VENT'ANNI SENZA ANDY
Andy Warhol
Self-Portrait, 1986
©The Andy Warhol Museum, Pittsburgh.
Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc
- In quell’ultimo istante,… riuscii solo a dire…
"Non piangere mai. E se un giorno sfuggirai al passato,… vienimi a cercare."
Quello che le avevo detto,… in realtà l’avevo detto a me stesso. Non si può sovrapporre un amore a un altro. Avevo cercato in lei la prima Su Li Zhen… senza accorgermene. Ma lei l’aveva capito -
"La verità è… che non si torna indietro."
- alcuni passaggi tratti dal film 2046, di Won Kar Wai-
Vorrei stare davanti al mare tormentato, e pensare alle cose che non ho. Senza invidia. Stare così, semplicemente in pace con me stesso, osservando nuvole nere che non possono essere una minaccia, ma solo il presagio di un tempo che muta, scongiurando l’immobilità che tanto spaventa.
Indovinare le traiettorie di un gabbiano che sicuro si affida alle delicate dita del vento.
Vorrei osservare quel moto tranquillo e perpetuo che non ha bisogno di mostrarsi diverso da ciò che è!
Vorrei lasciarmi trasportare dai suoni di tutto ciò restando in uno stato d’immobilità che è solo apparente, vorrei navigare sulle emozioni.
"Nelle aristocrazie il principe non si fa eleggere, è lui che elegge il suo popolo. In democrazia il popolo è bastonato su mandato del popolo. È la pratica certosina dell'autoinganno. Si dice che il trenta per cento sia astensionismo. Nego, tutto è astensionismo. Sono comunque voti sprecati"
- Carmelo Bene-

Sapete quelle giornate che iniziano nel migliore dei modi?! Ecco oggi non è questo il caso, santa zufolona, già è sabato e devo finire delle cose per lavoro, e va beh, ma poi essere anche obbligati ad andare a fare la spesa nella coop di paese alle ore 11 è la peggior cosa che un uomo può affrontare nella vita. Già nel parcheggio la tragedia si porge in tutta la sua grandezza. Non c’era nemmeno un carrello negli appositi spazi, questo poteva voler dire ressa all’interno. Lacrime.
Quella furba di mia sorella ovviamente mi piazza davanti al reparto gastronomia e mi mette in mano uno di quei biglietti segna turno, bene, sono il 20 e siamo al 15, passerà presto.
Cazzarola, mi sbagliavo, dopo trenta minuti mancavano ancora tre numeri, tre commesse e solo una serviva, la rabbia mi è salita dentro insieme alla dannata influenza che sta crescendo dentro il mio organismo. Le gambe mi facevano male e il naso colava catarro, e io, lì solo e spaventato dalla ressa di vecchiette che il sabato s’ammazzano per una fetta di prosciutto morbido, adatto ai loro denti martoriati. 5 numeri e 41 minuti d’attesa. Fantascienza. Non parliamo della fila alle casse, dove gli sguardi di minaccia la fanno da padrone. Insistere per un sorpasso ingiusto non ha senso contro questi ALIEN del sabato mattina, è il loro territorio, è la loro ora, alla faccia dei vecchi indifesi.
Avete notato che le rapine ai market non avvengono mai durante gli orari di massima concentrazione delle anziane signore? Ci sarà un motivo, no? Hanno paura, e te credo.
Sperando che la giornata prenda una piega migliore vi auguro buon sabato tra uno starnuto e l’altro.
MATTINA
Per trovare il cammino occidentale
dritto per le Porte dell'Ira
spingo i miei passi.
Dolce Pietà mi conduce innanzi,
con dolce pentito lamento
vedo l'inizio della giornata.
La guerra di spade e lance
sciolta da lacrime di rugiada
esala in alto.
Il Sole è liberato dagli orrori
e con dolci grate lacrime
sale il cielo.
"William Blake"
Salto energico pieno d'ottimismo, ma ricordate che c'è sempre un soffitto quando meno ve lo aspettate.
