
Quanto siamo teledipendenti? Biopoppa, in un commento lasciatomi nel post su Benigni mi ha stuzzicato questa domanda, e in effetti pensandoci ieri tra l’ultima puntata de il capo dei capi su mediaset e la lettura del quinto canto sulla RAI, quasi la metà degli italiani era davanti tv, a quali programmi non siete in grado di rinunciare, quelli per cui magari rinunciate ad uscire ( se ci sono) ? E a quali, tra quelli non più in onda, non sapreste dire di no se tornassero in tv?
Così discesi del cerchio primaio
giù nel secondo, che men loco cinghia
e tanto più dolor, che punge a guaio.
Da questo punto ieri sera ho cominciato a seguire Roberto Benigni e la sua lettura della Divina Commedia, non mi posso soffermare sulla parte iniziale, quella più satirica, contemporanea, perché appunto non l’ho vista, ma poco importa, importa invece il valore che un’operazione del genere può comportare, quel orgoglio, troppe volte dimenticato, quelle radici nobili, Beningni parte da Enea, dicendo che noi Italiani non abbiamo la ben che minima consapevolezza, spesso, non sempre, del da dove veniamo, e ha ragione, annebbiati come siamo dalla frivola contemporaneità culturale, delle liti in tv, della morbosità per i fatti altrui, dell’incapacità di tirare fuori la testa e opporci quando il paese finisce in mano a gente poco onesta, dalla manipolazione di gerarchie ecclesiastiche e non.
Ieri, in tv, sono andate in onda, combattendosi per lo share, due facce dell’Italia, dello stesso identico paese, l’Italia che non vorremmo e l’Italia che ci siamo dimenticati, quella della Mafia, delle collusioni tra lo stato e la delinquenza, dei soprusi e della violenza, e quella Dantesca, quella della storia, della cultura, delle origini della lingua contemporanea. In entrambe le situazioni però un luogo era comune, l’inferno, quello dei gironi da una parte, del giudizio ultimo, e quello terreno, quello che spesso ci avvolge, che nemmeno sappiamo come mai ci siamo dentro, come ci sia capitato di finire lì…
Io non so ben ridir com'i' v'intrai,
tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Il difficile sta nel ritrovare la via, il coraggio e la volontà di non arrenderci all’inferno, ma di proseguire fino al paradiso.
E succede che ti alzi alle due di notte per un insano bisogno di nicotina scaturito durante il sonno.
Allora apri gli occhi e la prima cosa che pensi è: <<ma non avevo giurato a me stesso e al mondo che avrei gradualmente rallentato di fumare? L’avevo anche scritto nel blog, da qualche parte, giusto per testimoniare le mie buone intenzioni>>.
A fatica cerchi l’interruttore della luce posta sul comodino che ancora ti stai chiedendo quale forza ultraterrena ti spinga a tutto ciò, e rischi, nei dieci tentativi che seguono per accendere sta cavolo di luce, di:
Ci si era lasciati con la promessa impalpabile di un arrivederci posto in un futuro non troppo vicino nel tempo, asimmetrica rispetto alle nostre reali volontà.
Mi aveva accompagnato lungo quella strada, fino al suo limite estremo, là dove si perde tra qualche vecchio palazzo fatiscente e la campagna che già incombe prepotente sulla città, camminavamo nel freddo di un agosto che era solo dentro i nostri stomaci le mani in tasca per poterci grattare via, di nascosto, le nostre impronte digitali, ami ai quali non volevamo più essere impigliati.
Procedevamo con passo tranquillo, ma con la testa già qualche metro più avanti, quello di chi ha cognizione di non essere inseguito, eppure avverte un presagio, l’ora della chiamata, adesso o mai più. Lungo il camminamento sfilavano veloci e silenziose le vetrine con le facce dei manichini non anonimi nello sguardo, occhi lividi emblemi di notti smarrite ad osservare Tangeri, sussulti di evasioni, mai compiute, da un mondo incompatibile verso un altro sconosciuto, rigati di un rosso decrepito senza orgoglio nella loro reattività assorbita da aromi di terre lontane, occhi esaltati da una giustizia che sembrava acquisita e che invece era solo un rigurgito aleatorio della mente, troppo presto, troppo in fretta, tempo al tempo, sarebbe arrivata sempre un attimo dopo.
Erano occhi non stupiti nel vederci, occhi che non chiedevano nulla, ancorati ai loro corpi rigidi come una boa in mezzo al mare, soggetta all’euforia momentanea delle onde, ma troppo ancorata per lasciarsi trascinare via, per impostare una rotta.
Dietro, ad ogni passo il marciapiede si sgretolava inghiottito in una china pericolosa trascinando con sé vetri e manichini mischiandoli in un ammasso incomprensibile, camminavo con indosso la lacera giubba di pelle vintage logora come la storia.
Mi chiese nel frastuono silenzioso del tutto che dietro franava se era realmente questo il mio volere, mi disse che avrei dovuto applicare l’eutanasia alle mie convinzioni, in maniera sistematica, giorno dopo giorno, non risposi, camminavo silenzioso con le mani nelle tasche.
Ci fermammo sotto un semaforo, davanti un pedonale ad un incrocio, mentre alle nostre spalle la voragine si avvicinava sempre più insaziabile, al di là oltre la luce verde una città, uguale ma totalmente diversa, la stessa. Risposi alla sua domanda estraendo le mani dalle tasche, le estremità delle dita stillanti di sangue da una pelle ormai morta, pronta a cadere, ero pronto ad applicare l’eutanasia alle mie convinzioni, le avrei fatte lentamente morire somministrando loro dosi letali di realtà, e forse ne avrei create di nuove. Allungai il piede in avanti sopra le strisce bianche, non di resa, ma di pace combattuta, indosso un lungo cappotto marrone mi proteggeva dal freddo ad uno stomaco che non aveva più agosti al suo interno. Il corpo si muoveva fluido e gli occhi ben aperti ribadivano il loro verde. Davanti un’altra realtà, la stessa, uguale ma diversa.

(foto reperite su deviantart)


Entro il 2008 vedremo la pace tra Israeliani e Palestinesi? Il presidente Americano dice di si!
