Non mi ricordo dove, in quale film c’è un personaggio che espone il teorema secondo cui i grandi se ne vanno sempre tre alla volta, credo sia “ scommessa con la morte” per la regia di Buddy Van Horn , in cui tra l’altro troviamo Clint Eastwood come attore protagonista nei panni del noto ispettore Harry Callaghan, oltre ad un cameo dell’ancora sconosciuto Jim Carrey. Parto da qui, da questa breve parentesi, da questo piccolo frammento di negativo cinematografico( negativo inteso come pellicola) e faccio un Blow-up, un ingrandimento. Questa volta non per trovare le eventuali tracce di un omicidio, ma soltanto per parlare di tre grandi persone che un negativo, un piccolo frammento non potrebbe in alcun modo contenere, per un fanatico del cinema come me andare a letto sapendo che Ingmar Bergman non c’è più è triste, ma svegliarsi e apprendere che pure Antonioni si è spento mi lancia in uno stato traumatico, leggendo poi le news sul sito dell’ANSA scopro che anche Michel Serrault, uno dei più bravi attori francesi, famoso anche per aver recitato ne : (Il Vizietto) di Eduard Molinaro girato nel 1978 con Ugo Tognazzi ed aver lavorato con registi quali Clouzot, Chabrol, Mocky, Lautner, Audiard, Blier e Kassovitz, è morto.
Così la mia mente ritorna alla cine-battuta con cui ho aperto, un procedimento che mi risulta naturale.
Tre nel giro di due giorni, una trinità difficile da sostituire oggi come oggi nell’attuale panorama cinematografico, in cui purtroppo anche le tanto acclamate rivelazioni anni 90 ( vedi Tarantino) finiscono per deludere nel breve tratto di una decade o poco più, vedi l’ultimo lavoro e il probabile vuoto creativo riempito da tutti quei: TARANTINO PRESENTA, TARANTINO CONSIGLIA, TARANTINO PRODUCE, ma un film vero, nuovo, intelligente, valido e che non riempia le sale solo per il nome, quand’è che lo fa?
In Italia è assai più dura, qualcosa di buono lo si cava, se evitiamo il monopolio recitativo Buy/Accorsi presente in 9 film su 10, non che manchino i buoni film, ma il fatto è che un buon film è anche un bel film ed è qui che ogni tanto si scivola, oltre ad una cultura cinematografica latente, di cui non è certo lo spettatore l’artefice, ma l’industria per lo più. Voglio dire: ma se manca la materia, il bel-buon film italiano, invece di riempire tre sale coi TRANSFORMERS, in una almeno mettete un film dell’immenso patrimonio cinematografico italiano, se al pubblico non proponi l’alternativa è ovvio che si aliena sui modelli presenti. In tutto il mondo, persino nell’America Hollywoodiana capita di imbattersi in una proiezione vecchia, spesso Fellini, Leone e tanti altri, perché non qui? Perché non Harry potter in sala 1, Transformers in sala 2, GrinderHouse in sala 3, e Un’americano a Roma in sala 4?
Tentar non nuoce. Manca il coraggio? Questione di soldi? Se è così allora preservare il cinema italiano è impresa assai ardua, inutile piangersi addosso allora.
Va anche detto che certi lavori andrebbero riproposti in sala perché è li che si respira appieno la loro vera dimensione, vedere la dolce vita in dvd va bene, ma è un po’ come vedere il Guernica di Picasso in una piccola stampa appesa davanti al Water, non dà certo la giusta dimensione dell’opera, non come vederla dal vivo, in un museo nelle sue dimensioni, in un contesto più appropriato.
Noi, qui nello stivale, di cose buone ne abbiam fatte, per comodità ne metto Tre così rimango in tema, ovvio che ne tralascerò, ma va bene così.
Tre tra le tante, la pittura, la musica e il cinema ( per agganciarmi al contemporaneo).
Allora chiudo questo post, un poco critica, un poco sfogo e un po’ tributo a Tre grandi.
-Gaetano: “Cioè, Se ti sto ricendo che parto, parto…e poi me ne vac Fefè nu ce la faccio cchiù! Cioè, chell che è stato è stato, basta! Ricomincio da tre!”
Lello: “Da zero!”
Gaetano: “Eh?”
Lello: “Da zero! Ricominci da zero!”
Gaetano: “Nossignore, ricomincio da… cioè, tre cose me so’ riuscite ind’a vita, pecchè aggià perdere pure cheste?! Aggià ricominciare da zero?! Da tre!… Me ne vac, nu ce la faccio chiù…” –
(tratto dal film “Ricomincio da Tre” di Massimo Troisi) giusto per concludere con un’altra cine-battuta, da tre son partito e con tre finisco, anzi, ricomincio.