Dunque, stavo ascoltando radio2, e in trasmissione parlavano del movimento scout a 100 anni dalla sua fondazione per opera di lord Baden Powell nel 1907. La parte che più mi ha fatto pensare è quella che si riferiva al senso di responsabilità dei giovani che oggi viene sempre più spesso a mancare, e tra me e me pensavo che, in effetti, quell’esperienza se pur durata l’arco di circa una decina d’anni è servita sotto molti aspetti. Spesso sento gente che critica il movimento a priori, perché troppo cattolico, ma in realtà non è vero, o meglio, in Italia vi è una componente di questo movimento che è più marcatamente cattolica, ma nella sua generalità a livello globale è laica, non ho mai notato un’inclinazione al proselitismo religioso, anzi ho spesso riscontrato un affermazione di valori abbastanza sani quali il rispetto delle diverse idee religiose e di origine. Non dico che sia l’unica cosa che ha influito, per quanto mi riguarda, ma ha in ogni modo ampliato determinate visioni ed esperienze di vita a cui oggi faccio riferimento, oltre ad una scantata generale nell’affrontare la vita di tutti i giorni. Forse potrà essere un discorso nostalgico ma, esperienze quali la convivenza ai campi con altra gente, la responsabilizzazione dell’individuo anche nei confronti degli altri componenti, la disponibilità disinteressata a tendere una mano nel bisogno. Penso al gruppo delle aquile randagie, i ragazzi del gruppo scout milanese che svolgeva attività giovanili clandestine durante il periodo del fascismo.
Chi scrive è uno assolutamente laico, ma che ha frequentato quella componente più cattolica del movimento e che oggi come oggi se ne avesse, manderebbe subito i suoi figli a fare tale esperienza senza nessun dubbio. Ora, è vero che esistono altre situazioni e possibilità in tal senso, io parlo della mia. Esprimo un mio parere del tutto personale ripensando comunque con orgoglio a quella promessa fatta a cui ancora oggi seppure fuori dal movimento mi attengo e non sottovaluto per niente, in quanto passaggio fondamentale della mia crescita che mi metteva di fronte ad una scelta spontanea di responsabilità.
Altri 100 anni così dunque.
Buona giornata a tutti!
Appunto che non centra nulla: Ma ora voglio un governo di coalizione tra Barbapapà, snorky e puffi (quelli blu, nulla a che fare con quello di Arcore).
LO VOGLIO E LO ESIGO PER UN PAESE MIGLIORE CON PINGU PRESIDENTE.
sigh, disperazione!
No, un'altra volta no, non può cadere. Ci risiamo, tra una maggioranza litigiosa, che mi fa quasi ridere, e i solti marrani di turno ecco che il governo mi fa un bel capitombolo. Caso strano tra i due astenuti che hanno inciso mortalmente ce Andreotti, che ti pare sta sempre in mezzo lui.
Insomma, una giornata positiva mi va in vacca, col timore che ci sia un rientro della destra, insomma, pajura, speriamo di no, se no davvero mi sentirei un coglione!
Tra l'altro guardando le immagini ho visto come la cdl, quelli dalla cdl, hanno esultato alla sconfitta del governo, peggio degli ultras, altro che stadi. E qui siamo in senato! Che dite? Io propongo una mozione per mettere i tornelli anche li, i tornelli anti pirla. Pirla di destra e sinistra, senza distinzione. Tutti a zappare i campi.
Ma va beh, sarebbe una bella favola non trovate? Concludo qui per ora che è meglio!
Fine di questa elucubrazione frutto della follia!
ore 00:43
Ecco, come al solito mi ritrovo completamente sveglio e lucido, immerso nel fumo delle troppe sigarette che sto fumando, buttando parole qui e la su fogli di carta, insonne, il buio mi attiva, non ce niente da fare, che gettare un occhio qui e uno ai disgustosi dibattiti politici che riempono ogni secondo televisivo di oggi.
