sabato, 30 giugno 2007, ore 02:05

spritzPrendi una sera come tante, questa per esempio, un'amica fedele e la voglia di svuotare un pò la mente.
Prendi un baretto molto carino, in una piazzetta altrettanto carina e silenziosa.
Prendi il fatto che non parli con un amico/a in maniera diretta e seria da mesi.
Prendi che comunque non sei di tante parole quando si tratta di parlare di te e non solo di fare il cretino.
Se prendi tutto ciò in considerazione, allora prendi anche uno spritz bello, fresco e tonico e tutto filerà liscio come l'olio, nulla ti potrà fermare dal vomitare molto di ciò che hai dentro.
Prendi tutto ciò e ne otterrai una serata spritzante, prendilo e sorridi alla vita!
paz83

giovedì, 28 giugno 2007, ore 13:11

Il_sorpasso_di_Dino_Risi__1962Dunque ci siamo, ormai è luglio, il mese della nevrosi. È il momento in cui molti si snervano su cosa fare nei giorni di vacanza, dove andare e con chi, quanto si può spendere e via dicendo.

I cervelli si scaldano in attesa del semaforo verde.

Beati quelli che partono quindi, chi ha molti giorni per rilassarsi, un in bocca al lupo a quelli che invece devono incastrare pochi giorni liberi con mille pensieri, che tanto sanno che torneranno ancora più stressati.

Si dia il via al grande lotto vacanziero, rombino i motori sulle autostrade povere di 500 ormai e stracolme di SUV. Se ci pensate bene girando ormai sembra di essere nel golfo, non ho mai visto girare tanti hammer e similari se non nelle immagini di guerra, sarà che la vacanza è sempre una grande battaglia, MAH!?

Il sottoscritto ovviamente non sa ancora nulla, qualche possibilità c’è, ma bisogna valutare tutti i fattori, le coincidenze e tutta una serie di causa che mi strambellano le palle a dir il vero, deciderò quindi, deciderò il giorno prima, poi salirò su di un treno, pregando, perché a salir sui treni c’è sempre da pregare, e poi si vedrà.

Quindi buone vacanze a chi partirà nell’immediato, buone vacanze a chi partirà più avanti, buona fortuna a chi non parte proprio e in bocca al lupo a chi come me fa tutto all’ultimo senza troppi pensieri.

Nell’attesa di partire butterò giù qualche altro post mi sa…per non perdere l’allenamento!

Vacanze romane

paz83

martedì, 26 giugno 2007, ore 22:24

veltroni
Domani, l'Enfant prodige della politica italiana Walter Veltroni scioglierà le riserve per quanto riguarda la sua candidatura per la corsa alle primarie che decideranno  il volto guida del probabile partito democratico.
Al grido di meno sogni e più certezze Veltroni sembra per ora la figura che gran parte del popolo di sinistra aspettava, ammesso che anche quelle forze super radicali lo aspettassero, Veltroni è sempre stato, o comunque si è sempre definito ispirarto da un simil pensiero kennediano, vedremo se sarà lui l'uomo destinato a raccogliere sotto di sé l'unità delle forze sinistrorse. La curiosità, mista anche ad una certa speranza, visto l'andazzo, è tanta.
Ma ripetendo le sue parole, meno sogni più certezze, vien da chiedersi se nella loro testa il partito democratico è una certezza oppure solo un sogno ispirato dal nobile sentimento di risollevare una situazione disastrosa nella sinistra.
Per ora non resta che sperare nella nascita del nuovo partito che tanti clamori e prime pagine sta catturando.
Se Veltroni sarà l'uomo capace di tenere tutti sotto il suo pugno solo il tempo può dircelo, per ora non ci resta che piangere, piangere e sperare!
paz83
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categoria : politica, news, attualità

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martedì, 26 giugno 2007, ore 13:27


irvine%20WelshScegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi, scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos'altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha le lasagne? Ostia che fame che ho!

lasagne

paz83
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categoria : libri, cinema, arte, in-visioni cinematografiche

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lunedì, 25 giugno 2007, ore 14:06

Ho smarrito il dado e con lui i tiri a mia disposizione.