Bush sta già preparando gli scatoloni con le sue cose, in previsione delle prossime elezioni che sanciranno la fine del suo mandato e della sua permanenza alla Casa Bianca, vuole però cercare di portare a casa, dopo la catena di fallimenti sul piano internazionale sua e del suo esecutivo, un buon risultato sul fronte diplomatico del medio oriente per lavare via un po’ delle macchie di cui si è sporcato il partito repubblicano negli ultimi anni, a cominciare dall’Iraq, tanto per citare sempre la stessa. Ha assolutamente bisogno che, in questi giorni di colloqui ne esca qualcosa di concreto, dopo Camp David, nel 2000 scoppio l’IntifÄda di al-Aqsa, la seconda, per l’esattezza, seguita alla famosa passeggiata dell’allora primo ministro israeliano Ariel Sharon sulla spianata sacra, nel complesso, appunto, della moschea di Al-Aqsa. Questa volta, nonostante le dichiarazioni delle frange più estreme, come Hamas, contraria al vertice, che ha già mobilitato la popolazione, speriamo non si riaccendano gli animi di un conflitto che ha provocato in pochi anni migliaia di morti su entrambi i fronti.
Il vertice è l’ultima ancora di credibilità forse per i tre leader di riaffermarsi un minimo sul piano internazionale e interno, nei loro rispettivi paesi.
In una dichiarazione congiunta, ha annunciato Bush, i due paesi si sono impegnati a raggiungere un accordo di pace entro il 2008, quindi in un tempo estremamente breve. Speriamo bene che tutti gli interessati pensino prima di tutto alla pace reale, e non agli indici di gradimento popolari, o entro il 2008 non sarà certo la pace che la farà da padrone in Medio Oriente, e noi saremo ancora qui a scrivere e a leggere di morti, di accordi di pace falliti e futuri, di sassi lanciati, di kamikaze e carri armati che abbattono case.
Della serie, quelli che quando incrociano i flussi addio alla casa delle libertà
Ecco che il vostro paz vi mostra una rara immagine della ex casa delle libertà, intenta nella sua attività preferita, mangiare.
Davvero, vorrei sapere se il cavaliere se le scrive da sole, o che ne so, è amico di Woody Allen magari? No, per saperlo, perché davvero, a me piace molto come comico, no, dico davvero, non scherzo mica!
Pensateci bene: dal greco "hektos", fuori, e "plasma", ciò che ha forma, e già qui, anche non volendo proprio pensare male, insomma, ci siamo capiti?
Ectoplasma, un parolone, un termine usato in parapsicologia ( l’unica scienza che forse ci permette di capire la politica in Italia, almeno un poco), parapsicologia che appunto, e cito da wikipedia, è la disciplina che si propone di studiare tutte le presunte manifestazioni fisiche e psichiche anomale che non rientrano nei canoni consueti dell'esperienza comune e che spesso sembrano scavalcare anche le leggi fisiche naturali a noi note. Insomma, Berlusconi, la Cdl e tutto il percorso politico che li ha coinvolti direi che rientri appieno nella situazione, no?
E come ultima chicca vi posto il video che mostra le fasi finali della Casa delle libertà e la nascita del Partito del Popolo, alias Partito delle Libertà, alias Paperon de Paperoni, alias il nuovo partito di Berlusconi, alias, io speriamo che me la cavo (a noi invece, speriamo che non ce lo metta nuovamente, insomma, leggete su, guardate quale è l’unico buco da cui non esce l’ectoplasma e tirate le vostre conclusioni.)
Chi ci informa meglio? La radio! Questo il risultato secondo un’indagine Osservatorio Demos-Coop che questa volta si interroga sul rapporto tra informazione e società e che esce a pochi giorni dallo scandalo Rai – Mediaset. Nonostante risulti la televisione, con il 94%, il mezzo più utilizzato per informarsi è, però la radio, secondo gli interpellati, il mezzo cui va il primato della credibilità, seguito dai quotidiani e da internet, soprattutto secondo il pubblico giovanile che ha comunque più dimestichezza nell’usufruire dei nuovi media, vedi la rete.
La televisione quindi comincia a perdere quel predominio sull’informazione che ha mantenuto per tanti anni, e non è solo una questione di nuovi mezzi, anzi, quasi per niente, visto che a farla da padrone sono due media come i giornali e la radio, che di anni sulle spalle ne hanno certo di più che la Televisione. Le continue ingerenze da parte delle istituzioni e della politica nel mondo della tv hanno finito per sortire un effetto di intasamento e mal contento nel pubblico, soprattutto quello giovane, che spesso è criticato, ma che poi in fin dei conti, nonostante quale sia il colore politico, è anche quello più critico e selettivo, che non si accontenta della notizia letta da un mezzo busto ceronato, anzi, cerca di approfondire, incrociare le fonti, per avere una più ampia e oggettiva visione del fatto, e questo non lo dice il sondaggio, lo dico io per esperienze dirette, ma obbiettate pure se non siete d’accordo.
Per quanto riguarda i tg, il gradimento e il bacino d’utenza non cambia molto, anche in base alle preferenze politiche, tg1 e tg2 al centro, tg3 a sinistra e i tg mediaset verso il centro destra, su per giù la situazione è questa.
Ultima cosa, i programmi di approfondimento sono invece superati in quanto a gradimento, per quanto riguarda l’informazione, da quelli satirici, vien così che annozero o ballarò sono scalzati da striscia la notizia o le iene.
Altra cosa, il 66% dei cittadini ritiene fondamentale, urgente e preoccupante il problema del conflitto di interessi, non credo che siano tutti di sinistra quelli che hanno risposto al sondaggio, o no?
Insomma, c’è molto da riflettere
Ieri sera, parlando con un amico, forse uno dei due più cari che ho, uno di quelli che c’è sia quando conviene che quando le cose vanno a puttane, uno di quelli, per intenderci, che se si è nella stessa stanza e uno scoreggia, l’altro per non creare quel momento di imbarazzo scoreggia pure lui,
beh, dicevo, stavo parlando con lui, e ad un certo punto si cade sul discorso blog e mi dice: “ sai cosa, l’unico difetto del tuo è che è troppo generico forse”. Lì per lì non ci ho pensato e la serata è continuata, ma poi la sera, una volta rimasto solo il pensiero è tornato lì. Il mio blog è generico?
Subito da bravo tossico del web ho ragionato come tutti i drogati; va beh lui non c’è dentro, cosa ne vuole sapere? Poi però sono andato a scartabellare il tutto dagli inizi…e…effettivamente, soprattutto negli ultimi mesi questo blog ha deviato un pochino dalla sua strada iniziale.
Ecco i punti salienti:
Insomma, questo blog è questo blog, punto e basta. Luca, mi hai fatto scervellare per ore su questo blog e non son giunto a nessun punto, bastardo di un bastardo. Non si mettono in crisi gli amici.
Alla fine la tentazione di entrare in certi argomenti è troppo forte, polemico come sono l’ho nel DNA, cercherò di contenermi. Intanto per staccarmi da questo blog stasera andrò alla festa del MOCI al forum di Assago, a Milano, così metterò qualche centinaio di chilometri tra me e Modena, o meglio, tra me e questo Blog, poi tornerò e scriverò della serata, sicuramente, sempre su questo blog. Buon Weekend a tutti voi che leggete o passate per caso da, neanche a dirlo, questo Blog!

