Povera Italia che con la giustizia davvero non ci va a braccetto.
Un fatto come quello di Genova, dei giorni del G8, non avrebbe dovuto essere dimenticato, non sarebbe stato dimenticato in nessun altro paese che si fregi del titolo di Democratico. Qui da noi invece si, qui ci sono voluti più di sette anni per giungere al nulla come al solito, per far cadere piano piano la cosa nell’ombra.
La commissione sui fatti del G8 di Genova è stata bocciata con 22 voti favorevoli e 22 contrari, e come si sa con la parità in Italia una proposta di legge non passa, è quindi resa vana la possibilità di dare mandato al relatore Gianclaudio Bressa (Ulivo) per riferire in aula.
La Casa delle Libertà è accorsa in massa per il voto e applaude per lungo tempo il risultato ottenuto.
Anche qui ovviamente la maggioranza è riuscita a frantumarsi con Udeur e Idv (Italia dei valori – ma quali
scusate?) che dicono No alla commissione e con la rosa nel pugno che addirittura non si presenta. Fino a qualche momento prima del voto la maggioranza si sentiva sicura dal momento che nella Cdl mancavano sette esponenti, ma all’ultimo sono arrivati mettendo giusta preoccupazione all’Unione che a cominciato a telefonare agli assenteisti ( e te pare che ci sono anche in situazioni delicate come questa!). Peccato perché l’ultimo convocato da quelli dell’unione, Lello Di Gioia che avrebbe dovuto sostituire uno dei titolari del gruppo, è arrivato troppo tardi, capite, lui è arrivato tardi, ma stiamo scherzando? È una cosa scandalosa su cui esprimo il mio disgusto più totale. Nonostante le indagini successive abbiano praticamente confermato l’abuso di potere da parte delle forze dell’ordine, le violenze perpetrate nella caserma di Bolzanetoe l’inquinamento delle prove a discapito dei pacifisti presenti nella scuola Diaz, nonostante gli occhi del mondo fossero su di noi, nonostante fosse tutto ormai palesato, non passa la commissione d’inchiesta, i politici italiani tutti non vogliono fare un processo alle forze dell’ordine, non hanno interesse alla verità dei fatti, verità che comunque sono state platealmente visibili e proprio per questo dovrebbero essere perseguite e con loro i responsabili.
Mi meraviglio e tanto perché questa commissione era stata inserita nel programma dell’Unione, era stata sbandierata come atto dovuto di giustizia e democrazia, e invece non se ne fa nulla perché proprio coloro che avevano accusato l’allora maggioranza di abominio nei confronti della democrazia non sono stati in grado di farla approvare, ancora per le solite discordie, ancora per i soliti assenteisti ancora per colpa dei soliti politici che in fin dei conti pensano ai loro interessi. Credo che questa commissione fosse chiesta non solo dalla fetta di popolazione di sinistra, ma anche da chi a sinistra non metterà mai un voto, era chiesta dall’estero, dalla commissione europea, insomma bisognava farla, e invece gli autori di quello che rasentava quasi un’azione da colpo di stato, degna di Franco o dei peggiori momenti Argentini sono ancora li, pressoché impuniti.
Perché non si è andati giù decisi nel perpetrare questo obbiettivo? Perché succede questo?
Questo è davvero un insulto all’Italia, alla democrazia, al buon senso e alla fiducia di quanti vorrebbero ancora credere nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine.
Non resta che pensare agli interessi in ballo di parecchie persone, perché altrimenti questo non sarebbe
accaduto, non posso credere che sia sempre colpa dell’incompetenza di chi votiamo. Ci credo che poi la fiducia della gente nella politica se ne va a ramengo. E poi dove sono tutti i menestrelli agitatori di popolo combattenti per la libertà e la democrazia? Hanno perso la voce? Non gliene frega nulla, o sono lì che se ne sbattono contando i loro Page Rank?
Con questo concludo veramente disgustato e con una fiducia nelle istituzioni pari a quella che darei al mio cane zoppo, sordo e con le cataratte.
Oggi butto giù un post leggerino, fuori piove e la giornata scorre tranquilla, meno male.
Cominciamo da stamattina, quando sbirciando tra le news mi capita sott’occhio la notizia riguardante una
classifica riportata oggi dal Daily Telegraph che raggruppa i cento geni più creativi viventi, la graduatoria è stata stilata da sei esperti di creatività sulla base anche di un sondaggio tra i sudditi di Sua Maestà.
Scorrendola non ho potuto fare a meno di rimanere molto deluso, nonostante la graduatoria come sempre in questi casi sia opinabile, per lo spazio dato al genio italiano, volete sapere quanti sono?
Uno, e come sempre accade ormai da qualche anno lo spazietto se lo prende meritatamente lui, Dario Fo, che a quanto pare viene capito e considerato più all’estero che in terra Italiana, ma di questo non c’è da stupirsi dopo tutto visto che noi stiamo ancora a dare credito e ascolti alle boiate televisive che ci propinano.
Ma vediamo alcuni piazzamenti eccellenti: al primo posto si Piazza Albert Hoffman, che per chi non lo sapesse è il chimico svizzero che scopri la sostanza dell’Lsd, uno che oserei definire da sballo, scorrendo più giù, ma non di molto, troviamo al quarto posto niente dimeno che Matt Groening, l’inventore dei Simpson e Futurama, primo colpo di scena.
Al quinto Nelson Mandela e appunto al settimo il nostro giullare Dario Fo. Nella classifica trovano posto anche Steven Spielberg, Leonard Cohen, Aretha Franklin e David Bowie, Gorge Lucas e i compositori Hans Zimmer e John Williams oltre che la scrittrice JK Bowling mamma di Harry Potter. Chiude al centesimo posto l’onnipresente Quentin Tarantino.
Berlusconi ha già dichiarato che almeno come genio della comicità gli si doveva l’ingresso nella classifica, e anche Gerorge W. Bush se la deve esser presa a male, quando ha scoperto che al quarantatreesimo posto si è piazzato il suo arcinemico Osama Bin Laden. Trova posto in fine anche l’inventore di una delle armi più pop al mondo, il signor Mikhail Timofeyevich Kalashnikov.
A voi l’ardua sentenza. Vi consiglio di andare tramite il link a visionare di persona la classifica che riserva molte sorprese.
Serata con Bruce Willis.