Perso nella giungla di pensieri, potrei fermarmi a cercarlo, ma dove?

Nella folta vastità risulta un'impresa assai ardua, avanti, avanti così, senza pensarci. Che altro si può fare?

paz83
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domenica, 24 giugno 2007, ore 13:46

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categoria : pensieri, sensazioni, emozioni, intimamente, io

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domenica, 24 giugno 2007, ore 13:43

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sabato, 23 giugno 2007, ore 21:05

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categoria : pensieri, mare, emozioni, intimamente, io

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sabato, 23 giugno 2007, ore 20:19

That's how it starts.
We go back to your house.
We check the charts,
And start to figure it out.

And if it's crowded, all the better,
because we know we're gonna be up late.
But if you're worried about the weather
then you picked the wrong place to stay.
That's how it starts.

And so it starts.
You switch the engine on.
We set controls for the heart of the sun,
one of the ways we show our age.

And if the sun comes up, if the sun comes up, if the sun comes up
and I still don't wanna stagger home.
Then it's the memory of our betters
that are keeping us on our feet.

You spent the first five years trying to get with the plan,
and the next five years trying to be with your friends again.

You're talking 45 turns just as fast as you can,
yeah, I know it gets tired, but it's better when we pretend.

It comes apart,
the way it does in bad films.
Except in parts,
when the moral kicks in.

Though when we're running out of the drugs
and the conversation's winding away.
I wouldn't trade one stupid decision
for another five years of lies.

You drop the first ten years just as fast as you can,
and the next ten people who are trying to be polite.
When you're blowing eighty-five days in the middle of France,
Yeah, I know it gets tired only where are your friends tonight?

And to tell the truth.
Oh, this could be the last time.
So here we go,
like a sail's force into the night

And if I made a fool, if I made a fool, if I made a fool
on the road, there's always this.
And if I'm sewn into submission,
I can still come home to this.

And with a face like a dad and a laughable stand,
you can sleep on the plane or review what you said.
When you're drunk and the kids leave impossible tasks
you think over and over, "hey, I'm finally dead."

Oh, if the trip and the plan come apart in your hand,
you look contorted on yourself your ridiculous prop.
You forgot what you meant when you read what you said,
and you always knew you were tired, but then,
where are your friends tonight?

Where are your friends tonight?
Where are your friends tonight?

If I could see all my friends tonight,
If I could see all my friends tonight,
If I could see all my friends tonight,
If I could see all my friends tonight
paz83
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categoria : musica

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sabato, 23 giugno 2007, ore 00:37

Ogni tanto il cielo cade e noi bestemmiamo.
Santi, i morti che di là su ci compatiscono.
Violenti nubifragi intestinali ci sconvolgono.
Poveri noi che per cose vane ci perdiamo nel pianto.
Santi quelli che deridono la sventura, quelli che ci pisciano sopra.
Una scheggia in un dito fermerà l’umanità convinta che in circolo sarà pompata fino al cuore.
Previdenti quelli che camminano nelle feci perché saranno già pronti per il domani.
Pena per quelli che si piangono addosso perché destinati all’annegamento.
Santi i trombettisti alfieri senza dimora.
Ogni tanto il cielo cade e noi crediamo che ci schiaccerà, ma si ferma sempre qualche metro prima.
paz83