Scriveva Allen Ginsberg: “ciò che è venuto, è andato per sempre ogni volta”
Scriveva Andrea Pazienza: “ mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa”
Scriveva William Burroughs: “La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili.”
Scriveva Jack Kerouac: "…dobbiamo andare e non fermarci mai finche’ non arriviamo."
"Per andare dove, amico?"
"Non lo so, ma dobbiamo andare…"
Consiglio l’ascolto di un album isterico durante la riflessione sulle precedenti parole.
L’album è: Giant Steps di J. Coltrane. Acido, nervoso, insomma quello adatto.
E DEL GOVERNO...(SENZA DISTINZIONE DI COLORE POLITICO)
(DISEGNI DI ANDREA PAZIENZA)
Roberto Saviano, classe 1979, si sa, è uno che l’abitudine di dire le cose l’ha, eccome.
Non usa mezzi termini, non si nasconde dietro retoriche di alcun genere, dice quello che c’è da dire, parla di ciò che è sotto gli occhi di tutti, parla anche per chi non può, perché morto, o perché impaurito. Parla, anzi, scrive, e mette i fatti, nero su bianco, fa i nomi, di vittime e aguzzini.
Parla di camorra, racconta, anzi grida di quel cancro che da dentro sta divorando Napoli, e lo fa cosciente di ciò cui va incontro, di come questo influirà, influisce, sta già influendo sulla sua vita.
È giovane Roberto Saviano, ma è dai giovani che deve partire la costruzione di un muro contro un certo tipo di pensiero, contro certe meccaniche criminali troppo spesso solo sfiorate dallo stato, quando questo addirittura non vi collude.
Con il suo libro, con il suo grido di rabbia Saviano mette in piazza i fatti della camorra affinché si sappia, affinché si rompa ulteriormente quella cortina di silenzio che in questi mesi è diventata un po’ più fragile anche grazie a tanti che a loro rischio hanno deciso di opporsi alla criminalità.
Non eroi, semplicemente cittadini coraggiosi che hanno capito che senza un esempio che smuova la società niente si sarebbe mosso da solo.
E i riconoscimenti non si sono fatti attendere, è fresca fresca la notizia che il New York Times ha inserito Gomorra, appena uscito negli Stati Uniti, tra i 100 libri più belli del 2007 definendolo:” in uno stile ispirato dal criticismo dell'Italia privo di compromessi del regista Pier Paolo Pasolini e dalla devozione per i dettagli sporchi di Truman Capote".
Una bella soddisfazione per Saviano e per il suo impegno a cui non posso che fare i più vivi complimenti.
qui il link del New York Times su Roberto Saviano, nel testo invece il riferimento è alla pagina dedicata da repubblica.

e anche Mediaset...
Nemmeno una settimana fa scrivevo della latitanza della democrazia nel nostro paese, tiravo in ballo quella mancata epurazione di soggetti collusi con determinate vicende giudiziarie che avevano scosso il paese, nella precisione, mi riferivo a quei soggetti che avrebbero dovuto mettere in moto quella macchina che era la “Propaganda 2” per dirigere gli apparati statali verso direzioni certamente più autoritarie. Quello scandalo costò tanto in termini di immagine al paese e alla sua classe dirigente e politica, costò caro anche all’allora premier in carica, Arnaldo Forlani, che si vide costretto alle dimissioni e all’allontanamento per un certo periodo dalla scena politica, la sua colpa? Aver esitato troppo nella pubblicazione delle liste coi nomi degli iscritti alla loggia. Era l’inizio degli anni ottanta, dieci anni dopo l’Italia si troverà nuovamente ad affrontare due scandali, che poi si sarebbero scoperti collegati in un certo modo, il caso Enimont, e quello che fu chiamato tangentopoli, seguito dal processo MANI PULITE che vide ersi ad eroe nazionale Antonio Di Pietro. Questi scandali delegittimarono, giustamente, l’allora classe politica in comando, decretando così la fine della prima repubblica. Il problema quale è? Esclusi quelli che sono deceduti, chi per causa naturale chi per cause, chiamiamole, strane o alternative, ed esclusi quelli, ma sono pochi, che hanno deciso per il pensionamento, gli altri sono ancora tutti li, prendiamo la lega ad esempio, che in quanto a condanne per tangenti fece filotto, eppure è ancora composta da quegli stessi uomini che furono accusati ed in parte condannati.
Oggi, dopo il caso, e scusate se ci torno su, De Magistris, che guarda a caso tratta di commissioni d’affari (illecite) e ricollega uomini politici, ex piduisti, attuali rappresentati dell’esecutivo in carica, oggi dicevo, leggo sui giornali di come Rai e Mediaset si scambiassero informazioni sui palinsesti, come preparassero a tavolino le strategie e via dicendo. E il Libero mercato? La concorrenza sana e edificante che tutti volevano e per la quale hanno litigato? Il pluralismo dell’informazione? Va bene che nessuno ci credeva, però nessuno, ne sono sicuro, si sarebbe aspettato tanto. Non mi stupisco che i fili riconducano inevitabilmente sempre in casa della stessa persona, che guarda a caso è ricollegabile ai fatti sopra citati. Insomma, giorno per giorno si vengono a scoprire fatti che non dovrebbero essere di un paese come l’Italia, che non dovrebbero essere di nessun paese. Leggendo poi, viene subito all’occhio come certe riforme proposte, e certi disegni non palesati, ma tentati, siano tristemente simili a quelli che furono nelle idee della loggia P2, ad esempio l’attenzione per la carriera dei magistrati, con relativa separazione degli incarichi, che poi fu nelle idee della riforma giudiziaria messa in programma dall'ex guardasigilli Castelli, e che venne bocciata da Ciampi per incostituzionalità. Inoltre il ridimensionamento del ruolo del presidente della repubblica, con conseguente passaggio tra l’altro, del controllo delle forze armate, sotto il ministro dell’interno. L’impianto della tv via cavo a catena, in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del paese, ed ancora il ruolo della stampa, che “avrebbe” coinvolto molti giornali del paese, infine il rientro dei capitali dall’estero, cosa su cui si è mossa ancora la precedente legislatura.