Penso che spegnerò la tv e mi darò a Daniel Pennac, così, che adesso mi và!
Lo so che non ce più tempo, ma aspettami ancora un attimo.
Lo so che non ha più senso aspettare, ma guarda il tetto di quel casolare? Non vorresti stare li?
Solo un altro giorno, poi partirò con te, te lo giuro che attraverseremo il mare insieme fino a quando non sentiremo il caldo scioglierci e allora ci fermeremo.
Oggi il cielo sembra quasi vero, hai visto? Di un azzurro spensierato che quasi mi tormenta dentro.
Quando lei sarà qui allora potremo partire tutti e tre insieme, solo un giorno, aspetta, solo un giorno.
Non aver fretta della meta, sarà più bello gustarla cosi, nell’attesa, falla crescere dentro.
Ci devi guidare, verso quel luogo segreto che solo tu conosci.
Non privarmi di tutto questo, il sole scalda ancora, resisti se puoi.
Anche io qui mi sento soffocare, ancora poco e ci lasceremo tutto alle spalle.
Dire addio non è difficile, è tornare che lo è. Ma noi no, te lo prometto.
Domani il vento ci spingerà lontano. Per sempre.
Fuori c’è un freddo cane, ma tutte le persone che sento continuano a dirmi che da loro c’è il sole, ma che cavolo. Io qui davanti al pc a litigare con Ebay, un sacco di mail a cui rispondere, e voglia zero.
Dopo esco e mi faccio un giro lungo l’argine del fiume, ecco..ma che cavoli.
Va beh questo post è inutile, lo termino qui che poi divento volgare che oggi sono simpatico come un calcolo renale. Stop
Pomeriggio comatoso causa stress post fiera. Mattinata, se dio vuole l'ultima, in compagnia dell'estirpa denti con la prospettiva di una settimana all'insegna del pieno di lavoro. Insomma tempo per pensare e scrivere ridotto decisamente all'osso. La giornata di ieri in fiera a bologna è stata decisamente logorante, se pensate che nell'unico momento in cui mi son concesso di andare in bagno mi son trovato tra uno mascherato da V per vendetta e un'altro da vichingo, insomma li li ci son rimasto un attimo così!
Cose da paz....zi, ma va beh, meglio di nulla, purtroppo Lamù non ci può venire nel wc per uomini, ma insomma non posso mica pretendere il mondo...
All'orizzonte mi aspettano faenza comics, mantova comics e il cartoomics a milano, che son proprio qua che non vedo l'ora, e la peppa. Lo so, lo so, sono un lament 'uomo, ma che ci posso fare?
Intanto a chiunque passi per caso di qui Auguro una buona settimana!

Mamma mia, che giornata stressante in fiera, assalito dai cercamazzinga e dai naruto fans, voglio deprimermi perchè vivo sulle loro spalle. Senza offesa per nessuno, ma a volte sono leggermente pignoli e comunque sempre insoddisfatti. Domani mi aspettano altre nove ore di fiera, aiutooo. Adesso erbazzone, tisana e un bel film per rilassarmi. Buona domenica tutti!
La sveglia suonerà alle 5:30 di mattina, mi alzerò e mi preparerò per poi andare a lavorare questo week end. Due giorni di fiera a Bologna. Respirerò forte l’aria fresca della mattina che ti punge la pelle, quando il sole è ancora un ricordo di ieri. Penserò alle decine di persone che incontrerò, ognuno con la sua storia, i propri problemi e le sue gioie. Migliaia di sguardi, di movimenti del viso che si perdono nel caotico movimento da formicaio della fiera.
Ogni volto si trasforma inevitabilmente in una miriade di domande nel mio cervello.
Domande silenziose a cui non è dovuta una risposta, che mantengono il loro significato in quanto tali, e tali devono rimanere. Silenziosi quesiti.
