“l’uomo solo al comando andava bene per Fausto Coppi, non in politica”
Questa la frase che Fausto Bertinotti ha pronunciato sul finale dell’intervista che lo ha visto protagonista nell’ultima puntata delle Invasioni Barbariche su la7. Concordo Fausto, hai il mio appoggio!!
Ma veniamo all’argomento del giorno, l’imbeccata me l’ha data la solita NamelessName cui prima o poi dovrò erigere una statua. Mi ha inviato questo video che io vi ripropongo. Tratta di una delle più grandi tragedie sociali del nostro tempo, anzi ne tratta due, i film Mocciani e i messaggini scritti senza nessun criterio della lingua Italiana. Personalmente l’ho trovato geniale, ed un’ottima fonte di spunto. Vi consiglio di perdere 5 minuti e gustarvelo tutto.
Un giorno, quando ero ancora pischello, mia mamma mi rivelò che al momento della mia nascita il suo primo pensiero fu: Questo sarà un coglione!
Qualche tempo dopo, in epoca di pubertà, mi resi conto che di coglioni ne avevo altri due (grazie al cielo). Da quel momento non mi sentii più solo, anzi, cominciai a percepire la mia persona come quella di un generale al comando di un piccolo esercito, seppur di coglioni, sarei stato inarrestabile nella mia avanzata.
Il giorno in cui il cavaliere disse: «Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse» capii di essere dalla parte giusta, inconsapevolmente mi aveva appena investito del mio rango, general coglione.
Quello che non calcolò è che quel giorno di coglioni ce n’erano in azione almeno tre, io, e il mio piccolo esercito privato, agimmo dalle nostre rispettive posizioni, io allo scoperto guidavo l’avanzata verso il seggio, loro, i miei fedelissimi, agivano indisturbati nell’oscurità di un comodo boxer, nero, per passare indisturbati anche nella tenebra. Raggiunto il punto prescelto per il rendez-vous pre attacco valutammo la posizione e le informazioni in nostro possesso su Tango-n (nel gergo militare tango è il nome in codice dato al nemico. Qui N sta per nano).
Zulu 09:10 AM – era la coordinata dell’ora concordata per l’attacco. Dovevamo agire in fretta, entrare, segnare ed uscire.
Non potevamo sbagliare. Un segnale prestabilito, lanciato dalla mia truppa (un simulato prurito alle parti basse) indicava che tutto era pronto, aspettavano solo il mio di segnale di ritorno, per entrare in azione. Arrivò qualche secondo dopo, sotto forma di una sempre simulata grattata di coglioni, appunto.
Compimmo il nostro dovere, onorammo il nostro compito impeccabilmente e ripiegammo indisturbati verso il punto X di raccolta. Era amaramente la cantina pregna di fumo di un amico, ma non ci lasciammo rattristare da ciò, il morale della truppa era alto (senza doppi sensi). Il luogo era dotato di alta tecnologia catodica e, devo dire, un discreto impianto audio. Da questa centrale operativa raccoglievamo le informazioni che arrivavano sull’alleanza nemica, nomi in codice:
Con gran stupore ci rendemmo conto che le parole del cavaliere altro non erano che il segnale che avrebbe dato il via all’offensiva della nostra alleanza, una moltitudine di truppe di coglioni si mobilitarono, man mano che arrivavano i dati ridevamo sempre di più, felici di non essere soli, grattavamo i nostri di coglioni per far sentire la vicinanza dello stato maggiore alla truppa.
Il machiavelli disse: Dove men si sa, più si sospetta. Loro poco sapevano delle nostre mutande, e men che meno di ciò che vi era dentro, ma non sospettarono. La battaglia fu dura, ma noi vincemmo!

Grazie a te, caro amico della notte, ma anche del giorno e del pomeriggio post pennichella, fruitore di questo blog. Devi sapere che è l’una passata ormai, questo vuol dire che io ti ho aspettato
...come di consueto sempre di notte, perché la mattina dormivi e il pomeriggio pennichellavi, sempre sottovoce( che poi il vicino bussa con la scopa), un modo per capire, per capirsi e forse anche per capirci, quando un giorno vista l'ora è appena finito e un nuovo giorno è appena iniziato. Insomma il momento peggiore per capire qualcosa, soprattutto di se stessi. Un giorno per amare, per sognare, per vivere, ma anche, perché no, per farci i cazzi nostri in santa pace, che non fa mai male, un giorno nuovo, quindi un post nuovo del tuo caro paz.
Ecco, caro gentilissimo reverentissimo lettore della notte, ma anche del giorno se dormi la notte perché sei normale, non come me, ma anche del pomeriggio se dormi la mattina perchè preferisci destare gli occhi quando il sole è già nella sua fase più tiepida, ora tocca a te.
E dandoti del lei procedo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.