A questo punto, viene da supporre che in un modo o nell’altro, tutti i tasselli vadano come era stato previsto. La RAI, addirittura, pare ne esca come un tutt’uno di mediaset, una conglomerata dell’informazione. Insomma, gira e rigira siamo sempre presi per i fondelli, altro che Gazebo, partiti democratici, megafoni, circoli della libertà, pluralismo, reale informazione, stato di diritto, costituzione, popolo sovrano, democrazia, dialogo onesto tra istituzioni e società civile, necessità di legittimazione? Ma dove? Ma chi devo legittimare? Io legittimo la mia bocca a dire cose che non sono ripetibili, io legittimo il mio piede a sferrare un bel calcio nei fondelli, per non essere volgare, io, credo sia legittimo non sentirsi più in dovere di pagare canoni, sorbirsi la pubblicità, scusare gli errori di chi ci governa, credo sia legittimo bandirli dallo stato, altro che. I Savoia chiedono risarcimento per come lo stato li ha trattati? Bene, allora perché noi cittadini non chiediamo risarcimento alla classe politica e dirigente tutta, di destra e di sinistra e di centro, per come ha calpestato i fondamenti della costituzione, per come ha raggirato la nazione intera, per l’umiliazione che hanno portato all’Italia nei confronti del resto del mondo?
Per favore, dimettetevi in massa!
repubblica sulla rete segreta del cavaliere rai-mediaset
link wiki riguardo i piani della P2
Ieri è diventata maggiorenne la convenzione per i diritti dell’infanzia, nata a New York il 20 novembre del 1989. Se ne è parlato, ma si è fatto ancora pochissimo in questi diciotto anni per la salvaguardia dei diritti dei minori, per niente tutelati in svariate parti del mondo, e non solo in quelle povere, anche qui in Italia c’è ancora molto da lavorare.
Mi è capitato per caso di seguire la puntata di Primo Piano l’approfondimento del tg3, dedicata all’argomento, e purtroppo ne emerge un quadro ancora allarmante.
In studio parlavano due senatrici, rispettivamente di Ulivo e Forza Italia, entrambe della commissione parlamentare per l’infanzia, durante il discorso è uscita questa frase di Albert Einstein.
<<Non esitono grandi scoperte né reale progresso finché sulla terra esiste un bambino infelice>>.
Allora mi sono detto: siamo ancora all’età della pietra.











Abra cadabra, sim sa-la bim, apriti sesamo, insomma, usate la formula che più vi aggarada per identificare il colpo che ieri ha portato a compimento il nanetto Berlusconi dei miei co…
Fatto sta che avevo appena finito di scrivere il post sulla mancanza di democrazia e le reminescenze di P2 in Italia, e cosa ti scopro appena accesa la tv? Che lui ha appena fondato un partito, e lo ha fatto con un megafono in una piazza di Milano, ovviamente dopo aver scrutinato i “15miliardi” di voti che vorrebbero mandare a casa Prodi, se no mica lo fondava, che crediamo.
Insomma miei cari del Partito Democratico, che tanto avete sudato per fare le cose pseudo fatte bene, con tanto di manifesto, programma, costituenti e non, che avete discusso per mesi, trovato accordi, e che infine avete chiesto alla gente di votare per uno di voi, avete sbagliato tutto, tanta fatica per nulla, bastava andare a Milano, in mezzo ad una folla di donne impellicciate, con un megafono e dire: Cribbio, adesso io fondo il PDP! Ed ecco che il partito è bell’e pronto, senza bisogno di consultare alleati, elettori, niente di niente, Basta poco, che ce vò? Questa è migliore però della volta in cui a reti unificate dietro quella triste scrivania, nella solitudine di quel finto studio esclamò: io scendo in campo!
Ovviamente Alleanza Nazionale e gli altri alleati hanno storto il naso, e te credo, mica puoi sconvolgere le cose così a piacimento tuo, vai a vedere che finalmente si son accorti di con chi hanno a che fare?
Sarà una mia impressione, ma partito del popolo mi suona così di sinistra, ma lasciamo stare.
È evidente che questa sia stata una pura mossa di marketing per promuovere nuovamente la sua figura, ormai messa in ombra nell’ultimo periodo, preso chissà dalla gelosia che la sinistra avesse un nuovo partito, e così se l’è fatto anche lui.
Partito del popolo italiano della libertà, ma anche no, come direbbe il Veltroni crozziano, dal momento che il popolo è stato avvertito all’ultimo, così come gli alleati.
L’Hamtaro della politica ha colpito ancora, staremo a vedere!
Quello che viene da pensare, sentendo le parole della gente, vedendo le immagini che mandano in onda i telegiornali e leggendo i giornali, è che il paese sia afflitto da una carenza di DEMOCRAZIA.
Non è passato nemmeno un anno, nemmeno dieci mesi a dire la verità, dall’ultimo morto legato alla violenza nel mondo del calcio, troppo pochi per dover tornare a parlarne nuovamente, troppe due morti in così breve tempo.
L’ultima volta in cui il calcio e le istituzioni avevano fatto il mea culpa era stato per l’appunto il 2 febbraio 2007 all’indomani della morte dell’ispettore capo Filippo Raciti a Catania. In quella occasione era stato un poliziotto a morire sotto i colpi dei tifosi ( o meglio, degli ultras), questa volta le parti si capovolgono, e a subire l’estrema conseguenza è un tifoso, Gabriele Sandri.
Non si discute sulla rilevanza della morte di uno o dell’altro, entrambi sono morti, e tant’è.
Si deve invece discutere sul perché sia successo, si deve capire il perché ieri, a qualche ora dall’accaduto, sia in alcuni stadi, sia a Roma sia successo quello che ormai è noto a tutti.
Si deve capire perché due gruppuscoli di tifosi abbiano creato tutto quello sconquasso in autogrill, tanto da aver richiamato l’attenzione di una pattuglia che si trovava sul lato opposto dell’autostrada.
Tutto parte da lì, parte dal calcio come pretesto per la violenza. In queste ore leggo quanto viene riportato dalla stampa, leggo di Fausto Bertinotti che dice: "Non bisogna criminalizzare ma appurare le responsabilità. Servono verità senza reticenze", sono d’accordo, le responsabilità vanno appurate e punite qualora ce ne siano gli estremi, ma va anche detto che al principio di questa ennesima tragica vicenda, come in quella che vide coinvolto Raciti c’è la violenza tra tifosi. C’è l’incapacità nell’accettazione dell’appartenenza ad un gruppo diverso dal proprio all’origine, nel calcio come nella vita di tutti i giorni, lo abbiamo visto nei confronti dei musulmani all’indomani dell’11 settembre, lo abbiamo rivisto pochi giorni fa nei confronti dei Romeni, lo rivediamo oggi nell’incapacità di accettare la diversità del tifo prima e nell’additare tutte le forze dell’ordine come assassini dopo.