Tornando invece a ieri sera, sono stato al cinema a vedere “live free or Die Hard” film piacevolissimo tutto sommato, il nostro caro Bruce che attira al cinema più uomini lui con la sua pelata che qualsiasi altra diva prosperosa esistente, fa come al solito quello che ci si aspetta, non dorme per svariati giorni, insegue i terroristi di turno, questa volta super Haker informatici, ovviamente li massacra tutti, ne abbatte uno sparandolo via con l’estintore, salta, cade e si lancia ripetutamente da altezze improponibili senza riportare alcuna lesione grave, sfugge a centinaia di macchine che voglio metterlo sotto, le usa come proiettili, vedere per credere, viene inseguito, su di una strada elevata a spirale, da un jet a decollo verticale, mentre lui gli sfugge guidando un tir di proporzioni inaudite, dopodiché fa il rodeo sul sopraccitato jet che nel frattempo è rimasto senza pilota, e ovviamente il tutto viene condito da battute ironiche e colme di cinismo come sempre. Insomma una pera di testosterone da non sottovalutare, tanto che all’uscita dal cinema mentre parlavo con gli amici il moroso di mia sorella emulo di BRUCE WILLIS ha simulato un cazzotto in stile con quello del suo eroe, incrociando però sfortunatamente la bocca della mia sorellina, non che sua fidanzata. Da piegarsi in due dal ridere, primo per la dinamica, dovevate esserci, secondo perché mia sorella incazzata è molto peggio di Bruce Willis, parola mia. La sua vendetta è stata immediata, ma vi risparmio i particolari. Buona giornata a tutti!
Pompeo, di Andrea Pazienza, è, credo, il mio fumetto ( se così si può definire, ma sicuramente è molto di più) preferito, quello che, quando l’ho letto mi son sentito risucchiato, e non tanto per le vicende che tragicamente Pompeo affronta, ma quanto per il come le affronta, in questo mi sono sentito sempre molto affine, e già altre volte ne avevo scritto, Pompeo è una figura che ritorna spesso nella mia emotività, riesco spesso a trovare in quelle pagine una frequenza comune di trasmissione.
Persino nella postilla dell’autore riesco a trovare dei punti comuni a ciò che è il mio vissuto fino ad oggi. Ok, ovviamente non va interpretato alla lettera, non tutto, diciamo che però ci sono espressi passaggi e pensieri in cui mi rileggo. Queste righe che seguono sono appunto la postilla che Pazienza fece a quello che da molti è considerato una sottospecie di testamento, anche se forse non voluto appositamente.
Cari Voi che mi avete seguito sin qui. Cosi' finisce l'ultima puntata di Pompeo e, presumo, anche un lungo capitolo della mia vita. Questi s'era aperto "fumettisticamente" nel settantasette con Pentothal (del quale Pompeo e', forse, l'alter ego invecchiato), e, tra alti e bassi chiude adesso, nove anni dopo. Anni che, come si dice, sono "volati". In questi anni ho scoperto diverse cosucce. Intanto di non essere un genio. Perche' si', lo confesso, da ragazzo ci speravo. Invece no, sono un fesso qualsiasi. Pero', c'e' sempre un pero', e' vero, sono un disegnatore eclettico. Un disegnatore ecletto-sfaticato. Poi ho scoperto di non essere attendibile, e di non essere tante altre cose, deficenze a volte gravi delle quali chiedo a qualcuno di perdonarmi. [...] Ora che vivo in campagna come un cretino non sono piu' depresso e quindi saluto volentieri gli amici che mi rimastono qua e la' nelle citta'. Le amiche soprattutto. Di me, volendo, si puo' dire tutto il male che si vuole, pero' tante di quelle cose non sono vere. Capisco viceversa la delusione di qualcuno quando si e' accorto che il fumettaro per cui tifava altri non era che il fesso di cui sopra. Ora, naturalmente, che sono fesso me lo posso dire io da solo, perche' sono sempre in grado di stracciare il novanta per cento dei vostri. Pero' (di pero' ce ne possono essere i pacchi), non ho mai pensato al soldo, mentre disegnavo, casomai subito prima, o subito dopo, mai durante. Voglio dire che alla fine ho sempre fatto quel che ho voluto, senza badare acche' 'ste cose si potessero rivendere di su o di giu'. Ora che vivo in campagna i ragazzi di qui mi chiamano "vecchio paz" e, faccio per dire, ho ventinove anni.
Andrea Pazienza 1984 1985 1986
Oggi è una di quelle giornate che batte, una di quelle giornate che fuori la pioggia scende sottile e insistente, sferzata dal vento. Tutta la campagna intorno ha assunto un’aria grigia in cui i colori sbiadiscono quasi fosse una foto in bianco e nero. Il ticchettio delle gocce sul lucernario ha accompagnato i miei pensieri per tutto il pomeriggio, mentre scrivevo, nelle orecchie tornavano a visitarmi gli amici di un tempo, da Patti Smith a Lou Reed e poi John Cale. Oggi è una di quelle giornate che batte, e allora ti viene voglia di andare a camminare, e se fuori piove chi se ne frega, ci si infila un cappotto con le tasche piene di pensieri e si esce senza meta, mentre tornano in mente le parole di Kerouac: «Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati. Dove andiamo? Non lo so, ma dobbiamo andare.»
Oggi è una giornata che batte, e chi se ne frega se i denti non bussano ancora per il freddo ma soltanto per un’emozione, un pensiero.
Non è tempo per essere negativi, oggi, si lascia giusto lo spazio per una goccia di melanconia e si cammina, mentre la luce cambia e i passi si specchiano sull’asfalto lucido.
Oggi è una di quelle giornate che batte, e allora bisogna alzarsi dalla seggiola e camminare senza chiedersi quanto, ormai, sia lontana dietro la casa.

Passato l’allarmismo e la preoccupazione più o meno giustificata sulla possibile chiusura dei blog a seguito del Ddl riforma sull’editoria grazie anche alle tardive rassicurazioni del Ministro Gentiloni e dello stesso Levi cosa rimane? Semplice, rimane l’immagine di un paese il cui esecutivo, di qualunque schieramento sia, non è in grado di scrivere, apparentemente, norme chiare alla popolazione facendosi trascinare in un mare di fango e polemiche. È una storia che si ripete da anni, e tutte le volte dall’estero sono li, pronti a bersagliare, a ironizzare, ma come dargli torto se siamo governati a turno dai pulcinella e gianburrasca di passaggio? Ma è anche vero che tutta questa tensione che si è venuta a creare è stata in parte merito dei soliti sobillatori di folla, come scrivevo in un post precedente, in primis Beppe Grillo e il suo trasformare un belato in un ululato.
La Blogsfera si è fatta trascinare come il solito nel pandemonio suscitato dal comico aumentando e rifocillando un allarmismo che non aveva necessità di toni così alti, quanto meno non nell’immediato, il fatto è che forse Beppe Grillo si è sentito chiamato in causa e ha ben deciso di trascinarsi dietro la folla per rendersi più forte. Viene da chiedersi, e me lo chiedo, se siamo noi a farci rappresentare da GRILLO o se sia lui ad utilizzare noi come arma contundente?