venerdì, 22 giugno 2007, ore 02:38

Sono uscito fuori poco fa, mi ero fatto su una sigaretta, poco tabacco, giusto così, per il vizio più che altro. L’aria si è rinfrescata quel tanto che basta per poter godere di quel poco di umido refrigerio che il buio ti concede.
Ho guardato in alto, cercavo di indovinare le costellazioni credo, ma la mia mente si è persa nella profondità dello spazio. Mi succede sempre, credo sarei un pessimo astronomo.
Il mio sguardo saltellava qui e là, diviso tra il fumo che usciva dalla mia bocca e le stelle, consideravo che avrebbe potuto arrivare fino la su, avvolgerle, ma probabilmente mi sbaglio, non è possibile.
Quando osservo il cielo, di notte, ho sempre la sensazione che questo mi possa risucchiare o che da un momento all’altro qualcosa accada d’improvviso, enorme e imprevisto. Sfortunatamente niente di tutto ciò si scomoda per smuovere la routine di sempre.
Sono intimorito dal cielo la notte, il giorno invece, soprattutto se c’è il sole molto forte, m’irrita terribilmente.
Le cicale non la smettevano con il loro blaterare e hanno finito per distogliermi da ciò che il mio cervello produceva. Anche le cicale m’irritano se non sono educate. Credo sia passato un aereo ad un certo punto, doveva essere molto alto, il rombo dei motori è stato appena percettibile.
La notte riesco a produrre, durante il giorno il mio corpo si ferma con questo caldo, va in panne.
Ho spento la metà sigaretta che mi rimaneva tra le labbra e sono rientrato in casa lasciandomi alle spalle il silenzio del cortile con la campagna sullo sfondo, oltre il cancello di ferro battuto.
paz83
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categoria : cervello in vacca

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giovedì, 21 giugno 2007, ore 12:46

Pazzo mai
Eppure mai lontano
dal ludico ludibrio
o dal grottesco assurdo
Un recita-tragedie
Eppure
io chiedo il massimo alla poesia
il massimo all'arte
Solo l'assoluto deve adattarsi
all'Assoluta verità all'Assoluta bellezza
(Ah ipocrita postmoderno, vattene!)
lmpermeabile
come una roccia in un oceano
sopra le onde infrangibili
Samotracia irraggiungibile
su un promontorio
destinata a non cadere mai
o a non esistere mai
La Dea calva
o la Divinità rasata
viste da vicino
Che si muovano
e si voltino verso di noi
gesticolando
e scuotano il mondo
scuotano i nostri sensi
e sensori
e censori
Che i muri del tempio si scuotano
Che le stelle risplendano attraverso
un varco nel cielo
(come attraverso la volta del Pantheon)
per vedere 1 estrema
notte bianca
l'ultima
assurda visione

paz83
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categoria : poesia, arte, beat generation

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sabato, 16 giugno 2007, ore 13:13

1-45 015

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell'airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

- Fabrizio De André  -

paz83
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categoria : musica, poesia, nuvole

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mercoledì, 13 giugno 2007, ore 12:15

61035_1
paz83
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categoria : pena di morte

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martedì, 12 giugno 2007, ore 12:54

 

harry
È un po’ di tempo che non butto giù due righe. Avrei voluto scrivere di quello che ha cercato di scroccare un passaggio al volo sulla papamobile, forse dopo aver letto on the road, avrei potuto scrivere di come il g8 ormai sia diventata solo una cena di ritrovo tra vecchi compari apatici e di come, nonostante tutto, ci siano ancora dei deficienti patentati che invece di proporre idee trovano meno faticoso e certo più divertente far cagnara, spaccare vetrine, della serie; quando il cervello non lo vogliamo usare, nemmeno per sogno.
Potevo scrivere un mucchio di cose, ma sarebbero state le stesse cose di sempre, e allora perché farlo?
Ho pensato che invece avrei tanto voluto essere all’Harry’s bar a Venezia, sorseggiando un martini secco, secchissimo, e scambiare quattro chiacchiere con Hemingway, così, tanto per fare conversazione del più e del meno, con la convinzione che una volta rimessa la testa fuori il mondo non sarebbe comunque cambiato per quelle poche parole gettate al vento, ma sarebbe stato ugualmente piacevole.
Ecco, ho pensato che avrei potuto e che avrei voluto, ma l’ho solo pensato. D’altro canto gettarsi a scrivere cose rimacinate non vale il tempo impiegato e parlare con Hemingway risulta impresa assai ardua, dunque il tutto si è limitato al pensiero.
In fondo non c’è nulla di male nel pensare soltanto.
Sono restato immobile, osservando ciò che accadeva, non ho messo parola ne agito, lasciando che tutto scivolasse via, non ho preso parti e controparti ma non ho ignorato.
Non mi sono lasciato coinvolgere, almeno per quanto ho potuto. Volevo solo bere con Hemingway, ma non potevo. Mi sono interessato poco a tutto e a tutti, ho pensato a cosa avrei voluto fare io e mi sono reso conto di non poterlo fare, così l’apatia è scesa su di me, si sa che in questi casi ti avvolge come la nebbia in val padana.
Sono stato sul letto, girandomi e rigirandomi e magari accendendomi una sigaretta fatta su, aprendo ogni tanto un libro per vedere se Hemingway era all’Harry’s bar, a Venzia.
 