Si pensava coi tornelli di aver risolto i problemi di una società, quella italiana, malata fino al midollo, che agonizza nelle sue ignoranze da piccolo borgo antico chiuso verso il mondo esterno, o forse non si pensava, non ci si credeva nemmeno, ma sembrava la soluzione più sbrigativa per mettere a tacere, per continuare a fare i propri interessi. Qualche decreto sbrigativo buttato lì per cavalcare l’onda emotiva e quattro paletti di ferro davanti agli stadi non servono a nulla, si sapeva, ma si fa sempre finta di niente. Bisogna cercare di accettare l’idea che la violenza negli stadi è solo un arto del mostro, non la sua testa pensante, sarebbe un errore credere una cosa del genere. In Italia tutto è violenza, guardiamo alla politica per esempio, alle manifestazioni che usano come icona parole come Vaffanculo, a certi finti politici che scorrazzano con maiali al guinzaglio dissacrando, o cercando di farlo, le idee, i pensieri religiosi altrui, oppure a quello che la televisione propina di continuo, programmi dove i valori non sono contemplati, dove lo scopo è la lite, lo scontro, l’arroganza, il tutto condito da un vuoto di contenuto, disarmante e raccapricciante.
Se prima non si fa una riflessione su queste cose è inutile tentare di amputare un arto, come quello del tifo violento che finirà sempre per rigenerarsi come la coda di una lucertola, bisogna affondare al cuore della ragione, non limitarsi a mozzarla per stordirla ogni qualvolta ci scappi il morto. Come può uno Stato di Diritto essere schiavo di frange violente come quelle degli Ultras? Semplice, il concetto di Stato di Diritto è stato nel tempo annientato, e i motivi sono tanti, senza stare qui ad elencarli. Si è persa la fiducia, e non si fa tentativo alcuno per cercare di riaffermarla. Si tende a valutare e ad intervenire sul problema nella sua accezione più limitata e specifica dell’episodicità del momento, mentre andrebbe contemplato nel suo aspetto più ampio e complesso. Se non si tenterà di andare in questa direzione ci ritroveremo ancora qui a discutere del perché quello sia morto e del per come, e dell’assurdità della cosa.
E allora è inutile cercare di stabilire se sarà più vittima l’Ultrà o il poliziotto, non ha senso, non porterà a nulla. La gente ora protesta, si chiudano gli stadi, ma tanto sarà la stessa gente che allo stadio ci va tutte le Domeniche a protestare per la rinuncia alla partita domenicale, nonostante tutto, sarà lì a dire dopo due settimane, ma perché ci devo rimettere io, non ci sto! E allora la storia sarà punto e a capo. Quelle che si sentono ora sulla stampa, vedi Repubblica, sono voci, solo voci, quello che serve, per una volta, sono fatti e non inutili scarica barili e retoriche da prima pagina utilizzate a piacimento dalla Politica alla ricerca di un consenso da parte del proprio elettorato.
E così la cassazione crea l’ennesimo precedente, questa volta è la satira di Giorgio Forattini, l’episodio risale al 98, e riguarda una vignetta apparsa su panorama in quell’anno in seguito al suicidio del procuratore Capo della Pretura circondariale di Cagliari Luigi Bombardini, avvenuto in una pausa dell’interrogatorio inerente al rapimento di Silvia Melis da parte di Caselli e dagli altri pm del pool.
Panorama e l’allora direttore Roberto Briglia, la Mondatori spa e lo stesso Forattini vennero allora condannati al pagamento di 50 mln di lire per danni morali, in quanto Caselli si era sentito chiamato in causa dalla vignetta e aveva citato i soggetti sopra elencati in giudizio.
Oggi la terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 23314 ha confermato il verdetto di appello con le seguenti parole: "Il diritto di critica - dice la Corte - non può essere rigorosamente obiettivo ma per essere legittimo e prevalere sul diritto alla reputazione dei singoli deve essere esercitato entro i limiti oggettivi fissati dalla logica concettuale e cioé deve essere un bilanciamento dell'interesse individuale alla reputazione con quello della libera manifestazione del pensiero garantito dalla Costituzione". Specificando i diritti ma anche i limiti della satira. Speriamo solo che questo non diventi uno strumento pericoloso nelle mani di chi la satira la vuole imbavagliare.
Vi rimando al link con la notizia intera e vi auguro un buon weekend: ANSA
Oggi voglio sottoporvi un quesito che mi sta annientando la mente, figuratevi voi come devo impegnare il mio cervello, ma tant’è, dunque, dicevo del quesito, l’enigma primo fra tutti nel panorama televisivo italiano è questo: Secondo voi: Paolo Del Debbio ci è o ci fa?
È dalla sua prima apparizione televisiva nella primavera del 2004 su Italia1 che questa domanda mi
fronzola nel cervello. Giorno dopo giorno il re della retorica impartisce allo spettatore il suo verbo, ed ogni volta che ci capito su, rimango con gli occhi fissi, persi nel vuoto davanti allo schermo, su questo pacioccoso ometto che tanto mi ricorda il Bubu nato dalla matita di Hanna e Barbera.
Insomma, ogni volta che lo vedo mi chiedo: ma Santo Dio, come ha fatto questo a finire li? Quale forza soprannaturale può aver ordito cotanta malignità nei confronti dello spettatore?
Va beh la risposta a questo è facile, è tra i promotori della fondazione di Forza Italia e i suoi libri vengono pubblicati, neanche a farlo apposta dalla Mondadori, vien da sé capire chi è il genio che l’ha messo li. Che poi la cosa atroce è il dono che gli ha dato il suo creatore, l’onnipresenza, perché cari signori, uno pensa: Beh so che è su Italia Uno, quindi posso evitarlo, ma anche Paolo Del Debbio lo sa, ed ecco che con mossa magica è capace di comparire su Canale5 o su rete4, insomma quasi a reti unificate pur di non mollarvi e apparire tutto saltellante e trafelato pronto a chiedervi: Secondo voi? Eh, secondo voi? Dai, dai, su dimmelo sono curioso? ansimando come un cagnolino in cerca di comprensione da parte del padroncino. Ecco, se lo avessi davanti gli direi: Secondo me ci hai rotto le palle, ma giusto un pochino, e secondo te?
Insomma il docente di “Etica?” ed economia allo IULM di Milano secondo voi potrebbe anche evitare di chiederci secondo noi come vanno le cose in Italia? Secondo me si!
· Secondo alcuni amici miei sono troppo cattivo nei suoi confronti, secondo me no!
· Secondo molti è reale, secondo me è solo il frutto dei danni provocati dalla televisione che si manifestano sotto forma di apparizioni Debbiane
· Secondo una parte della chiesa è invece un miracolo, pari alle madonne che lacrimano, alle apparizioni della Madonna e del volto di Gesù, secondo l’altra parte della chiesa ha rotto le scatole, bisogna andarci cauti col definire i miracoli, è solo una suggestione collettiva.
