
Pensavo che visto che ai politici piace fare i patti con gli elettori, non vedo perché non potrebbe piacere anche agli elettori fare un bel patto coi politici.
La cosa è semplicissima e si basa sul concetto di soddisfatti o rimborsati, sistema che oggi va molto di moda.
Già con le primarie dell’Unione nel 2005 si chiedeva, al cittadino, che avesse voluto partecipare, di andare in uno dei punti di raccolta firme, un gazebo, una sede preposta, e di dare il suo voto ad uno dei candidati alla guida del partito, non era necessaria la tessera di partito, bastava versare un euro di contributo.
Stessa cosa si è verificata per le primarie del PD pochi mesi fa, qui addirittura s’erano messi in testa di chiedere 5 euri, ma poi sono tornati all’euro canonico.
Benissimo, io propongo questo: Noi si va a votare il candidato alla primaria, si versa l’euro e via dicendo, però se qualcosa dovesse andare storto il partito si fa carico di restituire al cittadino la somma versata, più l’interesse (da stabilire) accumulato dal momento della votazione fino a quello della caduta.
Suona come un ricatto? No! Semplicemente, visto che oggi la politica non è più ideale, valore, passione, ma solo semplice interesse è giusto che da tutto il meccanismo, in un modo o nell’altro anche il cittadino che contribuisce, se pur con poca cosa (ma nemmeno tanto, se non fosse per noi che ci crediamo loro farebbero davvero poco) venga indennizzato per il suo contributo.
Voglio vedere, se i partiti, con la gogna sulla testa di dover sborsare il ben preso con gli interessi non ci penseranno due volte prima di fare cappelle o di guardare al proprio profitto.
