi capitato di parlare con una amica proprio di questa faccenda di Grillo, una lunga conversazione in cui lei mi faceva notare che il Comico? con il potere che ha sulla gente, potere di raccogliere firme si puntualizzava, invece di lanciarsi in mille crociate anti-Politico? (ma poi lui cosa vorrà fare? Perché cominciano a chiederselo un po’ tutti.) poteva ad esempio far si che si raccogliessero le firme per istituire una commissione sui fatti del G8, ad esempio, commissione per altro già prevista da questo esecutivo ma che ancora tentenna nel suo avvio, mi diceva sempre la mia amica che 300.000 dovevano essere più che sufficienti e che senza dubbio il governo non le avrebbe ignorate, ne questo e forse nemmeno l’altro. Forse è cominciando da queste cose che si da un imput alla civiltà, ne emergeva fuori, dalla conversazione, anche il fatto che Grillo in sostanza abbia staccato un bel ramo dall’albero dell’elettorato di centro-sinistra, ramo con cui ora, gli esponenti alla maggioranza dovranno fare i conti. Poi parlando salta fuori dalla memoria che lui era l’uomo che anni fa distruggeva sul palco i computer, era l’epoca in cui battagliava per metterci in guardia dal pericolo del Personal Computer, se non erro, ne saremmo stati schiavi diceva, e qui bisogna in gran parte dargli atto, aveva ragione, la sua tesi differenziava solo di un dettaglio, lui sarebbe diventato uno dei più grossi usufruitori del pc, portando la massa sul suo blog, quindi di conseguenza inducendola all’uso del Pc. Che ironia la sorte, un giorno sei l’anti pc e oggi tramite il pc sei quello che sei, fai quello che fai e via dicendo. Permettetemi allora di essere un poco impopolare, però non è che il “Messia” in democrazia, come esso proprio ci insegna, sia esente da critiche anche ironiche, specialmente se provengono dal suo seguito, o no? Speriamo, visto che si scaglia contro la politica, diciamolo pure, quasi in toto, che non finisca poi per piombarci dentro. Capisco il detto: “ se non può sconfiggere il tuo nemico, unisciti a lui”, ma in questo caso bisogna fare attenzione, il vento in quel mare cambia molto in fretta e la Boa delle liste civiche si avvicina, da bravo genovese quale è speriamo sappia sfruttare bene la Bolina, altrimenti il rischio è di inchiodarsi li.

Sull’ultimo numero di Linus c’è poi un articolo che parla di Eric L. Jackson, soprannominato il Grillo americano, uno laureato in studi strategici e un dottorato in management alla Columbia University, che senza troppo scalpore ne sensazionalisti ha fatto cadere i due top manager più pagati d’america, quello di Yahoo e di Motorola in maniera semplice, tramite Youtube e un blog ha radunato tutti i piccoli azionisti delle società, che presi in blocco comunque detengono una grossa fetta del pacco azionario, questi stanchi di vedere i loro “dipendenti” ( E si, perché i dirigenti delle grosse aziende e multinazionali con azioni sono dipendenti, infatti è l’azionista, colui che compra l’azione, cioè che investe fondi, liquidi in azioni dell’azienda che è in un certo senso proprietario, difatti le grosse società dovrebbero sempre rendere conto ai loro azionisti, dovrebbero creare profitto a favore degli azionisti, più vale l’azione, più è felice l’azionista, più capitale ha l’azienda.) guadagnare cifre esorbitanti in cambio di bassi rendimenti e strategie spesso disastrose si sono uniti esercitando pressione nei consigli degli azionisti e ciò ha provocato un veloce cambio di guida ai vertici e cambi di strategie da parte delle aziende, senza fare eccessivo casino, insomma ha parlato poco e agito molto. Ho invece l’impressione che Grillo parli tanto, scagli la gente contro qui e la ma poi in pratica faccia ben poco. Col potere di ascolto che ha, potrebbe far cambiare un sacco di cose senza bisogna di gettarsi a tuffo bomba nella politica come, diciamocela tutta, sta forse cercando di fare. Stai Attento Beppe, perché quelli prima ti attirano a loro, poi una volta che ci sei entrato ti neutralizzano.

Di lui Jackson dice: “…lo conosco, ho letto i suoi interventi sul suo blog e lo trovo molto efficace, soprattutto dal punto di vista della comunicazione. Ma io in questo sono molto più pacato. Preferisco che siano i bilanci a parlare per me…”. Un velato: Preferisco i fatti alle parole? A voi l’ardua sentenza.

paz83

lunedì, 06 agosto 2007, ore 03:30

beppe-grilloIl nostro carissimo amico Beppe Grillo, per chi non lo sapesse, ha lanciato un'altra crociata a salvaguardia della nostra povera Italia, il V-Day, ovvero il Vaffanculo Day, date un'occhiata al bannerino qui di fianco a sinistra! Molte migliaia di persone si sono già iscritte a questa nuova crociata di GRILLO che porterà in piazza obiezioni più che giuste ai nostri politicanti, non anticipo nulla, chi vuole clicchi sul banner, io l'ho fatto e anche di corsa, concorde sul fatto che un V-Day ci voleva! Cambierà qualcosa? Mah, staremo a vedere. Io intanto ho dato il mio appoggio, e combattivo sono pronto a scendere nuovamente in piazza a dire la mia come tanti altri, e badate bene che qui non si parla di destra o sinistra, ma di sistema che non funziona perchè da ambo le parti c'è gente che non fa il lavoro per cui viene anche troppo profumatamente pagata, da noi, elettori di destra e di sinistra e di centro. E allora scusate, ma se posso permettermi, dopo i Dico e il family day, una manifestazione che ce li manda tutti, i politici, a quel paese, è solo benvenuta!
Avanti tutta!  
Beppe Grillo oppure cliccate il bannerino!
paz83