· Secondo gli scienziati è la versione antropomorfa del morbo della mucca pazza.
· Secondo alcuni ricercatori era l’alternativa alla foto di Paris Hilton da mettere nella gabbietta dei topi durante gli esperimenti, ma hanno notato che la sua effige procurava ancora più dolore ai topi causandogli anche stress e rabbia incontrollata per cui è stata scartata.
· Secondo Mon signor Bagnasco è lui la sua prima e più vera minaccia.
· Secondo Beppe Grillo è stato lui lo spunto per il titolo del V-day dopo la sua ennesima apparizione televisiva.
· Secondo molti basta cambiare canale, ma secondo me appare lo stesso, secondo altri basta spegnere la tv, ci ho provato, ma si è riaccesa ed è apparsa la sua faccia sullo schermo che mi ha chiesto: Secondo te basta così poco per liberarti di me? Secondo te sei furbo? Secondo te sono cretino? A quest’ultima domanda, secondo me una risposta c’era, ma era così rabbioso che ho preferito non alterarlo e sono corso a casa di mia nonna che lì la tv è rotta.
· Secondo Caressa è una minaccia, potrebbe soffiargli il posto di commentatore sportivo.
· Secondo Pizzul, che aveva detto che secondo lui era Caressa la sua prima minaccia, adesso è Del Debbio la minaccia, ma per Caressa, e in questo Pizzul un po’ ci gode.
· Secondo altri è una leggenda metropolitana, come il coccodrillo delle fogne, lo Yeti o il Chupacabras, solo che almeno loro se ne stanno nascosti e non scassano le palle.
· Secondo molti si fa fatica a distinguere chi è il comico tra Gene Gnocchi e Del Debbio.
· Secondo Voi, chiedeva Del Debbio in una puntata di Secondo voi, fa bene chi dà soldi a chi chiede l’elemosina ai semafori? I lavavetri allora hanno chiesto: Secondo Voi fa bene chi risponde alle domande di Del Debbio per strada?
· Secondo alcuni se Martin Luther King fosse ancora vivo oggi direbbe: “Io ho un sogno, non vedere più Del Debbio.
· Secondo gli storici il muro di Berlino è stato distrutto dalla gente del blocco sovietico costretta per punizione a sorbirsi le minchiate di Del Debbio che presa dallo sconforto non potendone più ha rotto il muro a capate. Molti sostengono anche che quella che ha in testa Michail SergeeviÄ GorbaÄëv sia una voglia di non vedere più Del Debbio, altri pensano sia un ematoma rimastogli in seguito ad uno delle due seguenti possibilità: dopo aver partecipato lui stesso alla capata collettiva contro il muro o dopo aver tirato una capocciata lui stesso contro Del Debbio.
· Dietro il mento di Walzer Texas Ranger non c’è un altro pugno, c’è solo la faccia di Del Debbio.
· Secondo alcuni John lennon ha deciso di sposarsi con Yoko Ono dopo aver convissuto in appartamento con Del Debbio che per anni gli ha chiesto se secondo lui Ringo Starr ci sarebbe mai stato, Lennon ha detto: secondo me reputo Yoko Ono meno scassa palle, me la sposo, poi ha scritto Imagine ispirato da ricordo di Del Debbio.
· Secondo l’industria Musicale il 99,9% delle boyband si è sciolta dopo che Del Debbio aveva insistito per entrare a farne parte, per ripicca in seguito al rifiuto di un certo pianista da crociera che non lo voleva far esibire con lui come cabarettista, pare gli abbia detto: Secondo me ce la faccio anche da solo, secondo me ci rivedremo. La nave era il Titanic. L’equipaggio e i passeggeri pare abbiano deciso di comune accordo, dopo il lancio di questo anatema, di schiantarsi volontariamente contro un Iceberg, nel dubbio, non si sa mai, hanno pensato che forse avrebbero potuto eliminare sia il Pianista che Del Debbio, mal che fosse andata almeno uno dei due. La storia diede loro tristemente torto.
· Secondo me alla fine di tutto ha avuto una bella idea, con la retorica dei Secondo Voi ci si potrebbe fare un blog che andrebbe avanti per anni, e sempre secondo me questo post è già troppo lungo.
· Secondo voi faccio bene a finire qui e ad andare a fare qualcos’altro? Secondo me si, anche perché ci sto prendendo gusto.
Morale di tutto: Secondo voi? Nel Debbio, ehm, volevo dire, nel dubbio ho detto la mia, ovviamente secondo me!
Stamattina post frivolo.
Quando gli scienziati se le inventano tutte…chissà questa come gli è venuta in mente?
Vi riporto direttamente il fatto con un magistrale copia e incolla.
PARIS HILTON PIACE AI TOPI, ALLEVIA IL DOLORE
ROMA - Questa ricerca potrebbe essere la rivincita di calendari e veline, che assurgerebbero al ruolo di "analgesici" nei "dolori" quotidiani: secondo gli scienziati dell'università di San Diego, una foto di Paris Hilton avrebbe infatti la capacità di alleviare il dolore nei topolini maschi. Lo studio è stato presentato al congresso della società americana di Neuroscienze: i ricercatori hanno notato che dopo un'iniezione dolorosa i topi maschi passano meno tempo a leccarsi la ferita (segno utilizzato per determinare la quantità di dolore provato) se nella gabbia è presente una foto della showgirl. Questo effetto, che scompare se la foto viene tolta, non è stato notato nei topi femmina.
Inoltre, dalle analisi è emerso che dopo l'incontro con Paris i topi hanno livelli più bassi della proteina c-fos nella parte del midollo spinale responsabile della trasmissione del dolore. In realtà, anche gli stessi scienziati dubitano delle proprietà taumaturgiche della Hilton, che anzi probabilmente agisce più sugli ormoni dello stress che su altri:"I topi vedono gli uomini come potenziali predatori - spiega Jeffrey Mogil, che ha condotto lo studio - e per ragioni sconosciute questo effetto vale di più per i maschi". La teoria è confermata da altri studi condotti con immagini molto meno piacevoli, come quelle di gatti in pose minacciose: anche in questo caso le cavie provano dolore meno intenso.
Non li invidio per nulla, chiusi in una gabbia con un medico che gli fa punturine dolorose e in più costretti a subirsi la Hilton, che vita di merda!
La rottura di palle nel trovarsela anche li deve aver certamente distratto i topi dal dolore, altro che!