Allora se oggi in giro per il mondo ci pigliano per i fondelli è anche colpa nostra, di noi che ci facciamo prendere dal panico, che critichiamo ma che non ci informiamo, che ascoltiamo la parola, la prendiamo per buona e poi ci lanciamo nella mischia.
Sicuramente siete già capitati su quanto si scrive su TimesOnline che parla di assalto geriatrico ai blog italiani, o su altri siti esteri che in queste ore a caso rientrato ironizzano sulla vicenda Italiana.
Se invece di farci trascinare subito nella rissa ci prendessimo un’ora per riflettere non saremmo l’Italia da bar sport che tutti vedono, pronta a scaldarsi sia che si tratti di un rigore sbagliato o che si parli di un disegno di legge.
Sull’argomento fa un’analisi chiara suzukimaruti che è largamente condivisa dal sottoscritto.
Dopo qualche giorno di astensione, voluta, dal blog, eccomi nuovamente qui. Contenti? Ah, non vi importa? Beh fatti vostri!
Qualche giorno fa, proprio dopo aver appreso la notizia del gesto incriminato contro la Fontana di Trevi avevo pensato ad una cosa in stile Andy Warhol (uno che di critiche e detrattori ne aveva e ne ha ancora molti), ma dato il mio astensionismo dal blog non ne avevo scritto nulla, mi ero deciso a farlo oggi, ma si sa, bisogna esser veloci in queste cose altrimenti si rischia di essere bruciati, ed in fatti cosa mi fa il Corriere della Sera? Mi fa un articolo sul suo sito online in cui dice che è un’idea geniale degna di Andy Warhol, avevo perso l’occasione, maledizione, pare che D’agostino sia stato più veloce di me, pazienza, è, però sempre sfogliando le pagine web del corriere che vengo attirato da un altro titolo <<No ai bavagli, i blogger stiano tranquilli>> e questa volta mi compiaccio nel mio piccolo dal momento che mentre tutti si struggevano per la notizia sul Ddl della riforma editoriale io scrivevo:"Ddl sulla riforma editoriale, attendiamo, ma niente sensazionalismi". E blogbabel nemmeno mi ha messo nella lista dei blog che ne discutevano, cattivi. Comunque tornando alla povera fontana, si leggono in questi giorni le parole di “autorità?”, in campo artistico e non, che elogiano il gesto dell’“attivista?”. Adesso, non subito, perché subito, da tutti, quello commesso è stato definito un atto ignobile privo di qual si voglia valenza artistica, ma ora che si è appurata l’effettiva inoffensività del liquido lanciato nella fontana sono tutti pronti a salire sulla cattedra dell’arte ( questa volta non c’è stato nessuno che si è immediatamente prodigato per ripulire la fontana così come c’era stato il cittadino che stacco i tre bambini impiccati di quel mattacchione di Cattelan “l’artista?”. Chissà poi se l’autore del gesto aveva calcolato così a fondo l’effetto simbolico del suo gesto oppure se sia stato un semplice colpo di culo e si stia ora preparando a cavalcare l’onda del clamore e delle lodi suscitato, a posteriori come è usanza nel nostro piccolo paese di opportunisti.
Collegandomi, come mi è inevitabile al cinema mi torna in mente quello che successe col film che più di tutti è legato alla Fontana di Trevi e che più di tutti la lanciò davanti agli occhi del Mondo, anche di quelli che non la conoscevano, “La Dolce Vita” di Federico Fellini che provocò addirittura un’interrogazione parlamentare in cui fu disegnata con le seguenti parole: "L’offesa palese alle virtù e alla probità della popolazione romana e la banale canzonatura dell'alta missione di Roma quale centro del cattolicesimo e di antiche civiltà", e che scatenò una durissima campagna da parte dell’Osservatore Romano su cui si lesse anche:"Basta!": "Il male, il delitto, il vizio ostentato sugli schermi, sviscerato nella sua psicologia (...) è incentivo al male, al delitto, al vizio; ne è propaganda". Tutto questo quando il Film era uscito da poco, la storia poi, come è ovvio che sia, ha dato ragione a Fellini consacrando lui e il suo film ad opera Mitologica del cinema, scaraventando giù dallo scrano tutti i detrattori, molti dei quali poi saltarono sul treno dei sostenitori una volta capito che la loro causa era persa, insomma, siamo alla solita, avanti Savoia, indietro Savoia, nessuno dice quello che pensa schiettamente e poi mantiene salda la sua posizione a costo di apparire impopolare, l’unico è Sgarbi che ha proprio di natura di esser bastian contrario e che quindi non fa testo, ma dopo tutto chi è che tiene in considerazione le polemiche di Sgarbi? Ups, ce ne sono molti mi dite? Amen!
Povera Fontana di Trevi, quante ne hai passate, da Totò che cerca di venderti, alla procace Sylvia che invita il bel Marcello in una doccia alle prime luci del giorno, passando per i Sampei, pescatori di monetine, invisibili ai radar, a quante pare, delle forze dell’ordine posizionate li a pochi metri, fino ad ora, fino a quando l’artista (se vi piace lo chiamiamo così, se no potete chiamarlo come vi pare, anche Giovannino Pistambrillo se vi garba) non ha nuovamente messo in luce col suo gesto l’ipocrisia dei Media e della intellighenzia Italiana, che prima lapidano, che non si sa mai come tira il vento, poi si guardano attorno, fanno dietro front, seguono la corrente e così via, col risultato di apparire come gli impiegati nei film di Fantozzi. Insomma, citando il titolo di un post famoso in questi giorni ( non me ne voglia l’autrice) arte for dummies o svela dummies.
a volte restiamo immobili ad osservare l'umanità, la vita, come si fa con un'onda sulla battigia
che arriva prima leggera
poi ti avvolge
ed infine si ritrae
completamente, dentro il mare da cui è venuta, lasciando solo sensazioni appena percettibili
lasciandoci nuovamente soli, con lo sguardo perso a cercare nell'orizzonte.
Disegni di legge alla chetichella per il governo, come qualcuno ha già urlato, parlando dell’ormai famoso testo per la riforma dell’editoria scritta da Levi nell’agosto passato, quando tutti erano in vacanza, o meglio, quando alcuni erano in vacanza, mentre chi, moltissimi, non poteva permetterselo cercava in città un luogo dove agonizzare lontano dalla calura estiva.
