

Dopo qualche giorno di astensione, voluta, dal blog, eccomi nuovamente qui. Contenti? Ah, non vi importa? Beh fatti vostri!
Qualche giorno fa, proprio dopo aver appreso la notizia del gesto incriminato contro la Fontana di Trevi avevo pensato ad una cosa in stile Andy Warhol (uno che di critiche e detrattori ne aveva e ne ha ancora molti), ma dato il mio astensionismo dal blog non ne avevo scritto nulla, mi ero deciso a farlo oggi, ma si sa, bisogna esser veloci in queste cose altrimenti si rischia di essere bruciati, ed in fatti cosa mi fa il Corriere della Sera? Mi fa un articolo sul suo sito online in cui dice che è un’idea geniale degna di Andy Warhol, avevo perso l’occasione, maledizione, pare che D’agostino sia stato più veloce di me, pazienza, è, però sempre sfogliando le pagine web del corriere che vengo attirato da un altro titolo <<No ai bavagli, i blogger stiano tranquilli>> e questa volta mi compiaccio nel mio piccolo dal momento che mentre tutti si struggevano per la notizia sul Ddl della riforma editoriale io scrivevo:"Ddl sulla riforma editoriale, attendiamo, ma niente sensazionalismi". E blogbabel nemmeno mi ha messo nella lista dei blog che ne discutevano, cattivi. Comunque tornando alla povera fontana, si leggono in questi giorni le parole di “autorità?”, in campo artistico e non, che elogiano il gesto dell’“attivista?”. Adesso, non subito, perché subito, da tutti, quello commesso è stato definito un atto ignobile privo di qual si voglia valenza artistica, ma ora che si è appurata l’effettiva inoffensività del liquido lanciato nella fontana sono tutti pronti a salire sulla cattedra dell’arte ( questa volta non c’è stato nessuno che si è immediatamente prodigato per ripulire la fontana così come c’era stato il cittadino che stacco i tre bambini impiccati di quel mattacchione di Cattelan “l’artista?”. Chissà poi se l’autore del gesto aveva calcolato così a fondo l’effetto simbolico del suo gesto oppure se sia stato un semplice colpo di culo e si stia ora preparando a cavalcare l’onda del clamore e delle lodi suscitato, a posteriori come è usanza nel nostro piccolo paese di opportunisti.
Collegandomi, come mi è inevitabile al cinema mi torna in mente quello che successe col film che più di tutti è legato alla Fontana di Trevi e che più di tutti la lanciò davanti agli occhi del Mondo, anche di quelli che non la conoscevano, “La Dolce Vita” di Federico Fellini che provocò addirittura un’interrogazione parlamentare in cui fu disegnata con le seguenti parole: "L’offesa palese alle virtù e alla probità della popolazione romana e la banale canzonatura dell'alta missione di Roma quale centro del cattolicesimo e di antiche civiltà", e che scatenò una durissima campagna da parte dell’Osservatore Romano su cui si lesse anche:"Basta!": "Il male, il delitto, il vizio ostentato sugli schermi, sviscerato nella sua psicologia (...) è incentivo al male, al delitto, al vizio; ne è propaganda". Tutto questo quando il Film era uscito da poco, la storia poi, come è ovvio che sia, ha dato ragione a Fellini consacrando lui e il suo film ad opera Mitologica del cinema, scaraventando giù dallo scrano tutti i detrattori, molti dei quali poi saltarono sul treno dei sostenitori una volta capito che la loro causa era persa, insomma, siamo alla solita, avanti Savoia, indietro Savoia, nessuno dice quello che pensa schiettamente e poi mantiene salda la sua posizione a costo di apparire impopolare, l’unico è Sgarbi che ha proprio di natura di esser bastian contrario e che quindi non fa testo, ma dopo tutto chi è che tiene in considerazione le polemiche di Sgarbi? Ups, ce ne sono molti mi dite? Amen!
Povera Fontana di Trevi, quante ne hai passate, da Totò che cerca di venderti, alla procace Sylvia che invita il bel Marcello in una doccia alle prime luci del giorno, passando per i Sampei, pescatori di monetine, invisibili ai radar, a quante pare, delle forze dell’ordine posizionate li a pochi metri, fino ad ora, fino a quando l’artista (se vi piace lo chiamiamo così, se no potete chiamarlo come vi pare, anche Giovannino Pistambrillo se vi garba) non ha nuovamente messo in luce col suo gesto l’ipocrisia dei Media e della intellighenzia Italiana, che prima lapidano, che non si sa mai come tira il vento, poi si guardano attorno, fanno dietro front, seguono la corrente e così via, col risultato di apparire come gli impiegati nei film di Fantozzi. Insomma, citando il titolo di un post famoso in questi giorni ( non me ne voglia l’autrice) arte for dummies o svela dummies.

la foto in alto risale al secondo conflitto mondiale, questa qui sopra al conflitto iracheno.