Da dove vieni? Chi sei, che hai viaggiato fin qui? A che pensi mentre guardi distratto il banco? Lo sai, anche io ho dei pensieri, a volte belli, altre non tanto, potremmo parlarne se solo riuscissimo a sentirci in mezzo a questo mondo rumoroso. Chissà se anche tu ti domandi mentre mi guardi, o se distrattamente cerchi una fuga rapida e indolore. Cosa penso di te? Sinceramente non lo so, ma me lo sto chiedendo, e tu? Se solo ci fosse il tempo, ma il tempo c’è, non è vero? Siamo noi che lo ammazziamo. Dovrei fermarmi, chiederti cosa ti aspetti, ma entrambi risponderemmo che no, il tempo non c’è, che non è importante, eppure potremmo renderci conto di non essere poi così male. Avremmo un ricordo in più forse, un viso, un vuoto in meno. Mi spaventano i vuoti a volte. Ci consoleremmo sapendo che forse c’è qualcosa di bello in più, ma non so, c’è qualcosa di bello in più? Silenzioso quesito.
Poi tutto finirà, nel grande padiglione rimarranno solo scatoloni vuoti e polvere e silenzio.
Chi sono che ho viaggiato fin qui? Avrei potuto parlarne, avrei voluto parlarne, ma non ce n’era il tempo. Avrei dovuto fermarmi a chiedermi cosa mi aspettavo.
Buon compleanno Mr Kyoto, già due anni dall’entrata in vigore della convenzione.
Ancora tanto da fare e ancora troppe ciminiere fumanti su questa torta.
10 anni che se ne discute e ancora scarsissimi risultati per quanto riguarda i limiti d’emmissione di gas e sostanze nocive in atmosfera. La speranza è che ci possa essere un cambiamento più concreto nei prossimi tempi coadiuvato da una presa di coscienza meno ipocrita rispetto all’attuale situazione.
Alle ore 18 prenderà il via L'iniziativa lanciata con la campagna “M'illumino di menò” della trasmissione radiofonica Rai 'Caterpillar' giunta ormai alla terza edizione nella “Giornata internazionale del risparmio energetico “. Per festeggiare appunto il compleanno partirà il black out volontario, ovvero spegnere tutto quanto non è indispensabile, abbassando il riscaldamento, lasciando spenti elettrodomestici non necessari come la tv “ad esempio”.
Sperando che questa possa diventare una costante di civiltà anche per rispetto a noi stessi e a questa povera terra malconcia, nutrendo la speranza però che anche tra le grandi nazioni che non hanno aderito al protocollo possano mutare pensiero nel tempo, magari breve, e chi già si attiene almeno formalmente a questa convenzione lo faccia anche in pratica, vedi l’Italia che è assolutamente fuori dai parametri previsti dal protocollo. Insomma, ci vuole anche buona volontà, ma ne vale la pena.
Dunque 100 anni migliori di questo Mr Kyoto!
Ma che cazz…porco zufolo, a proposito della famosa e scozzariana grattugiata sulla cappella, questo trabaldello su cui sto scrivendo evoca in me le angosce più profonde, instabile come il capitano del titanic dopo che la sua nave è stata suppostata da un iceberg più cazzuto di lui.