Il 12 ottobre esce la notizia che il governo ha pronto il disegno di legge che riguarderà il mondo dell’editoria, un disegno di legge che, secondo quanto detto dall’esecutivo, serve a rimettere ordine nella giungla dell’editoria, mentre secondo altri sarebbe il primo passo per chiudere la bocca alla rete in Italia. Nei giorni appena passati la notizia apparsa anche sul sito di Repubblica ovviamente si è diffusa su larga scala generando un pandemonio allucinante in rete, primo perché il testo di legge fa riferimento al panorama della rete e questo ha permesso a tutti i fruitori attivi della stessa di sentirsi chiamati in causa in un momento che vede soprattutto i blogger sotto attacco da parte della stampa, da un certo tipo di stampa, o comunque da alcuni suoi esponenti, i peggiori, secondo perché l’esondazione di notizie è stata impregnata da un lato emotivo e di sensazionalismo basato su notizie che esponevano fatti frammentari e comunque non ancora definitivi. Bisogna ricordare innanzi tutto che il disegno di legge deve affrontare tutto il suo iter parlamentare, i tempi quindi non sono brevi, in Italia poi figuriamoci, sicuramente in secondo luogo vanno calcolati gli ostruzionismi che durante il percorso saranno posti, le eventuali modifiche e i punti che sicuramente non metteranno d’accordo tutti durante la discussione e che quindi ne allungheranno ulteriormente la strada.
In questi casi trovo sia più giusto avere un attimo di calma e osservare bene quello che succede prima di attaccare a muso duro. Già oggi Levi, padre del disegno di legge (badate bene: disegno di legge non vuol dire legge approvata e definitiva, c’è una bella differenza) dà una bella sterzata alle polemiche di questi giorni chiarendo alcuni punti e afferma che non c’è nessuna intenzione di “imbavagliare il legittimo dibattito” e prosegue che non sarebbe nemmeno praticabile ne nel loro interesse toccare i siti amatoriali o i blog personali, l’intenzione è quella di creare un mercato libero e ben organizzato: "Con l'obbligo della registrazione non pensiamo al ragazzo che realizza un sito o un blog ma a chi, con la carta stampata, e con internet, pubblica un vero prodotto editoriale e diviene un autentico operatore del mercato dell'editoria".
Intanto Folena, presidente della commissione Cultura della Camera, chiede chiarimenti specificando che chi fa un blog non è un editore, quindi non deve sottostare a nessuna regola particolare, mentre Belluci, responsabile Comunicazione e innovazione tecnologica del Prc la ritiene una riforma necessaria purché fatta con criterio. I verdi intanto preannunciano battaglia e Di Pietro dice no ai bavagli.
Insomma intorno a questa vicenda c’è molta confusione e, a mio parere personale, è inutile ora suonare gli allarmi antibombardamento aereo, piuttosto è meglio seguire l’evoluzione della situazione attivando un leggero campanellino che faccia presente che chi scrive in rete è li e osserva. Non voglio credere che la sinistra dopo aver dato battaglia a Berlusconi e al suo esecutivo proprio in materia di censura per cinque anni si appresti ora a buttar fuori un mega editto tappa bocche. Ovviamente c’è sempre Grillo che appena esce un belato lo trasforma nell’ululato del lupo, e questa mi dispiace, ma è una cosa che non sopporto, bisogna criticare con coscienza e criterio, non muovere la rivolta ad ogni squillo di tromba o si rischia di fare ancora più danno.
E' di oggi la notizia, il giurì per la pubblicità decide di censurare la campagna sull'anoressia che tanto aveva fatto scalpore nelle settimane precedenti riportando Toscani, come già decine di altre volte, alla ribalata dei media.IAP (istituto dell'autodisciplina pubblicitaria) che spiega tutto il sistema con tanto di schemi, giusto per rendere più chiaro il meccanismo.
Inoltre: Ansa su Oliviero Toscani da cui ho preso alcuni estratti per il post.
Qualcuno lassù mi assiste, come avevo fatto presente ieri mi attendeva una cena stasera, una cena alla quale sinceramente non ero predisposto, e allora voi vi chiederete, ma anche no, che cosa ci fai adesso davanti al pc a scrivere se a breve dovresti uscire? Presto detto, la cena per quanto mi riguarda è boicottata per cause di forza maggiore.
Qualcuno ieri deve avermi sentito e pronti via stamattina mi ha accontentato. Come? Ma cari miei le vie del signore sono infinite, eccome, il caro burlone onnipresente o chi per lui ha ascoltato il mio messaggio in segreteria ha pensato bene di provocare una bella colica addominale a mia sorella, proprio stamattina, proprio mentre si trovava in un parco naturale con la classe a 25 chilometri da Modena, a quasi 50 di conseguenza da casa mia che sta dalla parte opposta, il che mi ha portato in mattinata, insieme a mia madre, ad andarla a recuperare con ovviamente incluse le 3 ore d’attesa all’ospedale per poterla portar fuori. Morale, eravamo sulla via del ritorno solo per le tre passate, la soglia di casa poi l’ho varcata verso le cinque. Stare tre ore all’ospedale, vi garantisco, mi ha stancato più della maratona di New York, che per altro non ho mai fatto ne ho intenzione di fare, sia ben inteso. In tutto questo mi sono perso le comiche giornaliere dal mondo, tipo gli Stati Uniti che dicono alla Turchia, che sarebbe pronta ad entrare in Iraq per annientare i terroristi del Pkk che da li entrano nel paese per operare attacchi terroristici, che un’incursione non è la cosa migliore, voglio dire, cos’è, possono farlo solo loro? Oppure la Cina che convoca l’ambasciatore Americano per sgridarlo: << No, No, voi non glielo date il premio a quel sovversivo cattivone del Dalai Lama, che se no ci fate dispetto, brutti cattivi>> ma per favore dai, e poi ancora Putin che decide di rispolverare ordigni bellici, ma per difendersi da chi poi? Dell’Iran non si deve preoccupare dal momento che la paghetta gliela da lui stesso, con la Cina tutto sommato si capiscono bene, e molto sottintendono, cosa ci rimane? Facendo due conti vuoi vedere che sta gentilmente invitando gli USA a spostare più in là lo scudo spaziale, e sicuramente nel frattempo il messaggio vale anche per la Cecenia, due bombette qui, tre di là e ti sistemo i quattro ribelli cattivoni.
Poi c’è quella che preferisco di più, ovvero l’uomo che pur di inserirsi nel discorso politico del paese è disposto a sparare 3 ovvietà ogni giorno, padre, figlio e spirito santo, signori e signori…si lui Benedetto 16, centro avanti della nazionale ormai, che dice:<< Precarietà e lavoro, è emergenza etica e sociale>>. Grazie, non lo sapevamo, ma forse vuole partecipare anche lui al BAMBOCCIONE DAY, che così ci manda il suo sudario…pardon la sua maglietta a Padoa Schioppa che non gli alza le donazioni alla chiesa dall’8 al 9x1000.