BUONA VISIONE A TUTTI
“Abito sempre nel mio sogno e di tanto in tanto faccio una visita alla realtà.” (Ingmar Bergman)
E quando capiti nella realtà allora ti incazzi, ma ti incazzi come una bestia sulla cui coda un tir ha fermato la ruota, una di quelle grosse che un poco somigliano alla stazione orbitante di 2001 odissea nello spazio, è quando capitomboli nella realtà che invece inizia un altro film, odissea nello schifo.
Padre, perché mi hai abbandonato? Ecco, su rispondi, perché non sei in grado di rispettare i patti? Le promesse? No, divisi per divisi io non ci sto alla balia perpetua dei genitori, alle mareggiate dei loro scazzi, costanti, quotidiani, ma che cosa devo fare? Pagare pure l’euro e rotto per il quotidiano dello scazzo?
Qui miei cari lettori non si tratta di moralità, molti nella stessa situazione converranno con me che la moralità in queste situazioni può anche andare a farsi sfottere, lei ed eventuali partner leciti ed illeciti, e che dio non abbia pietà di loro, qui si tratta di pecunia, vil denaro, miseri pezzi di carta, non voluti a priori, ma dovuti, eccome!
Mi si presenti qui, ora, immediatamente chi sostiene il family day…si quello, proprio quello che forse molti si sono già dimenticati, quello sponsorizzato dai porta cilicio con uno stipendio da migliaia di euro per dire broccolate, quello sponsorizzato dalla più grande internazionale di divorziati/ pluri ammogliati/ celtico dolmen accoppiati guidati da ( e scusate se è poco) persone che sinceramente di famiglia e dei suoi problemi ne sanno tanto quanto io ne so della coltivazione idroponica..ehm pardon, esempio sbagliato, della coltivazione di pomodoro marmande, ma secondo voi che cazzo ne so io del pomodoro marmande? Nulla, se non che ho letto qualcosa 5 secondi fa per spiattellarvi un esempio in fretta e furia ( l’altra opzione era la banana, ma era scontata).
Dicevo dunque, che qui si tratta di soldi che qualcuno dovrebbe, soldi che servivano per uno scopo(non siate curiosi, son capperi miei), soldi che adesso a quanto pare non vedrò. Qualcuno obbietterà che dovrei lavorare, lo faccio, e quel poco che prendo lo lascio in casa perché è così che va, ma come si suol dire chi sbaglia deve pagare, o comunque chi ha responsabilità di una famiglia la deve portare avanti, non vale la formula piglio l’uscio e ciao, no, perché li scatta l’ira funesta, che altro che le miserrime rane, cavallette o quel che volete bibliche, io faccio cadere prima le merde, e poi le vacche frisone che le hanno cagate, ci siamo intesi??
E tiro in ballo il Family ché???? Perché qui si parla di un vero fanatico del cristian cattolico ve lo metto nel culo, lui e tutta la famiglia sua, 3 generazioni DC per intenderci, e a tavola si parla di preti e di papi e di qui e di là, e la nonnina guarda Emily fede..ma fede in cosa poi? Che l’Italia, piccola italietta miserrima si converta alla sua luce guida? Vedete come è facile partire da un padre che dovrebbe per onor del suo ruolo darti del dinero e arrivare a parlare di quanto semolino tirato in strada l’Italia è cosparsa, ma quelli che dovrebbero scivolarci su col cazzo che ci finiscono, solo i poveri scemi si rompono l’osso del collo.
La mia moralità l’ho messa in un cassetto che poi s’è bloccato e non si vuole più aprire, la famiglia è formata da quelle persone che realmente ti vogliono bene, i legami di sangue sono un vaticinio troppo a lungo sventagliato ai quattro venti per vero, un po’ come la storia che fare sesso prima del matrimonio o masturbarsi è peccato, se è così allora prenotatemi un bel posto al purgatorio o all’inferno, per quel che vale tanto. Tra l’altro giusto per buttarla li, liscia liscia come una merda che non ti aspetti, quei due…quelli del bacio “gay” che son stati denunciati, beh loro il semolino l’hanno preso in pieno, Berlusconi che al Family Ché??? parlava ma che poco prima toccava culi a destra e a manca e che peccatucci di coscienza ne ha non l’ha mica preso, no no, lui è già unto dal signore, non cià mica bisogno del semolino, mo va tè che culo!!
E se notate refusi/ errori nel testo, beh amen, mi tirava riguardarlo!
Per la cronaca, arrivato a casa apprendo che Ingmar Bergman è morto, che giornata di merda, ho aperto con un suo aforisma, chiudo con un altro suo aforisma.
Spero di non diventare mai così vecchio da diventare religioso.
Alla facciaccia nostra!
