Giusto ieri l’altro qui si parlava di pubblicità, di certi nessi non proprio logici, almeno a prima vista, ma anche a seconda e terza.
La pubblicità è una bestia strana, ricordo un passaggio del documentario “The Corporation” dove c’era una psicologa, credo, che spiegava il suo ruolo in un’azienda pubblicitaria inerente alle campagne dirette ai bambini. Spiegava in che modo veniva studiato e concepito lo spot, in modo da inculcarsi a tal modo nel cervello del piccolo da rendere le sue insistenze nei confronti dell’oggetto reclamizzato impossibili da eludere. Il genitore era sconfitto, e pur di farlo tacere, cedeva e acquistava. La “psicologa” spiegava anche che gli spot erano studiati per avere molteplici effetti, il primo era certamente quello di vendere l’oggetto in questione, che di conseguenza faceva sì che il genitore dovesse per forza entrare in un centro commerciale dove sarebbe diventato a sua volta potenziale acquirente di altri prodotti. Ma la cosa più angosciante era la parte in cui diceva che erano anche studiate per educare i giovani consumatori a diventare nel tempo fedeli consumatori. Della serie, pubblicità progresso, si, progrediamo con tè.
La pubblicità dicevo, è una bestia molto strana, a volte è preveggente, altre sadica, altre insopportabile, in questo caso è atroce, ne dà un assaggio il corriere della sera che a sua volta riprende da un blog. Le 10 peggiori e atroci pubblicità. Nella foto qui a fianco un assaggio.
Provengono tutte dal passato, e sono a dir poco inquietanti.
(nella foto: Pakistan International Airline pubblicizza nel 1979 voli diretti per New York.)