In fine uno che di stronzate, e scusatemi il termine, ne ha un bignami pieno, Raymond Domenech, che dice: << Noi non siamo Italiani, noi non giochiamo per il pari>> e infatti mio caro voi siete francesi, eheh c’è na bella differenza e la sottolinei tu stesso con le tue parole pirlone d’un pirlone..ma ti pare?
Uno torna a casa stanco, stressato, grandina pure, c’è freddo, puzza l’ascella, e deve anche sentire ste stronzate? Andiamo bene.
Ultimamente la mia memoria mi gioca brutti scherzi e finisce così che rimango incastrato.
Nemmeno una settimana fa sento il mio amico Gabriele (l’arcangelo?) che mi dà l’annuncio, << Giovedì cena delle medie!>> suona più o meno così, imperativo, non ho nemmeno il tempo di dire, …ma guarda, io ehm non è che giovedì sia proprio disp…cioè non è che non voglia venire è che…niente, il ricevitore è già muto, infame, nemmeno il tempo materiale per escogitare eventualmente un pretesto, qualcosa, no, il piano era calcolato nei minimi dettagli, un’operazione strategica finissima, sicuramente premeditata.
Nell’immediato post telefonata sono già conscio del fatto che questa volta alla cena delle medie non ho voglia di andarci, non ho voglia di dover rendere conto di ciò che sto facendo, con chi esco, come vivo, se ho qualche nuova malattia ecc, non è davvero il periodo, tanto più che la cena delle medie questi la organizzano almeno due o tre volte l’anno, insomma, facciamola ogni 5 anni così almeno potrò dire: hey, hai presente, quando cinque anni fa ero un nerd nulla facente rompi palle? Indovina, lo sono ancora.
Ma con questa frequenza al massimo posso dire che di nuovo dalla cena della settimana prima m’è sparito un brufolo fastidioso sulla chiappa, al massimo dico.
Morale, io di sta cena 84 secondi dopo la telefonata l’avevo già dimenticata, e qui si torna alla memoria che gioca brutti scherzi, difatti oggi squilla il cellulare, miracolo, qualcuno mi cerca penso io, invece era l’arcangelo che mi diceva: << Allora Matte, vieni alla cena o no? Che devo dire qualcosa alla Lisa, così chiama il ristorante. Vieni da me domani, così poi andiamo assieme>>.
Ok lo ammetto, sono stato preso alla sprovvista, non me l’aspettavo sta chiamata, io avevo già rimosso, va da sé che la mia risposta sprovveduta e priva di meditazione è stata: Sì! Ok!
Stavo per aggiungere qualcosa, ma non ti pare che zac la conversazione termina, ma allora è un vizio.
Sono un cretino. Domani sera mangerò, berrò, mi limiterò alle banalità doc preparate per l’occasione e per il resto starò zitto. Elio, aiutami tu, dopo tutto da festa a cena cambia poco, non voglio gridare Forza Panino..noooooooooooooooo
Qualche post fa, se andate a cercare un attimo indietro lo trovate, avevo parlato della mia abitudine di accantonare quella musica di cui in determinati periodi della mia vita mi ero fatto un’overdose.
Oggi nel mio processo di archeologia musicale posto una canzone che mi era tornata a girare nella testa da qualche giorno e che secondo me si applica quasi perfettamente ai giorni nostri.
I CCCP fanno parte di quel panorama sonoro fine 70/ fine 80 che interessò l’Emilia, come i Gaznevada e gli Area e a cui sono particolarmente legato per varie ragioni.
« Tra Carpi e Berlino c'è un legame speciale, perché a Carpi comincia l'Autostrada del Brennero: perciò noi consideravamo Carpi come la periferia estrema di Berlino »
(Ferretti)
Sono Modenese, e ora abito a pochi chilometri da Carpi, all’estrema periferia berlinese.
“Io sto bene” ve la posto in questa versione semi acustica dei C.S.I, gruppo nato dalle ceneri dei CCCP.
Io sto bene, io sto male, io non so come stare.

Perché gli americani sono così violenti? Lo spiega con ironia, via e-mail, una cara amica latitante nel paese della democrazia da esportazione ormai dai più di dieci giorni.
Quattro punti che spiegano in maniera indiscutibile, secondo il giudizio di una studiosa di mediazione interculturale quale è la mia amica, il perché gli States siano così irascibili e se la prendano spesso con il mondo.
1. Gli americani hanno tre parolacce e questo non gli permette di esprimere al meglio i loro sentimenti.
2. Gli americani devono un caffè troppo lungo in cui la caffeina è doppia rispetto all’espresso, questo non li rende svegli o isterici per un breve periodo ma li rende nervosi in modo continuato.
3. Gli americani hanno troppi zuccheri nei cibi, il che li rende nervosi perennemente ( anche se in questa comune sono tutte vegetariane o vegane, quindi non vale)
4. Gli americani non hanno la differenza fondamentale tra il ti amo e il ti voglio bene.
Quindi quando tu esci con qualcuno e quel qualcuno ti dice I LOVE YOU, tu non sai se ti ama come amica o come ragazza, ti incazzi ma non hai abbastanza parolacce per esprimere la tua ira, allora vai in un bar e ti prendi un caffè, ma il caffè è troppo lungo, quindi non soddisfa i tuoi nervi e ti rende semplicemente più nervoso, colto da crampi nervosi ti mangi un panino, e gli zuccheri ti vanno al cervello e quindi perdi la testa, prendi un mappamondo e metti il dito sul primo paese mediorientale che trovi, il nome ti suona strano o buffo, ti incazzi e lo bombardi.
Non sono poi tanto complicati come popolo no?
Ringrazio Giuditta Pini per avermi concesso di utilizzare e pubblicare questa sua Teoria scritta durante la sua permanenza Americana in un appartamento con 13 ragazze a cui non piacciono i maschietti mentre lei agognava le braccia del suo uomo restato in Italia.