Un vecchio tavolo da bridge del cazzo! Un tavolo da bridge? Ma voi ditemi, che senso ha in una casa? Sempre nell’anonimo appartamentino di via Emilia, per intenderci, quello del balcone su cui ebbi la visione del Bolero dei miei desideri più sordidi, comunque dicevo, sempre da qui mi viene la dannata voglia di scrivere, in un anonimo pomeriggio di un anonimo giugno di un anonimo lunedì dell’anno Infame 2006. Insofferente verso sempre più cose…perché sono io che non vado? Oppure è tutto il resto che fa schifo e io sono uno dei pochi eletti che hanno la sfiga di rendersene conto? Doppia grattugiata, risultato 2 scaglie violacee di cappella (parmigiana reggiana) o padana…, ma che sfiga atroce. Fuori ce già troppo caldo per i miei gusti, la calura mista a smog e animaletti che come kamikaze, hanno la brillante idea di utilizzare la mia faccia da culo come una portaerei nemica [attenti il vostro sterminio è vicino] quindi saggia, e me ne vanto, idea di aspettare le 6 per uscire, dettata anche dall’impossibilità di reperire anche solo l’ombra di un amico prima di tale ora. Così divoro le mie angosce con la mente e sputo il mio rancore con la penna. E mi giunge un pensiero : Dio sterilizzi tutti i politici e innalzi alla gloria dei cieli gli artisti, se non altro, perché son secoli che si sbattono a scriverne, musicarne e dipingerne le sue gesta. Ecco, così mi piace, pensieri a caso, raggruppati su di un foglio da quel cane pastore che è il mio braccio e la mia penna, coadiuvati da un minimo di razionalità conscia in me medesimo. Ed eccolo qua il mio bel gregge di pecorelle smarrite ( x restare in tema cristiano) adunate dal mio canto cattivo, attirate nell’aggressività caotica delle mie parole. [pausa paglia]….
Questo, scrivevo in quel giugno 2006, quella pausa paglia durò parecchio, perché una seconda parte dei pensieri a caso non fu mai scritta e per fortuna. Della serie com’eravamo. Oggi direi che la situazione è certamente migliore, anche se la sopra citata grattugiata sulla cappella, descritta dal Filippo Scozzari fumettista nel suo libro è ancora in agguato.
San Valentino superato senza problemi, sabato e domenica si lavora alla fiera del fumetto a Bologna e la vita procede nel suo a volte lentissimo, a volte velocissimo passo.
Dylan Thomas
Buona giornata a tutti
e ottimismo, che splendido giorno che è oggi!
Scivolare su di un arcobaleno, ah quanto mi piacerebbe, e alla fine di esso, poter dialogare con un pappagallo più alto di me, che mi insegni il francese, stare fermo mentre tutto il resto si muove al posto mio, svegliarsi un giorno e vedere che gli alberi fuori dalla finestra hanno le foglie color fucsia con una fantasia di ghirigori, avere un presidente di 5 anni che mette una legge che ci obblighi a mangiare cioccolato almeno 3 volte al giorno e dove i soldi non sono altro che carta senza valore, ah che bel mondo sarebbe? Dove l’aria profuma di frutta, si, si che bello.
E invece ti svegli e ce il lavoro, le brutte notizie, tutto che va a rotoli, i problemi con la gente, ma soprattutto non ci sono pappagalli più alti di me che mi insegnino il francese.
E l’aria che respiri ti uccide, e gli arcobaleni non ci sono, ma solo i vapori dei gas industriali, e i bimbi non sono presidenti ma vittime e basta, è davvero un mondo schifoso e se anche trovi un lato buono ce ne sono sempre almeno due negativi che sbucano fuori e rovinano tutto. Perché anche a me non piove sulla testa una tartaruga gigia? Mi angoscia sto mondo del ciuffo..e che cavoli...
Bisogna sforzarsi e sognare un posto migliore, immaginarlo e renderlo reale alla nostra mente, e correre veloci verso di esso, senza mai voltarsi indietro!
Oggi giornata davvero paccosa, la mattinata passata dal maledetto estirpa denti, il pomeriggio passato a preparare inserzioni su ebay ( ma che scatole) e in parte sul letto in uno stato totalmente apatico, voglio zero, davvero, con la nebbia prima e la foschia dopo che l’ha fatta da padrone sul sole, e ora piove( non che mi dispiaccia la pioggia, ma bisogna essere ispirati) giusto per completare bene la serata. Mannaggia la miseria. Una giornata davvero di quelle che ti mettono l’animo in pace, e giusto perché ieri ho detto tonicissimo che basta, avrei rallentato drasticamente con le sigarette. N’avevo 4 di numero in casa, non le ho prese stamattina giusto per tener fede al patto con me stesso, insomma dovevo esser stoico, almeno erano gli intenti, ma vista la giornata che mi sta stracciando l’anima, ora ne bramo una. Maledette sigarette! Stress.
