Prendi una sera come tante, questa per esempio, un'amica fedele e la voglia di svuotare un pò la mente.
Dunque ci siamo, ormai è luglio, il mese della nevrosi. È il momento in cui molti si snervano su cosa fare nei giorni di vacanza, dove andare e con chi, quanto si può spendere e via dicendo.
I cervelli si scaldano in attesa del semaforo verde.
Beati quelli che partono quindi, chi ha molti giorni per rilassarsi, un in bocca al lupo a quelli che invece devono incastrare pochi giorni liberi con mille pensieri, che tanto sanno che torneranno ancora più stressati.
Si dia il via al grande lotto vacanziero, rombino i motori sulle autostrade povere di 500 ormai e stracolme di SUV. Se ci pensate bene girando ormai sembra di essere nel golfo, non ho mai visto girare tanti hammer e similari se non nelle immagini di guerra, sarà che la vacanza è sempre una grande battaglia, MAH!?
Il sottoscritto ovviamente non sa ancora nulla, qualche possibilità c’è, ma bisogna valutare tutti i fattori, le coincidenze e tutta una serie di causa che mi strambellano le palle a dir il vero, deciderò quindi, deciderò il giorno prima, poi salirò su di un treno, pregando, perché a salir sui treni c’è sempre da pregare, e poi si vedrà.
Quindi buone vacanze a chi partirà nell’immediato, buone vacanze a chi partirà più avanti, buona fortuna a chi non parte proprio e in bocca al lupo a chi come me fa tutto all’ultimo senza troppi pensieri.
Nell’attesa di partire butterò giù qualche altro post mi sa…per non perdere l’allenamento!


Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi, scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos'altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha le lasagne? Ostia che fame che ho!

Ho smarrito il dado e con lui i tiri a mia disposizione.
Perso nella giungla di pensieri, potrei fermarmi a cercarlo, ma dove?
Nella folta vastità risulta un'impresa assai ardua, avanti, avanti così, senza pensarci. Che altro si può fare?

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell'airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
- Fabrizio De André -

We lose - because we win -
Gamblers - recollecting which -
Toss their dice again!
-Emilydickinson-
Dove erano i bambini che avrebbero dovuto giocare con le loro palle colorate sui bordi di questa strada?
Chissà se anche li la primavera prima o poi.....
con la coda dell’occhio.
Ho rivisto qualche giorno fa uno dei film che forse mi scuote di più dentro, nel suo dramma umano ambientato nell'ottocento, eppure cosi attuale nel descrivere l'abberante violenza umana. Tratto dal lavoro teatrale dello scrittore tedesco Georg Büchner, scritto tra il 1836 ed il 1837, il film di Werner Herzog del 1979 si attiene, salvo qualche modifica nell'impianto narrativo per esigenze di scorrevolezza, alle scene dell'opera teatrale, consegnandoci un lavoro molto oscuro, in cui Klaus Kinski sembra disegnato apposta per quel ruolo.
Come dicevo, questo film riesce sempre a creare dentro di me un profondo stato di inquietudine durante la sua visione, è un crescendo perpetuo, un ronzio nervoso che si accumula nel cervello.
Woyzeck è l'uomo che non ha posto per un Dio o una morale, perchè riempito tutto dal mantenere a fatica una donna ed un figlio, tanto che oltre a servire l'esercito come soldato semplice, il più semplice che ci sia, si offre anche come cavia agli esperimenti di un medico senza morale ne rispetto che vive solo per l'ambizione sua personale.
WOYZECK: Noi povera gente...Vede, signor capitano: soldi, soldi! Vorrei proprio vedere uno di quelli come me mettere al mondo un figlio con la morale! [...] Siamo disgraziati in questo mondo e in quell’altro, noi. Credo che se andiamo in cielo dobbiamo aiutare a fare i tuoni.
Woyzec viene tenuto nella sua posizione, schiacciato a terra dai piedi(come viene reso nella prima scena) di chi detiene, in maniera falsa e arrogante, le redini di un sistema che fa comodo così perchè suddivide l'uomo in due categorie, chi comanda e chi è costretto a subire e a servire il potente. Non c'è modo di uscire da questa dinamica creata e sostenuta dai detentori del potere e dalla Chiesa che fa apparire anche una bella giornata come un'inferno che non ha senso continuare a sopportare nella sua irrazionalità.
WOYZECK: C’è bel tempo, signor capitano. Vede, un cielo così bello, fisso, grigio; verrebbe voglia di piantarci un chiodo e impiccarcisi.
L'insensata cattiveria , la presunzione dell'uomo, arrivano a schiacciare il povero Woyzeck anche nell'amato nucleo familiare, scaraventandolo fuori come un sacco della monnezza.
WOYZECK: Perché Dio non soffia sul sole e lo spegne, che tutti si rotolino l’uno sull’altro nella lussuria, maschio e femmina, uomini e bestie? Fatelo alla luce del giorno, fatelo sulla mano di qualcuno, come le mosche!
WOYZECK: Hai una bocca rossa, Marie. E neanche un segno su? Marie come sei bella, come il peccato; può essere così bello il peccato mortale?
La ferocia dell'ambiente in cui è "costretto" a vivere spingono inevitabilmente Woyzeck a fare uso di quell'impulso violento, che però nel suo caso definirei più animalesco, primitivo, naturale, come quella natura di cui Woyzec sente il grido, le voci, che lo ossessiona, portandolo ad un'estremo epilogo.
Un'opera che, sia nella sua veste teatrale, sia in quella cinematografica, ribadisce sempre quella stessa dinamica che percorre il filo del tempo come un'immensa onda che travolge tutto, senza mai perdere però la sua distruttiva energia cinetica, che anzi aumenta tragicamente nello scorrere del tempo.
Mentre camminavo fra i fuochi dell' Inferno, deliziato da quei godimenti del genio che agli Angeli appaiono come tormento e insania, raccolsi alcuni dei loro Proverbi; pensando che così come i detti che s'usano in una nazione ne designano il carattere, allo stesso modo i Proverbi dell' Inferno renderanno palese la natura della sapienza Infernale meglio di una qualsiasi descrizione di edifici o abbigliamenti.
Quando me ne tornai a casa, sull'abisso dei cinque sensi, dove uno scosceso pendio minaccia il mondo presente, vidi un Diavolo possente ravvolto in nuvole nere che si librava sui fianchi della roccia: con fuochi corrosivi scriveva la frase seguente, che ora le menti degli uomini percepiscono, e sulla terra la leggono:
Che ne sapete se un qualunque uccello che taglia le strade dell'aria non è un immenso mondo di delizia chiuso dai vostri cinque sensi?
- William Blake -