Eccolo svelato il personaggio, qualche anno dopo e con molti capelli di meno
Ieri è diventata maggiorenne la convenzione per i diritti dell’infanzia, nata a New York il 20 novembre del 1989. Se ne è parlato, ma si è fatto ancora pochissimo in questi diciotto anni per la salvaguardia dei diritti dei minori, per niente tutelati in svariate parti del mondo, e non solo in quelle povere, anche qui in Italia c’è ancora molto da lavorare.
Mi è capitato per caso di seguire la puntata di Primo Piano l’approfondimento del tg3, dedicata all’argomento, e purtroppo ne emerge un quadro ancora allarmante.
In studio parlavano due senatrici, rispettivamente di Ulivo e Forza Italia, entrambe della commissione parlamentare per l’infanzia, durante il discorso è uscita questa frase di Albert Einstein.
<<Non esitono grandi scoperte né reale progresso finché sulla terra esiste un bambino infelice>>.
Allora mi sono detto: siamo ancora all’età della pietra.
: Ogni tanto la memoria mi fa brutti scherzi, ma non ricordo quali.
"Ogni uomo dovrebbe conoscere i propri limiti." diceva Clint Eastwood alla fine di "Una 44 magnum per l'ispettore Callaghan"
Sono qui, davanti al monitor, ho appena finito di vedere una commedia con Hugh Grant e Drew Barrymore dal titolo: “Scrivimi una canzone”.
Avrei guardato volentieri Blowup che passava la rai intorno alle 23, ma non si può avere sempre il predominio, quindi, cedendo alle pressioni di mia sorella e fidanzato mi son seduto calmo a guardare il dvd, d'altronde nessuno mi obbligava a stare li, ma tutto sommato due orette di sano relax non guastano mai e in fin dei conti il film era divertente, spensierato, non si può mica esser sempre bacchettoni, non trovate? Eisenstein può anche aspettare per una volta!
Ma torniamo a noi, a me, che sto qui davanti al monitor con la solita sigaretta, questa volta girata su da me, me medesimo, me stesso, io. Penso al relax, alla pace, tutto fuori, nella campagna tace, tira un’arietta fresca, forse fin troppo viste le temperature degli ultimi giorni, così ispirato da questa condizione sicuramente passeggera visto il malefico umore del clima mi sono messo a pensare a tutte quelle cose che mi mettevano pace anni addietro e che ora o non esistono più, oppure sono io che le ho perse di vista.
Quindi ora mi prodigherò in un elenco ( adoro gli elenchi, così ordinati, schematici, riassuntivi, come i punti delle situazioni, emozionanti quasi, direi che sono un feticista degli elenchi) di quelle cose che da qui in poi mi balzeranno in testa man mano che scrivo, la mente mi suggerirà quello che io devo scrivere, e vi assicuro che non sempre, almeno nel mio caso, le due cose sono così meravigliosamente conseguenti.
In primo luogo le voci, quella di Ferruccio Amendola, fedele a se stessa eppure così poliedrica, quella di Sandro Ciotti, ipnotica, nei 90° minuti che la mia vita ha seguito, quella di Bruno Pizzul durante i Mondiali, la Nazionale commentata da Pizzul aveva un sapore tutto suo, come un buon vecchio vino che ora non si produce più, e non dite voi figli d’ Italia 90 e Usa94 che non vi manca.
Cambiando drasticamente campo, in tutti i sensi, le Ziguli che da bambino adoravo e il cui sapore mi ritorna in bocca, mischiato dolcemente ai ricordi di infanzia, insieme al soldino, alle Camille, quelle merendine alla carota, le girella, lo yoyo, sempre merendina.
Ripensando a quando ero pupo tornerei al mezzo mediatico televisivo citando Big, contenitore di rai uno per ragazzi, la cui conduzione, all’epoca di cui mi ricordo, era affidata a Carlo Conti, si lui, proprio quello di San Remo, mi ricordo che passavano i cartoni animati di calimero, il programma Emilio, vi ricordate le strisce preserali di Emilio90, l’anno dei mondiali?
Poi il rumore del motore ferrari che si sentiva dalla casa in campagna, a fiorano, alle due del pomeriggio, allora, se non erro erano Berger e Alesi alla guida delle rosse, mi ricordo ancora le marce che scalavano rombanti nelle calde estati nelle pause tra un gp e l’altro, oggi so che erano i collaudatori, spesso, a provarle, ma all’epoca giovane e innocente mi esaltavo pensando ai piloti ufficiali.
Concludo tornando sulla tv, con mai dire banzai e mai dire goal, quelli classici. Tutte queste cose, questi ricordi, al solo pensarci mi rilassano, mi riportano indietro con la memoria, mi danno un senso di pace, saranno anche cosa da poco, ma per stare bene è meglio attaccarsi alle briciole che non attaccarsi a niente. Ed in fine, finalissima, come direbbe Pizzul, c’è da soffrire fino al termine, questo che nelle mie intenzioni doveva essere un elenco è invece un ammasso di emotivi ricordi, e con questa concludo citando sempre il Bruno nazionale.
“L’arbitro manda i giocatori al riposo definitivo”
Un saluto a tutti!