“Abbiamo combattuto contro il razzismo e il fascismo, molti hanno dato la vita per la libertà, mai avrei pensato che un giorno nel nostro paese si tornasse a parlare di epurazione, censura, regime, secessione e si mettesse in discussione la carta dei Padri della Patria”
Era ieri appunto quando Enzo Biagi parlava per l’ultima volta da dietro la scrivania de “Il fatto” leggendo una lettera in diretta a Silvio Berlusconi. Sarà l’ultima volta della notissima trasmissione del giornalista, e oggi a leggere della sua triste dipartita non si può che pensare con rabbia a quei cinque anni in cui è stato imposto il silenzio ad una delle penne e delle voci più importanti e oneste del nostro paese, cinque anni in cui l’Italia è stata privata di un punto di vista obbiettivo e vero, cinque anni che oggi ci appaiono come un danno irrimediabile cui non è più possibile mettere una pezza.
Carissimo Enzo ti avevo sentito dire: “Sono un giornalista che ricorre, con una certa frequenza, alle citazioni, perché ho memoria e perché ho bisogno di appoggi: c'è qualcuno al mondo che la pensava, o la pensa, come me. Oggi allora mi permetto io di citarti, perché voglio avere memoria e perché ho bisogno di appoggi e perché so che cera qualcuno al mondo che la pensava, o la pensa come te.Ti avevano sbattuto in seconda serata sulla Rai, e lo hanno fatto comunque troppo tardi, ma tu non hai battuto ciglio, orgoglioso come sempre e sicuro di essere nel giusto hai accettato lo stesso perché sapevi che c’era gente che era li ad aspettarti, perché sapevi che non potevi darla vinta ne darti per vinto, perché sapevi che quello era il tuo lavoro, era il tuo modo di vivere e a quello eri fedele come lo eri al tuo paese al quale nonostante le difficoltà, le ingiurie e le coltellate alle spalle sei sempre stato affezionato «Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il mio paese con le sue grandi qualità ed i suoi grandi difetti.», e hai sempre portato nel cuore, così come la Rai, la tua seconda casa alla quale sei tornato nonostante tutto dimostrando “come tu stesso hai detto e scritto” di riconoscere un solo padrone, il lettore, al quale rendere conto.
Oggi ci sono persone che dovrebbero guardarsi allo specchio e fare un esame di coscienza in ogni caso troppo tardivo per il danno recato, per aver chinato la testa in favore di poteri che non hanno mai avuto a che fare con la democrazia, con l’onestà e la libertà di pensiero.
Ci hanno detto, ci hanno scritto che sei stato lucido fino alla fine, consapevole della situazione, che hai lottato nonostante tutto come un Leone, e noi ci crediamo, perché non può che essere così, perché è sempre stato così, la dignità, il senso del dovere e della verità sono sempre stati punti essenziali nella tua persona, ne sono sicuro, fino all’ultimo.
Mentre scrivo, scrivo col cuore, con un groppo in gola e un senso di impotenza, ma scrivo, mai come ora, in maniera sentita, coinvolta.
Concludeva il libro “Era ieri” dicendo: “Una notizia si può raccontare in molti modi. Il fatto: un bambino vede una bicicletta, la prende e scappa. Si può raccontare così: un bambino prende la bicicletta perché ha sempre sognato di averne una. Oppure: il bambino è un ladro, dimostra di essere un precoce delinquente. Infine: era un gioco, il bambino non sa che certi giochi vengono contemplati anche dal codice penale. Ognuno ha il suo punto di vista nel raccontare le cose: basta farlo con onestà”. E ancora diceva: “ non faccio questioni di idee, ma di una disponibilità totale al discorso sincero”
La sensazione di vuoto e la consapevolezza che l’Italia ha perso qualcosa di essenziale è forte.
Ma come sempre succede qui si correrà ai ripari nel riconoscere meriti e sventolare approvazioni di rito, ma sono sicuro che questo già lo sapevi, perché la tua Italia la conoscevi bene.
23 gennaio 1995: Va in onda la prima puntata.
8: il numero delle edizioni.
846: il numero delle puntate
34: quello degli speciali
1200: gli ospiti intervistati
1700: le schede realizzate
130: le ore di trasmissione
6.450.000: telespettatori di media d’ascolto ( dove le fa oggi un programma che dura, come durava il fatto, solo mezz’ora e neanche?)
24%: media di share
Secondo una giuria di giornalisti, IL FATTO DI ENZO BIAGI è stato il miglior programma in cinquant’anni di Rai.
Non aggiungo altro.
Arrivederci caro giornalista!

- Applicato a me -
“L’incomunicabilità è la condizione che impedisce alle persone di entrare in contatto profondo e condividere il pensiero”
Questo è il mio grosso difetto nei rapporti interpersonali reali, che si tratti di mia madre, di una sorella, di un amico o di una persona cara il problema rimane sempre lo stesso. Ciò determina sempre lo scoppio inevitabile di un conflitto con la persona con cui mi rapporto in quel determinato momento che porta sempre, e ribadisco sempre, ad una disarmonia che finisce per causare un profondo disagio.
Ma porca paletta!
(L'immagine è stata presa nel sito:http://www.maymask.com/home.htm)
Vi ricordate come era cominciata? Così!
E come era finita? Così!
Oggi Daniele Luttazzi è tornato su la7 col suo nuovo programma satirico Decameron - Politica, Religione, sesso e morte, ed è più cattivo che mai, pungente come la lama di un pugnale.
Ampio spazio hanno trovato in questa puntata temi come la pedofilia nelle alte sfere della chiesa, riferimenti ai casi anche recenti successi negli Stati Uniti, ma non solo questo per quanto riguarda il Vaticano, bersagliato ripetutamente dal comico durante la puntata. Anche il suo carissimo amico Silvio Berlusconi trova il suo spazio nella feroce satira di Luttazzi che si toglie il sassolino che da ormai 5 anni turbinava nella sua scarpa, fa riferimento alla causa vinta contro Berlusconi, Mediaset, Finivest e Forza Italia che dopo l’intervista a Marco Travaglio di cinque anni prima avevano portato il comico davanti ai giudici, chiedendo tra l’altro un risarcimento di 45 miliardi.
Una prima puntata questa, ricca di spunti e di satira feroce come non si vedeva da tempo. Luttazzi si sofferma anche sulla sinistra ( quella definita radicale, ma che lui definisce pacifista perché in opposizione alle missioni di guerra in cui è coinvolta l’Italia e che infrangono l’articolo 11 della costituzione), definendo quella pacifista unica sinistra dal momento che, come dice il comico, la sinistra vera non è favorevole alla guerra. Così facendo tira in ballo anche quella che è uso comune definire sinistra moderata e che ora
alloggia al governo. Luttazzi spezza anche una lancia a favore del ministro Padoa Schioppa affermando che la sua finanziaria è stata un miracolo, l’unica alternativa, continua il comico, sarebbe stata quella di mettere il paese su Ebay.