Ebbene, si sono finalmente concluse queste primarie che volevano essere, nel segno del nuovo partito che vanno a varare, atto di democrazia nuova nel nostro paese. I giochi sono dunque definitivamente chiusi con il risultato che era chiaro forse da un po’ troppo tempo, che forse è sempre stato chiaro, il plebiscito per Walter Veltroni con il 75, 7% dei voti, unica nota stonata quella della quasi impossibilità degli altri candidati di aver una reale decente possibilità di competere. Non c’era storia, forse, non c’era fin dall’inizio, ma tanta è. Se questo cambierà qualcosa nel nostro paese, se ci saranno altre consultazioni popolari in tal senso lo staremo a vedere, i mesi a venire certamente daranno qualche risposta in più. Ora restiamo in attesa, vediamo se le taglienti frecciate tra Prodi e Veltroni sul rimpasto di governo lanciate nell’ultimo periodo di campagna erano solo pubblicità, oppure un malessere di fondo, che però a giudicare dalle prime battute dei due dopo il voto sembrerebbe risolto, speriamo bene. Veltroni ha esordito davanti ai giornalisti con un: “ Se volete litighiamo subito” in risposta alle critiche mosse nei giorni e settimane passate dall’opposizione. Tempo due mesi e il governo sarà chiamato ad una difficile prova, la finanziaria, su cui sarà inevitabilmente chiamato anche il neonato Partito Democratico. C’è chi pensa che le spallate della sinistra radicale potrebbero creare quel elemento di instabilità nell’esecutivo che porterebbe allo scivolone. Si vedrà subito quanto feeling scorrerà tra il nuovo mostro politico e la squadra di Prodi. Molto forse dipenderà da questo.
Una mia riflessione personale: quando si cominciò a parlare del PD, del suo progetto politico, del suo “programma” e via dicendo, mi aspettavo, mi sarei quanto meno aspettato una rinfrescata dei volti, della classe politica al timone, ma a quanto vedo questo cambiamento non pare esserci stato, a parte due o tre nomi freschi (ma poi nemmeno tanto) gli altri fanno sempre parte della vecchia guardia, Veltroni, non lo dimentichiamo, era con Prodi al governo nel 96 e la Bindi è di vecchia data anche lei. Insomma, siamo tutti d’accordo che Veltroni forse potrebbe essere l’uomo giusto, quanto meno quell’uomo che trainerà il PD verso un consolidamento, almeno speriamo, ma io questa ventata di freschezza, questa svecchiata non l’ho vista, ho visto i vecchi appartenenti di due grossi partiti unirsi in uno più grosso, ma per ora al comando ci sono ancora loro, alcuni un po’ più celati dal sipario, ma sempre loro. Insomma, buona fortuna al Partito Democratico e al suo segretario con l’augurio che si siano in grado di ricambiare con il loro impegno la fiducia di chi ha votato e non solo e che sappiano trovare ulteriori strade per il miglioramento in seguito, dopo tutto siamo agli inizi, diamo tempo al tempo!
Oggi paz vi racconta una cosa che ha appreso dalla sua mammina, una cosa sconcertante, parlo dei ladri di tombini.
Ok, a questo punto uno si potrebbe chiedere cosa ci sia di così attraente in un tombino, e come mai esiste gente che si prodiga in furti di tal genere, me lo sono chiesto anche io inizialmente, ma facendo poi due conti la cosa appare anche logica, se logica possiamo definire tutta la faccenda.
I fatti in breve sono i seguenti: un conoscente di mia madre lavora nella cantieristica stradale con la sua ditta, manutenzione, costruzione ecc per conto del comune di un piccolo paese vicino Modena. Bene, lui ha raccontato di come la mattina prestissimo il comune debba dare l’ordine a spazzini, agenti e lavoratori vari comunali che operano sulle strade di tenere gli occhi aperti in cerca di coperchi mancanti nei tombini stradali, avete presente quelli a disco nel mezzo della strada e non solo, perché la notte, qualche simpatico coglione in cerca di profitto gira per la provincia a prelevare illegalmente i coperchi di ghisa allo scopo di rivenderli a prezzo basso probabilmente a qualche ditta che poi li rifonde traendone un bel guadagno e risparmiando sulla lega in questione.
Sapevo di quelli che rubano il rame ad esempio lungo le linee ferroviarie rallentando ulteriormente il traffico di trenitalia, che Dio li abbia in gloria, ci mancavano anche questi a peggiorare un servizio già scadente, ma che si arrivasse a rubare i tombini, questo no, solo il fatto di mettersi in mezzo alla strada, di campagna se parliamo della zona in questione, e di sbattersi a tirar su pezzi di ghisa rischiando in primis l’incolumità di eventuali auto che la notte possono piombare anche veloci su quelle strade e poi quella di chi magari la mattina presto va a lavorare, magari un contadino in bici che stile comiche ci finisce dentro, il problema è che non c’è nulla di comico se poi uno si rompe l’osso del collo, e che dire se una macchina si incastra li? Nel migliore dei casi ruota, asse e quant’altro si rompe, nel peggiore…beh vi lascio immaginare. Morale capita spesso che, quando i furboni del riciclaggio illegale di ghisa si mettono all’opera possono sparire anche 50 coperchi in ghisa in una notte, con conseguente pericolo e spesa del comune che poi è ovviamente chiamato a rimettere tutto apposto in tempi anche rapidi e a spese di chi? Immaginate voi.
Insomma, va bene che l’Italia è un popolo di geni e creativi, ma questo è veramente troppo. Attenti a dove camminate.
Come dice l’Highlander Mike Bongiorno: “ Allegriaaa”.
Si, come no una parola, ecco, solo e soltanto una parola. Se ieri il mio umore era urlante, oggi non è da meno, passato il pensiero omicida ecco che tac spunta fuori un principio influenzale, questa è sfortuna atroce. Il mio stomaco brucia da ore e l’incendio non si riesce a domare, in più ho le tempie che mi pulsano e questo mi infastidisce. Ira funesta. Io auguro al mio organismo di reagire entro stasera, altrimenti sarò costretto a bombardarlo di medicinali dannosissimi per la salute...Ma che cazz. Poi, le primarie sono alle porte, dovrebbe nascere il PD, politici depressi, ma io vedo solo parlamentari che giocano ai 4 cantoni, la situazione politica è più confusa di camera mia, e vi assicuro che camera mia è l’ode al caos, Dini che va via, ma però dice che resta a sinistra, il gruppo misto della camera, ma avete notato che ogni 10 ore entra un nome diverso, una sigla diversa, e con la stessa velocità ne scompaiono altrettante. Son tutti lì a vedere come si assestano gli schieramenti più grossi pronti a decidere dove sia più conveniente schierarsi, fuggi fuggi di qui, corri corri di la, dai che magari con tutto sto moto espellono pure tutte le tossine che hanno in corpo. Non abbiamo Politici ma 100metristi dell’opportunismo. Questi non sono mossi da ideali e pensieri politici, ma dalla poltrona più larga per posare i loro culoni. Domani magari L’umberto è nel PD e Mastella…no va beh, povero Masti, lui non lo tocco, che se no dicono che lo lincio, lascia stare che qui la lince è lui, furbone il patatone Matella, che quanto ci vuoi scommettere che nel giro di qualche mese ci mette su la Nuova Dc, bella Balenottera Binaca. E poi c’è il mitico Grillino che salta giù con scatto felino e va nel gruppo misto (deambulanti politici/ collocamento), Texas Willer Bordon che scatta sulla fascia, abbandona l’ulivo e mi fonda Unione Democratica, Veltroni che col suo Veltronismo prende esempi da Berlusconi e il suo Berlusconismo e fa il filo, ma solo politico badate, a Veronica Lario che però siccome di ismo e ismi ne ha già abbastanza in casa decide che voterà per la Bindi, che tra Donne? Ci si capisce. Qua l’unico ismo che c’è, è quello più in voga tra i nostri cari eletti, il Menefreghismo istituzionale.