Mentre sul balcone guardo dall’alto file d’auto salire e scendere lungo la via emilia come tanti globuli variopinti lungo un’arteria grigia, nella mia testa, puttane, canne, pensieri perversi e bassezza ballano un bolero impazzito che non accenna a scemare, mentre il frastuono stradale m’imbarazza le orecchie e la mia bocca non da pace ad una winston blue.
Un tugurio in cui i pensieri più lascivi si rifugiano e che in questo momento riemergono come il relitto di una nave affondata che si è cercato di dimenticare, ma che ora torna a galla prepotente.
Non ci rinchiudere…gridano loro dal profondo mare della mia mente, non c’evitare, siamo parte di te, affrontaci per Dio. Salgono forti della spinta verso l’alto come un destro ben piazzato al centro dello stomaco.
Mi chiedo quanto conti l’istinto che non puoi comandare fino in fondo, quanto la mia bassezza. Decido di dar loro ascolto, di farmi trascinare in quel bordello lercio, dondolato dal rumore imperterrito, ostinato dei motori che sfrecciano sotto di me, mentre l’olfatto è invaso piano, poco per volta, dai forti odori dei gas di scarico che si mischiano a quelli degli umori immaginati in un cocktail olfattivo che mi sa di bassi fondi metropolitani.
Rabbia e violenza si uniscono a loro, quando la mia mente lungo il suo viaggio, per sbaglio s’immette nella corsia di quelle figure che nella mia vita hanno sempre ordito piani atti a farmi deragliare, di quelli che non hanno mai guardato in faccia a nessuno pur di perseguire i loro scopi, nonostante sapessero di danneggiare, di quelli che non hanno mai chiesto “ scusi, è permesso?” prima di insinuarsi come acari bastardi sotto il mio vitale velo epidermico, senza mai cercare di andare a fondo e capire il danno che stavano per fare.
Ma la rabbia primitiva che emerge, quando si aprono finestre sul passato ha poco senso ad esistere, né lunga vita, uno sforzo inutile e mal ripagato.
Cosi con le vene livide e i muscoli tesi sterzo veloce per uscire da quella carreggiata disseminata di rabbia cercando di lasciarla velocemente fuori dalla mia portata.
Improvvisamente mi sento pervadere da euforia e sconcerto al mio rientro in quel caldo bordello dove si balla il bolero, e tutto sembra tornare piacevole dentro di me!
Li, in quel territorio a cui il perbenismo toglie la sacralità io erigo il mio tempio, in cui il mio pensiero è il mio vaticinio al piacere, lì dove nessun sacerdote potrà mai profanare la mia verità, il mio essere, con i suoi salmi e le sue prediche.
Ah furioso istinto, nell’incontrollabile malcontento che aleggia intorno trovi la tua dimora sicura in cui rigenerarti, in cui poter vivere.
Cercando di sfuggire alle catene delle idee imposte mi rintano nei meandri più profondi cercando nuova linfa.
Sbuffa dalla mia bocca l’ultimo fumo della sigaretta.
La lancio giù dal balcone cosi come si donano le ceneri di un caro al temperamento furioso di un mare in tempesta.
Sopra di me l’empireo promette bufera.
Varco la porta, mentre nella mia testa il Bolero sta scemando rapido
"Non dobbiamo tacere, dobbiamo assumerci la responsabilità dell' aver negato o teso a ignorare la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica e dell' averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali". Queste le parole del presidente Giorgio Napolitano oggi, nella giornata del ricordo per le foibe, con cui è difficile non concordare. Non concede, giustamente, attenuanti il capo dello stato, rivolgendosi al paese, ma prima di tutto alla classe politica, alla quale sono dirette queste parole tanto accuminate quanto vere. L'augurio, quello vero, è che, chi governa impari ad ammettere le proprie colpe assumendosi le responsabilità degli errori commessi, lavandosi via di dosso l'ideologia e la convenienza. Piacerebbe, una volta almeno, pensare che non saranno le solite parole lasciate cadere nel vuoto.