Nelle prossime ore, ne sono certo, questa prima puntata farà discutere e solleverà polemiche a non finire, ma questo è tutto sommato prevedibile e atteso.
Con Travaglio alla corte di Santoro, Biagi (che purtroppo nelle ultime ore versa in gravissime condizioni di salute, e consentitemi di fargli un in bocca al lupo di veloce guarigione perché l’Italia ha ancora bisogno di gente come lui) nuovamente alla Rai, anche se in orario non consono e Luttazzi da oggi nuovamente in onda su La7 si torna a formare il trio che tanto aveva adirato il Cavalier Berlusconi.
Sperando che non si ripeta una cosa scandalosa come cinque anni fa tutto sembra essere tornato più o meno nella norma, mancherebbero ancora i Guzzanti dalla tv, ma diciamo che almeno loro si sono lanciati nella via del cinema.
Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, perché potete scommetterci, ci sarà da ridere.
Ieri scrivevo delle conseguenze che i litigi e l’incomunicabilità tra i politici può portare all’Italia, e oggi leggiamo sui giornali della spedizione punitiva di Roma che ha portato al pestaggio di alcuni Romeni all’indomani della morte di Giovanna Reggiani e della pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del decreto legge sulle espulsioni.
Resto fermo sul fatto che la legge deve essere applicata e che chi commette reato debba pagare anche con l’espulsione, se la situazione che si delinea è tale da permetterlo, non per una questione di razzismo ma perché se c’è una legge è giusto applicarla così come la si applica in tutti i paesi europei senza troppe chiacchiere e sensazionalismi. Questo però è vero verso quelle situazioni che presentano appunto un reato che ne delinei la possibilità di un’applicazione reale e non solo sulla base di un pregiudizio.
Il continuo battibeccare tra i politici e lo scontro tenuto sempre alto nei toni favoriscono inevitabilmente situazioni come quella del pestaggio, situazioni in cui poi a rimetterci sono quelle persone, comunitarie o no che magari non centrano nulla e che nemmeno hanno commesso reato.
È indubbio il fatto che la situazione nel nostro paese non sia delle migliori sotto l’aspetto sicurezza, e nemmeno si può dire che questo in parte non dipenda da cittadini di altri paesi, ma strumentalizzare la situazione già tesa mi sembra al quanto rischioso e irresponsabile, si rischia di aumentare l’esasperazione e di dare il via ad una caccia alle streghe, pericolosa.
L’accaduto Tor Bella Monaca è un fatto gravissimo. Ora si dice sia stata la destra, nel parcheggio del market dove è stato il pestaggio c’era un manifesto di forza nuova per una fiaccolata contro gli immigrati. A me non interessa se sono stati di destra o di sinistra, non è questo il punto, sta qui l’errore, nello scaricare le responsabilità o le accuse ad uno o all’altro, bisogna mettersi a tavolino in maniera civile e cercare di risolvere una situazione che rischia di sfuggire di mano, prima che sia troppo tardi. Bucarest già avverte di stare attenti alla Xenofobia e intanto le prime manifestazioni si preparano così come diventano esecutive le prime espulsioni. Staremo a vedere.
Ansa: Sicurezza, nuove espulsioni, sgomberati altri campi rom
Girando per la rete ho trovato questa foto, e chissà perché ho subito pensato alla situazione politica in Italia, a quanto i due schieramenti siano cocciutamente fermi sulle loro posizioni, a quanto sia per loro fondamentale non cedere di una virgola, nemmeno quando questo vuole dire fare l’interesse di un paese anche se a costo di qualche concessione.
Invece no, uno sta su un lato della panca e l’altro al lato opposto. Se non si comunica la situazione rimane congelata e a farne le spese siamo noi, i cittadini. È come una coppia divisa con figli, dovrebbero capire, loro, che di divorzi spesso ne hanno parecchi alle spalle, che per il bene dei figli, noi, è necessaria una minima, quantomeno, possibilità di dialogo. L’ostruzionismo a priori è negativo, si vede, lo vediamo. Stanno mandando il paese alla deriva pur di restare fermi sulle loro idee, e come succede sempre in questi casi tra i due litiganti è sempre il figlio che ci rimette, quindi noi. Adesso basta, ci vuole almeno un giudice di pace che faccia ragionare le forze in campo. Dal pacchetto sulla sicurezza, alla legge elettorale il governo e l’opposizione devono muoversi a confrontarsi in maniera civile e sensata, perché tutto sommato sono dipendenti nostri, devono guardare ai nostri interessi, a quelli del paese e non ai loro, da Mastella a Di Pietro, da Bossi a Casini a Prodi e via dicendo.
Che si mettano a lavorare come Dio comanda e la smettano di contare bugie.
In questi quattro giorni in cui sarò solo a casa, e senza un mezzo, dovrò arrangiarmi a fare tutto, il che di per se non sarebbe una cosa malvagia se non fosse che potrei accidentalmente dare fuoco alla casa data la mia imperizia nello svolgere le mansioni domestiche.
Per ora comunque tutto sembra sotto controllo, il gas è chiuso, i termosifoni sono alla temperatura minima, che non sia mai che vada a consumare inutilmente, ho nutrito diligentemente tutte le bestie, cambiato la sabbia ai gatti, lavato il pavimento dell’ingresso, ho fatto partire la lavastoviglie che era stracolma ho arieggiato la casa e deodorato tutti gli ambienti, insomma un casalingo modello. Ho pure superato la prova del cuoco in cucina oggi, il mio menù personale era composto di filetto di merluzzo impanato e patate cotte in padella, e devo dire che tutto è andato per il meglio, niente fumo da olio bruciato, nessuna pentola rovinata, sono davvero un ometto coi fiocchi e me lo dico da solo. Ora siccome stasera mi sembrava eccessivo tentare la sorte una seconda volta ai fornelli ho optato per una tazza di the caldo e due fette di pane tostato tostate appunto con spalmata su un po’ di conserva di pesche giusto per non appesantirsi troppo. Non avendo quindi molto altro da fare credo che inonderò questo blog di post inutili ogni qual volta lo ritenga opportuno.
Adesso non mi rimane che decidere quale sarà il favoloso menù di domani.
Hamburger, insalata, pasta col tonno o dieta a base di gelato? Se avete consigli sono ben accetti.
Ora credo che andrò a stirare perché tutte queste faccende mi hanno messo una gran voglia di amore per la casa…hihih scherzo, ora mi stravacco sulla poltrona e muoio lì!