Ciascun governo istituisce leggi [nomoi] per il proprio utile; la democrazia fa leggi democratiche, la tirannide tiranniche e allo stesso modo gli altri governi. E una volta che hanno fatto le leggi, eccoli proclamare che il giusto per i governati si identifica con ciò che è invece il loro proprio utile, e chi se ne allontana lo puniscono come trasgressore sia della legge sia della giustizia. In ciò consiste, mio ottimo amico, quello che dico giusto, identico in tutte quante le poleis, l'utile del potere costituito. Ma, se non erro, questo potere detiene la forza.
Così ne viene, per chi sappia ben ragionare, che in ogni caso il giusto è sempre identico all'utile del più forte. (Trasimaco: La Repubblica, libro I, 338e-339a)
- Platone -
Ps: é quasi finita la giornata, la nuova giornata, per le vettime del terrorismo, cerchiamo di ricordarcene anche domani, dopo domani e dopo domani ancora, perchè non sia solo una banale ricorrenza. Non è a caso il passaggio qui sopra. Così come Moro, il cui nome oggi è stato citato fino a perdere di significato, era più "utile " in un baule, anche le altre vittime non meno importanti almeno per il loro parenti, sono state più "utili " sotto le macerie o sotto il fuoco sparato in nome di chissà quale ideale irrinunciabile più importante della vita, a utile torna conto di quelli che hanno trovato più vantaggioso Moro morto, di quelli che hanno trovato profitto da tutte le tragedie indotte o prodotte per i loro lucrosi scopi e che sicuramente oggi dentro di loro si pavoneggiano per una ricorrenza che in fondo sentono dedicata a loro e alla loro impunibilità pieni di quella vanità che solo i mostri hanno.

"La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo?" -Totò-

"Bazzecole, quisquilie, pinzellacchere" -Totò
(un piccolo omaggio)
VENT'ANNI SENZA ANDY
Andy Warhol
Self-Portrait, 1986
©The Andy Warhol Museum, Pittsburgh.
Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc
- In quell’ultimo istante,… riuscii solo a dire…
"Non piangere mai. E se un giorno sfuggirai al passato,… vienimi a cercare."
Quello che le avevo detto,… in realtà l’avevo detto a me stesso. Non si può sovrapporre un amore a un altro. Avevo cercato in lei la prima Su Li Zhen… senza accorgermene. Ma lei l’aveva capito -
"La verità è… che non si torna indietro."
- alcuni passaggi tratti dal film 2046, di Won Kar Wai-
"Nelle aristocrazie il principe non si fa eleggere, è lui che elegge il suo popolo. In democrazia il popolo è bastonato su mandato del popolo. È la pratica certosina dell'autoinganno. Si dice che il trenta per cento sia astensionismo. Nego, tutto è astensionismo. Sono comunque voti sprecati"
- Carmelo Bene-