paz83

giovedì, 07 giugno 2007, ore 11:24

dado1

 We lose - because we win -
Gamblers - recollecting which -
Toss their dice again!

-Emilydickinson-

paz83
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categoria : poesia, sensazioni, urlo

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mercoledì, 06 giugno 2007, ore 13:21

Dove erano i bambini che avrebbero dovuto giocare con le loro palle colorate sui bordi di questa strada?

Chissà se anche li la primavera prima o poi.....

 

paz83

lunedì, 04 giugno 2007, ore 12:45

ruins_tulum
Mi sveglio leggermente distaccato, sarà forse per la bruschetta di 27,56 pollici, 70 cm circa con crema tartufata, funghi e prosciutto crudo, sarà forse per i sogni fatti, l’ennesima volta in cui il mio cervello mi scaraventa in un limbo felliniano, mi ritrovo in un torello goliardico insieme a Titta, mentre la Gradisca e l’harem di 8/2 ci osservano stupite e starnazzanti in un tifo eccitato, sovrastato ogni tanto dalle urla dei clown  che si danno all’allegro massacro in un tendone da circo che appena percepisco in lontananza manara_babelopcon la coda dell’occhio.
Tutto gira veloce come su di una giostra sadica, più veloce, ancora di più, fino alla nausea.
Dicono che in questi casi bisognerebbe bere alcol, ma di che tipo? Lo stomaco brucia un poco, no grazie!
Mi sveglio distaccato, ma il rumore insistente della pioggia fitta che batte sul lucernaio, quello lo sento, come un ronzio, implacabile già da molte ore.
L’acqua, sopra di me, mentre sogno, piano piano allaga tutto nel mio cervello, mi sommerge. Sto nuotando tra squali viola e canguri, sempre più a fondo. Sono in viaggio per Tulum, sott’acqua, mentre tutto in torno, ovattato si spande il suono della musica di Nino Rota.
Mi sveglio distaccato dal mondo, ed è un po’ com’essere strappati dal seno materno quando la mente si risveglia, tento una vana resistenza, ma l’ora è giunta implacabile e il cervello si desta violento.
Annaspo, reminiscenze dell’opera compiuta da Morfeo, Fobetore e Fantaso nel regno del padre Ipno.
Tam-Tam…lontani ma come una tempesta che s’avvicina veloce, suoni d’Africa, dalle pianure lontane, dalla giungla…emergo, emergo, sempre meno in profondità.
Annaspo, poi un tuono, forte, fragoroso come un gong che consacra la fine della cerimonia.
Occhi aperti, sbarrati, luce, mi sveglio distaccato da tutto, nulla compete, perché io sono tornato da Tulum.
paz83

domenica, 03 giugno 2007, ore 13:23

woyzeck2pm

Ho rivisto qualche giorno fa uno dei film che forse mi scuote di più dentro, nel suo dramma umano ambientato nell'ottocento, eppure cosi attuale nel descrivere l'abberante violenza umana. Tratto dal lavoro teatrale dello scrittore tedesco Georg Büchner, scritto tra il 1836 ed il 1837, il film di Werner Herzog del 1979 si attiene, salvo qualche modifica nell'impianto narrativo per esigenze di scorrevolezza, alle scene dell'opera teatrale, consegnandoci un lavoro molto oscuro, in cui Klaus Kinski sembra disegnato apposta per quel ruolo.