Buona giornata a tutti!
Ho sempre voluto essere amato dal partito comunista e dalla madre chiesa. Volevo vivere in una canzone folk come Joe Hill. Volevo piangere per gli innocenti che la mia bomba era costretta a mutilare. Volevo ringraziare il contadino che ci aveva sfamato quando fuggivamo. Volevo portare la manica ripiegata a metà, mentre la gente sorride quando faccio il saluto militare con la mano sbagliata. Volevo essere contro i ricchi, anche se alcuni di loro conoscevano Dante: un momento prima della sua distruzione uno di loro avrebbe saputo che anche io conosco Dante. Volevo che la mia faccia fosse sbandierata a Pechino, con una poesia scritta sulla spalla. Volevo sorridere del dogma e rovinarmi l’ego opponendomi a esso. Volevo affrontare le macchine di Broadway. Volevo che la 5th Avenue ricordasse di essere stata una pista indiana. Volevo essere nato in una cittadina di minatori con i modi bruschi e le ideologie trasmesse da uno zio ateo, un ubriacone, la pecora nera della famiglia. Volevo attraversare l’America in un treno sigillato, unico bianco che i negri avevano accettato alla convenzione per il trattato. Volevo andare ad un cocktail party con addosso un mitra. Volevo dire a una vecchia fiamma terrorizzata di miei metodi che la rivoluzione non la si fa sui tavoli dei buffet, non si può scegliere solo quello che ti va, e volevo guardare il suo vestito da sera argentato che si inumidiva fra le cosce. Volevo combattere l’invadenza dei servizi segreti, ma da dentro il partito. Volevo che un anziana signora che aveva perso i figli mi ricordasse nelle sue preghiere in una chiesa di fango, prendendo i figli in parola. Volevo farmi il segno della croce ad ogni parolaccia. Volevo tollerare i resti di tradizioni pagane nel rituale del villaggio, e discuterne con la curia. Volevo occuparmi di compravendite immobili segrete, agente di un anonimo miliardario senza età. Volevo scrivere bene degli ebrei. Volevo che mi sparassero fra i baschi per aver portato il Corpo sul campo di battaglia contro Franco. Volevo predicare sul matrimonio da un inattaccabile pulpito di verginità, guardando i peli neri sulle gambe delle spose. Volevo scrivere un trattato contro il controllo delle nascite in un inglese molto semplice, un volumetto da vendere nel foyer, illustrato in bicromia con disegni di stelle cadenti ed eternità. Volevo sopprimere il ballo per un po’ di tempo. Volevo essere un prete tossicomane che incide un disco per la Folkways. Volevo essere trasferito per ragioni politiche. Ho appena scoperto che il cardinale ha ricevuto una forte somma di denaro da una rivista femminile, ho subito un’aggressione dal mio confessore, ho visto i contadini traditi per una ragione necessaria ma le campane suonano stasera, è un’altra sera nel mondo di Dio e sono in molti a dover essere nutriti, molte ginocchia desiderano ardentemente flettersi, salgo i gradini con l’ermellino a brandelli.
Mi trovo perso tra la realtà e la sua rappresentazione. Dov'è la strada? Dov'è finita? Basterebbe un segnale che fatico a trovare.
Comincia con una spalla lussata e un male cane questo blog, comincia con un viaggio a Bologna che non ci sarà, non oggi per lo meno, comincia con la nebbia che inghiotte la mia casa nella bassa modenese, comincia con Nick Cave nello stereo e Zanardi che mi fissa da dietro quel suo naso spiovente e con quello sguardo ghiacciato, insomma poteva cominciare meglio, ma pur sempre cominciare. Un punto di partenza vale l’altro, l’importante è la determinazione con cui si porta avanti l’impresa. Un saluto a tutti