Altro che allegria, c’è da piangere. Sembra una telecronaca di Pizzul con tutti sti movimenti.
Non ci resta che…Bongiorno e buonanotte, al secchio.
: Ogni tanto la memoria mi fa brutti scherzi, ma non ricordo quali.
Basta! Non ne posso più di tutti questi telefilm sui medici “americani” che ormai imperversano in televisione, da Dr House ( che in sé è forse il meno peggio, ma solo per come è disegnato il protagonista caratterialmente.. ma avete presente che quello parlava con stuart Little prima di intraprendere la carriera medica? Un motivo ci sarà se è così.) per passare a gray’s anatomy fino all’ultimo Saved. Insomma cambiamo almeno genere, che ne so, gli spazzini o gli idraulici.
Che poi pensavo tra me e me a sicko, alle tematiche che affronta e a quello che mi era stato detto da delle ragazze americane con cui avevo parlato nella primavera scorsa, e poi a sti telefilm qua, insomma qualcosa non quadra, sarà forse che il cinico dr House e i giovinastri di Gray’s Anatomy si scervellano tra una pasticca e una lamentela amorosa solo per chi ha i dindoni? E forse i paramedici di Saved col piffero che si sbatterebbero su e giù per la città se non fossero sicuri dell’assicurazione del povero mal capitato da recuperare. Se fossero nella realtà, House menerebbe per aria il suo bastone mandando più della metà dei pazienti al diavolo, fuori del suo ospedale, i giovinastri di Gray’s Anatomy nemmeno considererebbero il malato, presi come sono dalle loro slinguazzate in corsia. E poi ci lamentiamo dei nostri medici, infermieri (sottopagati) isterici? Almeno all’ospedale ci fanno entrare, sull’uscita non garantiscono...non tutti, ma almeno non c’è selezione all’entrata. Ve la do io la medical division!
La guerra, qualunque essa sia e per qualunque causa sia combattuta ha il brutto difetto di trascinarsi dietro una scia di morti impressionante anche dopo la “fine” del conflitto.
Tante sono le cause che provocano questi decessi a posteriori, v’è quella dell’uranio impoverito che dal 96 al 2006 avrebbe portato alla malattia circa 255 soldati impegnati in varie missioni in quel arco temporale, balcani, Afghanistan, Iraq e Libano, secondo i dati del servizio sanitario militare. 37 di loro sono deceduti. 1.427 i militari malati invece che non hanno partecipato a missioni fuori area, ma che probabilmente hanno maneggiato i materiali incriminati all’interno dei poligoni di tiro, a questi non sono però stati inclusi quanti avevano già ricevuto il congedo da anni o che non hanno intentato azioni legali di nessun tipo, il numero quindi, come sempre in questi casi, è totalmente indicativo o “indicato” dagli enti governativi, difatti Domenico Leggiero, dell'Osservatorio militare, dice di essere in possesso di "un documento della sanità militare dello Stato maggiore della Difesa" in cui si parla di "2.536 militari affetti da patologie tumorali, di cui 164 deceduti", insomma come al solito in Italia i conti non tornano mai o non vengono mai fatti tornare, Parisi e il suo
ministero sotto accusa per aver divulgato numeri al ribasso annunciano la creazione di un centro apposito per seguire, studiare e catalogare la casistica allucinante creata dall’ennesima grossa bugia. Ammonterà a circa 170 milioni di euro il risarcimento che dovrà risarcire le vittime del dovere, compresi i militari italiani morti o malati per presunta contaminazione da uranio impoverito.
Per avere accesso al risarcimento deve essere riconosciuta la causa di servizio, e al fine di accedere ad esso basta "l'evidenza di partecipazione ad attività in particolari condizioni di ambiente operativo". Sarà vero? Sarà per tutti?
E intanto a Colleferro (Roma) è esplosa una fabbrica di armi che ha provocato un morto e più di una decina di feriti, di cui uno grave. Si dice che all’interno della fabbrica si producessero le cluster bomb (bombe a grappolo) che dovrebbero, almeno in Europa, essere state messe al bando, le cause del disastro potrebbero, secondo voci varie, essere riconducibili alla rottura di un macchinario che miscelava magnesio e potassio per la costruzione dei razzi illuminanti che vengono sparati dai mortai appunto per illuminare le aree mirate. Insomma, non bastano le maledette mine antiuomo, le munizioni all’uranio sparse su mezzo pianeta. Forse qualcuno dovrebbe tornare a parlare anche degli arsenali Americani sparsi qui e la per l’Europa, Italia compresa, che stoccano armi di tutti i tipi, anche nucleari, più o meno potenti e via dicendo.
Mi ricordo che mio nonno diceva sempre: “Ah la Guera, l'e n brut lavor!” e aveva ragione.
Spero abbiate pazienza di leggere, ma ridurre a poche righe in certi casi non è possibile.Oggi mi soffermo su un problema che in Italia assume ormai proporzioni da conflitto armato.Parlo di quello che in Europa gli esperti cominciano a denominare Femminicidio e che il ministro per i diritti e le pari opportunità Barbare Pollastrini definisce “La strage delle innocenti”, definizione che Vera Schiavazzi utilizza anche per titolare il suo articolo sull’ultimo numero di Panorama.E proprio da qui, da quest’articolo che mi è capitato tra le mani, io parto buttando giù qualche dato che quanto meno dovrebbe far riflettere e che sicuramente è uno dei sintomi più gravi di qualcosa che nella cultura e nella società italiana si è rotto.I casi di violenza sulle donne sono costanti ed efferati, basti pensare solo alle ultime settimane per avere un’idea di come ormai sia sistemico il problema, a Torino Sara Wasington, 22 anni, viene uccisa con un pugno, uno solo, nella notte tra il 27 e il 28 settembre, da quello che da tre anni era il suo amico del cuore, oppure Maddalena Citon uccisa in casa, in provincia di Treviso dai figli che da anni la maltrattavano, Camilla Chignoli di 22 anni neolaureata e uccisa con quattro colpi di pistola dal padre in seguito ad una lite sulle sigarette, la ragazza di 23 anni al quinto mese di gravidanza, violentata dall’amico che l’aveva accompagnata per una ecografia a Sesto Fiorentino il primo ottobre e per concludere gli esempi i fatti di Garlasco .Secondo l’articolo le donne uccise nei primi 6 mesi del 2007 sono 57, in 47 casi l’assassino è stato arrestato, 10 sono liberi, qui c’è da ricordare che poi anche la giustizia si inceppa, come nel caso di Luca Delfino, già accusato e arrestato per l’omicidio della ex Luciana Biggi e poi rimesso in libertà, ora è nuovamente agli arresti per aver ucciso a coltellate Maria Antonietta Multari.