Come dicevo, questo film riesce sempre a creare dentro di me un profondo stato di inquietudine durante la sua visione, è un crescendo perpetuo, un ronzio nervoso che si accumula nel cervello.

Woyzeck è l'uomo che non ha posto per un Dio o una morale, perchè riempito tutto dal mantenere a fatica una donna ed un figlio, tanto che oltre a servire l'esercito come soldato semplice, il più semplice che ci sia, si offre anche come cavia agli esperimenti di un medico senza morale ne rispetto che vive solo per l'ambizione sua personale.

WOYZECK: Noi povera gente...Vede, signor capitano: soldi, soldi! Vorrei proprio vedere uno di quelli come me mettere al mondo un figlio con la morale! [...] Siamo disgraziati in questo mondo e in quell’altro, noi. Credo che se andiamo in cielo dobbiamo aiutare a fare i tuoni.

Woyzec viene tenuto nella sua posizione, schiacciato a terra dai piedi(come viene reso nella prima scena) di chi detiene, in maniera falsa e arrogante, le redini di un sistema che fa comodo così perchè suddivide l'uomo in due categorie, chi comanda e chi è costretto a subire e a servire il potente. Non c'è modo di uscire da questa dinamica creata e sostenuta dai detentori del potere e dalla Chiesa che fa apparire anche una bella giornata come un'inferno che non ha senso continuare a sopportare nella sua irrazionalità.

WOYZECK: C’è bel tempo, signor capitano. Vede, un cielo così bello, fisso, grigio; verrebbe voglia di piantarci un chiodo e impiccarcisi.

L'insensata cattiveria , la presunzione dell'uomo, arrivano a schiacciare il povero Woyzeck anche nell'amato nucleo familiare, scaraventandolo fuori come un sacco della monnezza.

WOYZECK: Perché Dio non soffia sul sole e lo spegne, che tutti si rotolino l’uno sull’altro nella lussuria, maschio e femmina, uomini e bestie? Fatelo alla luce del giorno, fatelo sulla mano di qualcuno, come le mosche!

WOYZECK: Hai una bocca rossa, Marie. E neanche un segno su? Marie come sei bella, come il peccato; può essere così bello il peccato mortale?

La ferocia dell'ambiente in cui è "costretto" a vivere spingono inevitabilmente Woyzeck a fare uso di quell'impulso violento, che però nel suo caso definirei più animalesco, primitivo, naturale, come quella natura di cui Woyzec sente il grido, le voci, che lo ossessiona, portandolo ad un'estremo epilogo.

Un'opera che, sia nella sua veste teatrale, sia in quella cinematografica, ribadisce sempre quella stessa dinamica che percorre il filo del tempo come un'immensa onda che travolge tutto, senza mai perdere però la sua distruttiva energia cinetica, che anzi aumenta tragicamente nello scorrere del tempo.

 

paz83
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venerdì, 01 giugno 2007, ore 11:32

Mentre camminavo fra i fuochi dell' Inferno, deliziato da quei godimenti del genio che agli Angeli appaiono come tormento e insania, raccolsi alcuni dei loro Proverbi; pensando che così come i detti che s'usano in una nazione ne designano il carattere, allo stesso modo i Proverbi dell' Inferno renderanno palese la natura della sapienza Infernale meglio di una qualsiasi descrizione di edifici o abbigliamenti.

Quando me ne tornai a casa, sull'abisso dei cinque sensi, dove uno scosceso pendio minaccia il mondo presente, vidi un Diavolo possente ravvolto in nuvole nere che si librava sui fianchi della roccia: con fuochi corrosivi scriveva la frase seguente, che ora le menti degli uomini percepiscono, e sulla terra la leggono:

Che ne sapete se un qualunque uccello che taglia le strade dell'aria non è un immenso mondo di delizia chiuso dai vostri cinque sensi?

                                                                       - William Blake -

paz83
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