Passando per il tropico del cancro ho notato una piccola farfalla che volava, l'ho osservata per un poco, incuriosito dal suo leggero modo di danzare. Zuppo di sudore e piegato in due dal caldo e dall'umidità non potevo distogliere gli occhi da quel perpetuo, costante inno alla gioia. Io in quel posto, in quel momento, con quel caldo, di gioioso non ci vedevo nulla, ma quella farfalla mi dimostrava che io mi sbagliavo, mi stava dicendo che non bastava avere gli occhi aperti, non serviva, dovevo aprire la mente, trascendere coi sensi.
Ok, si lo avevo detto che avrei scritto al massimo altri due post, ma non è così e lo sapevo benissimo, in qualche modo tra una pausa e l’altra nel lavoro che sto preparando per altri, così che anche quando sarò via entrino soldi, trovo qualche minuto per scrivere, e allora lo faccio, punto!
Vi lascio con qualche consiglio di pellicola, qualche film che mi è capitato di vedere negli ultimi mesi. Non parlerò di film che ho visto mille volte, magari cose che voi avete già visto, ma poco importa.
Qui stilo una specie di classifica nell’ordine del mio gradimento personale.
Al primo posto uno degli ultimi che ho visto quest’anno, in dvd, trattasi del film “Truman Capote: a sangue freddo”. Il film, dell’ esordiente regista Bennett Miller parla di come appunto è nato il romanzo-documento ( genere la cui paternità è attribuita allo stesso Capote) rivelazione nel panorama letterario americano e non solo, “A sangue freddo” ultima opera compiuta dello scrittore, già famoso per “ Colazione da Tiffany”. La storia parla di un massacro di un’intera famiglia, Capote si reca sul luogo inizialmente per scrivere un articolo, ma ben presto la volontà di scriverne un libro si manifesta portandolo per quattro anni avanti e indietro tra Holcomb, cittadina del Kansas e teatro del massacro e New York, sua città di residenza, quattro anni in cui Capote intervista ogni persona che abbia avuto contatti diretti o indiretti con le vittime, nel frattempo inizia uno stretto e ambiguo rapporto di visite e interviste con Perry Smith, uno dei due assassini, a cui Capote si legherà molto.
Interpretato da un Philip Seymour Hoffman da Oscar, che intempretà in maniera magistrale lo scrittore americano, tanto da poterli confondere. Ottimo Film, davvero da vedere, essenziale nell’esposizione, nello svolgimento e persino nei colori.
Il secondo film invece è un’altra opera prima di un altro regista esordiente, ma solo dietro la macchina da presa, si parla infatti di Tommy Lee Jones al suo debutto dietro la macchina da presa, con ottimi risultati direi, “Le tre sepolture” è un film che mi è piaciuto tantissimo.
Melquiades Estrada è un immigrato messicano che viene ucciso da un poliziotto di frontiera, Pete
interpretato da Jones è il suo unico vero amico, questo decide, nonostante i tentativi di insabbiamento della polizia, di scovare l’assassino del suo amico, lo costringerà poi attraverso un lungo viaggio fino al paese natale dell’uomo morto per dargli degna sepoltura.
Tommy Lee Jones si addentra nel tema dell’amicizia che non conosce frontiere ne pregiudizi in un lavoro che sfocia quasi in un western contemporaneo, non mancano infatti riferimenti sottili all’opera cinematografica di Sam Peckinpah, uno dei padri del western americano, La morte cavalca a Rio Bravo (1961), Cane di paglia (1971), Getaway! (1972), Voglio la testa di Garcia (1974), solo per citarne alcuni.
A questi due film su cui mi sono dilungato un poco, ne aggiungo un altro, ma in maniera meno prolissa, è o dovrebbe ancora essere nelle sale cinematografiche, ed è “Io e Beethoven” con uno splendido e divertente Ed Harris ed una bellissima e brava Diane Kruger. Il compositore ormai afflitto da sordità è alle prese con la sua opera memorabile, la nona sinfonia, Anna Holtz, interpretata dalla Kruger è una giovane musicista che viene inviata da Beethoven per aiutarlo a concludere entro i tempi l’opera, tra mito e leggenda la ragazza sarà fondamentale col suo aiuto, non solo di copista, nella realizzazione della Nona, un film divertente e a tratti melanconico che si addentra in maniera semplice alla fase finale del grande compositore, ma senza nessuna presunzione di volerne ridisegnare lo stile, la vita o il carattere, impresa che comunque risulterebbe assai ardua.
Buona visione a tutti
Signori ci siamo, tra il 7 e l'8 il vostro amatissimo toglie le tende fino alla fine del mese, ed è solo l'inizio, dove mi porterà l'estate non lo so, ma si parte, non si può più rimandare.