Le donne, spiega l’articolo, sono belle ragazze, adolescenti, anziane, insomma è un fenomeno trasversale che va a colpire l’emisfero femminile nelle sue varie sfumature. Altro dato raccapricciante è quello dei tentati omicidi nei confronti di donne prendendo in esame il periodo che va da gennaio a giugno 2007 secondo la polizia di stato: sono 141 con però 137 colpevoli arrestati, e badate bene che il numero degli arresti è reso possibile solo al fatto che le donne vittime di violenza negli ultimi anni hanno trovato sempre più coraggio per denunciare le loro storie, cosa che fino a 10 anni fa era molto meno frequente e che rendeva l’individuazione di violenze domestiche assai problematica per le forze dell’ordine per ovvie ragioni. Ma andiamo avanti con i numeri sempre riportati dall’articolo: le vittime per lesioni sono 10.383, ma solo 5.396 sono i denunciati, poco più della metà. Invece i casi della prima parte del 2007 riferiti a stupri o abusi sono stati 1.805 con 1.242 denunciati. Tutti reati, ad eccezione degli omicidi, in forte aumento a confronto con lo stesso periodo 2006: 37% in più per i tentati omicidi, 32% in più per lesioni, 16% in più per violenza sessuale. In Italia, questi delitti chiamati ancora “passionali” sono aumentati del 23% nel 2006 e l’80% di essi è commesso da familiari o persone comunque in stretta confidenza con la vittima. Il ritratto degli assassini si delinea così: ex fidanzati, mariti, amici cari, pretendenti respinti, figli o parenti e via dicendo, i motivi appaiono apparentemente come semplici, una separazione, un litigio, un pretendente respinto, questo per il 33% dei casi, mentre un altro 22% viene segnato come raptus, poi c’è un 10,9% che sconvolge perché riguarda i casi in cui dalle verifiche giudiziarie non appare nessun problema evidente, insomma quasi a dire: fatto per essere fatto.
Ora è ovvio che in Italia i valori di paragone tra uomo e donna non sono paritetici e lo si desume dai punti chiave politici o dirigenziali che ancora vengono in molti casi preclusi alle donne, è un problema di cultura e molto grave che dovrebbe trovare una soluzione radicale. Gli omicidi in famiglia nel 2005 hanno superato quelli commessi dalla criminalità organizzata, sono ormai due o tre anni che le stime si aggirano mediamente sulle 100 donne uccise l’anno, << C’è il sentimento ancestrale che la donna, moglie, fidanzata,amica sia un’ oggetto, una cosa che può essere dominata, o eliminata quando non si controlla più>>
Mastella e la Pollastrini stanno per portare in parlamento un disegno di legge con sanzioni più severe, che tratti anche di stalking, fenomeno che in Italia non è ancora reato. Staremo a vedere. Ma intanto come in molte altre cose l’Italia deve uscire da questi mali endemici del nostro paese e cercare di raggiungere l’Europa anche su diritti come questi che non possono prescindere in un paese come il nostro.
Di seguito alcuni link per maggiore chiarezza sull’argomento, sui centri anti violenza sparsi sul territorio per prevenire e assistere le vittime. Sono conscio della lunghezza del post, ma sono rimasto sbalordito, soprattutto per l’intermittenza che danno i media all’argomento accendendo i riflettori solo quando si può fare della morbosità un’arma per l’audience.
http://it.wikipedia.org/wiki/Stalking
www.demetra.ch/pdf/fontaine01.pdf
(tutti i dati e alcuni passaggi sono ripresi dall’articolo di Vera Schiavazzi apparso sull’ultimo numero di Panorama 11 ottobre 2007 n°41)
In fine vi passo il link a questo blog dove si parla di un altro caso eclatante di violenza sempre per la serie: ”non ci sono limiti alla stupidità”
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2007/09/23/libere

la foto in alto risale al secondo conflitto mondiale, questa qui sopra al conflitto iracheno.
Ostia patacca, paz è rientrato nella terra della nebbia perenne dopo aver affrontato trenitalia per la seconda volta nel giro di 4 giorni. Mi sento quasi un'eroe, tra andata e ritorno quasi 9 ore di treno. Questa volta decido di sedermi nei posti in prossimità della fine del vagone, per la prima mezz'ora non è successo nulla ma poi una delle porte pneumatiche del vagone ha cominciato a dare segni di morte, morale 3 ore di viaggio con la porta esattamente oltre il leggero muro che la separa dallo scompartimento che fischiava e rumoreggiava...avete presente quando il treno sta per partire che rumore fanno le porte quando si chiudono, con quel suono fastidioso e poi quel soffio..? Ecco, ora voi immaginate di avere questo concerto per quasi tutto il viaggio e di non potervi nemmeno sedere al centro del vagone o dalla parte opposta per evitarne il rumore in quanto è tutto occupato, siete li impotenti, vedete un controllore..ma..no, non avete la forza nemmeno di lamentarvi, la risposta sarebbe la stessa: Trenitalia si scusa per il disagio. E fine della storia!Fiducia, fiducia...uhm questa parola è una gran bella parola..ma bisogna meritarsela, e ci vuole onestà...di norma dico di dare fiducia, ma poi prima di darla metto duramente alla prova, esami su esami. Prima di accattarsi la mia, quella vera, ce ne vuole. E pochi ci riescono. non metto sotto pressione, lascio semplicemente che le cose si evolvano da loro, ponendo quà e là qualche esamucolo verificatore e poi valuto. Molte bocciature, poche promozioni
Ho buttafuori molto esigenti all'ingresso del mio locale cerebrale, e comunque oggi più che mai.
Non si effettuano rimborsi, è nuovamente periodo di selezione, di individuare cosa è compatibile col mio percorso futuro e cosa no, senza rancori ne nostalgie. E' la vita, fatta di decisioni!